Nuovo Codice della strada 2026: cosa cambia e cosa non è ancora legge

Chi domani supera di 30 km/h il limite in autostrada paga esattamente come ieri: da 173 a 694 euro e tre punti in meno, secondo l'articolo 142 oggi in vigore. Il nuovo Codice della strada 2026 di cui si parla da settimane, quello delle multe calcolate a chilometro, della patente a 17 anni e delle moto in corsia di emergenza, per ora esiste soltanto come bozza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Una bozza corposa, discussa, già corretta in più punti. Non una legge.

La distinzione non è un cavillo. Molti titoli presentano le novità come se fossero operative, e chi sta prendendo la patente o ha appena ricevuto un verbale rischia di farsi un'idea sbagliata di ciò che deve rispettare oggi. Qui sotto trovi tutto ciò che è sul tavolo, separato con cura da ciò che vale già, più un calendario realistico di quello che deve ancora succedere.

Nuovo Codice della strada 2026: a che punto è davvero

La consultazione pubblica aperta dal MIT si è chiusa da pochi giorni. Il ministero ha inviato il testo a oltre cento associazioni e operatori del settore, dalle autoscuole ai motociclisti, dagli autotrasportatori alle polizie locali, e ne ha raccolto osservazioni e critiche. Il documento è già cambiato strada facendo: tra la versione circolata ad agosto e la tabella delle sanzioni rivista a settembre alcune multe sono sparite, altre sono salite, e due proposte sono state ritirate del tutto.

Niente di tutto questo tocca chi guida oggi. Le regole in vigore restano quelle del Codice del 1992, modificato da ultimo dalla legge n. 177 del 2024. È quella la riforma che ha inasprito le sanzioni per il telefono alla guida, introdotto l'alcolock per chi è stato condannato per guida in stato di ebbrezza e rivisto i limiti di potenza per i neopatentati. Per chi deve ancora sostenere l'esame, poi, le novità davvero operative quest'anno sono altre, a partire dalle ore di guida obbligatorie in autoscuola: le abbiamo raccolte nella guida su cosa cambia per la patente B nel 2026.

Il meccanismo: una delega che esiste già

Diversi articoli parlano di una legge delega da presentare al Parlamento in autunno. La realtà è un po' diversa, e aiuta a capire i tempi. La delega esiste già: è scritta nell'articolo 35 della stessa legge 177/2024, che autorizza il Governo a rivedere e riordinare la disciplina della circolazione stradale con uno o più decreti legislativi, anche attraverso la redazione di un codice completamente nuovo. Il termine originario era di dodici mesi. Non è bastato.

Per allungarlo è servito un disegno di legge apposito (A.C. 2713). La Camera lo ha approvato in prima lettura, il Senato lo ha modificato rimandandolo a Montecitorio per la terza lettura, e il via libera definitivo è arrivato a settembre. Il termine per esercitare la delega passa così da dodici a ventidue mesi dall'entrata in vigore della legge 177. Il prossimo passaggio è l'esame preliminare in Consiglio dei ministri.

Cosa significa in pratica? Che il Parlamento non voterà il nuovo Codice articolo per articolo. Il testo lo scrive e lo approva il Governo, sotto forma di decreto legislativo; le commissioni parlamentari esprimono un parere obbligatorio, che però non vincola l'esecutivo. È lo stesso strumento con cui nel 1992 nacque il Codice attuale.

I passaggi prima della Gazzetta Ufficiale

  • Esame preliminare dello schema di decreto in Consiglio dei ministri.
  • Pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata, per cui la delega prevede 30 giorni.
  • Parere delle commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, con 60 giorni a disposizione; se il termine scade a ridosso della fine della delega, la legge prevede uno slittamento automatico.
  • Approvazione definitiva in Consiglio dei ministri, emanazione da parte del Presidente della Repubblica e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
  • Entrata in vigore, quasi certamente differita, e nuovo regolamento di esecuzione, senza il quale molte norme restano sulla carta.

Lo stesso ministero ha fatto sapere che la riforma non sarà operativa prima del 2027, regolamenti attuativi compresi. Un codice riscritto da zero porta con sé nuova segnaletica, nuovi moduli per i verbali, aggiornamenti dei software delle polizie locali e, non ultimo, nuovi quiz per l'esame di teoria.

FaseQuandoStato al 24 settembre 2026
Consultazione pubblica sulla bozza del MITChiusa il 13 settembre 2026Conclusa
Proroga della delega (A.C. 2713)Via libera definitivo il 16 settembre 2026Approvata
Esame preliminare in Consiglio dei ministriAtteso a metà ottobre 2026Annunciato
Pareri di Consiglio di Stato, Conferenza unificata e commissioni parlamentariAutunno-inverno 2026Da avviare
Approvazione definitiva e pubblicazione in Gazzetta UfficialeNon prima del 2027 secondo il MITDa fare
Applicazione concreta: regolamento, verbali, segnaletica, quizDopo l'entrata in vigoreTempi da definire
Bozza di testo normativo con appunti a margine su una scrivania
Il testo del MIT deve ancora passare dal Consiglio dei ministri e dai pareri.

Le misure sul tavolo, una per una

Patente B e C1 a 17 anni, guida accompagnata da 16

È la proposta più citata e anche la più fraintesa. La bozza anticipa di un anno l'età per la patente B e per la C1 e porta la guida accompagnata da 17 a 16 anni. Il ministero la presenta come applicazione della nuova direttiva europea sulle patenti, la 2025/2205, che però ha un calendario tutto suo e prevede che fino ai 18 anni si guidi soltanto con un accompagnatore esperto accanto. Su questo punto la consultazione ha fatto emergere letture opposte: le autoscuole chiedono di mantenere l'obbligo di accompagnamento fino alla maggiore età, e l'ultima parola arriverà solo con il testo approvato.

Date, requisiti e differenze tra ciò che chiede Bruxelles e ciò che propone Roma li abbiamo ricostruiti nella guida alla patente a 17 anni e alla direttiva UE 2025/2205. Una precisazione utile per le famiglie: già oggi un diciassettenne può mettersi al volante di un'auto, ma solo con l'autorizzazione alla guida accompagnata a 17 anni e con i requisiti attualmente in vigore.

Multe: meno fasce, e la velocità si paga a chilometro

Il sistema sanzionatorio attuale conta 82 fasce di importo diverse. La bozza le riduce a circa 21 e raccoglie in una tabella unica quasi 800 violazioni. Il cambio più visibile riguarda la velocità: al posto dei quattro scaglioni dell'articolo 142 arriva una progressione lineare. In autostrada 10 euro per ogni km/h oltre i 130; sulle strade urbane e locali con limiti tra 30 e 50 km/h, 5 euro per km/h. Negli esempi diffusi con la bozza, chi viaggia a 140 km/h pagherebbe 100 euro, chi arriva a 170 ne pagherebbe 400.

Il confronto con le regole di oggi dice molto. A 170 km/h su un tratto con limite 130 si detrae la tolleranza del 5%, cioè 8,5 km/h: l'eccesso accertato scende a circa 31 km/h e si ricade nella fascia da 173 a 694 euro, con tre punti in meno. A 140 km/h, tolta la tolleranza, l'eccesso è di appena 3 km/h e la multa minima è di 42 euro. Il modello lineare, insomma, colpirebbe di più proprio gli sforamenti piccoli e medi. Resta però un punto che i materiali pubblicati non chiariscono: se e come la tolleranza strumentale verrà applicata al nuovo calcolo. Come funziona oggi lo spieghiamo nella guida su autovelox, tutor e tolleranza.

C'è poi un aumento che arriverà comunque, riforma o no. Gli importi del Codice vanno aggiornati ogni due anni in base all'inflazione, ma l'adeguamento è congelato dal 2023: ripartirà dal 1° gennaio 2027. Meccanismo, tempi e simulazioni sono nella guida all'aumento delle multe nel 2027.

Distrazione: una multa comparsa e poi sparita

È il capitolo che si è mosso di più durante la consultazione. Nella versione di agosto la bozza introduceva una sanzione autonoma per la guida distratta in generale, 150 euro e cinque punti, pensata per colpire chi provoca un incidente perché stava guardando altrove. Nella tabella rivista a settembre quella voce non c'è più.

Sono rimaste invece le violazioni legate ai dispositivi. Smartphone, tablet e simili: 250 euro, cinque punti e 15 giorni di sospensione. Le cuffie, inizialmente a 150 euro, sono salite a 250. E compare una fattispecie nuova, pensata per chi aggira i blocchi dei costruttori e guarda video sullo schermo di bordo durante la marcia. Per confronto, l'articolo 173 in vigore punisce già oggi il telefono in mano con una sanzione da 250 a 1.000 euro e la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi; con una recidiva in due anni si sale a 350-1.400 euro e a una sospensione da uno a tre mesi.

Moto in corsia di emergenza e sorpasso a destra

Con il traffico fermo in autostrada, i motociclisti potrebbero usare la corsia di emergenza, a condizione di lasciare sempre libero il passaggio ai mezzi di soccorso. Oggi è vietato, e chi lo fa rischia una sanzione. Più delicata l'ipotesi, ancora allo studio, di considerare le corsie delle strade a più carreggiate come file parallele, rendendo lecito il sorpasso a destra: il ministero stesso ammette che è uno dei punti più controversi.

Senza assicurazione: sequestro al primo controllo

Per chi circola senza RC auto la bozza prevede il sequestro immediato del veicolo già al primo accertamento, se la posizione non viene regolarizzata, e controlli potenziati attraverso le banche dati della Motorizzazione.

Bici a propulsione e rider

Nasce una categoria nuova, i cicli a propulsione: mezzi a due ruote con motore che non rientrano tra le bici a pedalata assistita, come le cosiddette super-bici usate da molti rider delle consegne. Per chi li guida arriverebbero casco obbligatorio e contrassegno identificativo, mentre l'obbligo di assicurazione è ancora in discussione. Le regole oggi in vigore per i mezzi elettrici leggeri sono raccolte nella guida ai monopattini elettrici.

Pedoni con gli occhi sul telefono

Per la prima volta sarebbe sanzionabile anche il pedone che attraversa la strada fissando lo smartphone, il tablet o un dispositivo simile. Gli importi riportati dalle diverse ricostruzioni della bozza non coincidono, segno che il punto è ancora in lavorazione: meglio non fidarsi di chi indica già una cifra precisa.

Dove finiscono i soldi delle multe

La bozza fissa una ripartizione 70/30 dei proventi: il 70% destinato a interventi per migliorare la sicurezza delle strade, il 30% a chi effettua l'accertamento, per finanziare controlli e notifiche. È una delle misure che i Comuni seguiranno con più attenzione, perché incide direttamente sui bilanci delle polizie locali.

L'esame si fa sul Codice di oggi

I quiz ministeriali seguono le regole in vigore, non la bozza. Con l'app Noigui ti alleni sulle domande ufficiali, dalla velocità alle precedenze, e arrivi all'esame senza confondere proposte e norme.

Già uscito dal testo: PEC e limiti per gli over 85

Due proposte non sono sopravvissute alla consultazione. La prima avrebbe legato a un indirizzo di posta elettronica certificata le pratiche su patente e veicoli: rilascio e rinnovo della patente, immatricolazioni, revisioni. Dopo le critiche sul carico burocratico il ministro Salvini ha annunciato che non sarà inserita.

La seconda riguardava gli ultra 85enni. La bozza ipotizzava per loro tre vincoli: niente autostrada, tolleranza zero sull'alcol e un raggio massimo di 100 chilometri dalla residenza. Il MIT ha chiarito che nel testo finale non ci sarà nessuna limitazione di questo tipo. Per i guidatori anziani restano quindi le regole attuali, con rinnovi più ravvicinati e controlli medici specifici dopo gli 80 anni, descritti nella guida al rinnovo della patente over 80.

Oggi e domani a confronto

La tabella mette in fila le misure più discusse. La colonna centrale è l'unica che conta davanti a un agente o a un esaminatore.

TemaRegola in vigore oggiCosa propone la bozza
Età per la patente B18 anni; a 17 solo guida accompagnata autorizzata17 anni; guida accompagnata da 16
Eccesso di velocitàQuattro fasce: 42-173 €, 173-694 €, 543-2.170 €, 845-3.382 €10 € per km/h oltre i 130 in autostrada, 5 € per km/h in città
Smartphone alla guida250-1.000 € e sospensione da 15 giorni a 2 mesi250 €, 5 punti e 15 giorni di sospensione
Guida distratta genericaNessuna sanzione autonomaProposta ad agosto (150 €, 5 punti), eliminata a settembre
Moto in corsia di emergenzaVietatoConsentito in caso di coda
Over 85Regole ordinarie di rinnovoLimiti ipotizzati e poi ritirati
PEC per le praticheNon richiestaProposta e poi ritirata
Motociclista fermo in coda in autostrada accanto alla corsia di emergenza
La corsia di emergenza per le moto in coda è solo una proposta: oggi resta vietata.

Cinque titoli da prendere con le molle

Nelle ultime settimane sono circolate frasi che, lette in fretta, suonano come norme già in vigore. Nessuna lo è.

  • «Il nuovo Codice è stato approvato». In realtà è stata approvata la proroga della delega, cioè il tempo concesso al Governo per scriverlo. Il Codice nuovo non ha ancora affrontato neppure il primo Consiglio dei ministri.
  • «Dal 2026 le multe si pagano a chilometro». Oggi valgono le fasce dell'articolo 142. Il calcolo lineare è una proposta, e i dettagli sulla tolleranza non sono noti.
  • «Patente a 17 anni da subito». La direttiva europea ha scadenze che arrivano al 2028 e al 2029, e il testo italiano non è approvato.
  • «Stop all'autostrada per gli over 85». La misura è stata ritirata dopo la consultazione.
  • «Serve la PEC per rinnovare la patente». Anche questa è stata tolta.

Cosa fare adesso

Chi sta studiando per la patente deve preparare l'esame sul Codice vigente. I quiz ministeriali non cambieranno finché il nuovo testo non sarà in vigore e il ministero non avrà aggiornato il database delle domande. Per un neopatentato valgono gli attuali limiti di potenza per neopatentati, introdotti proprio dalla legge 177/2024.

Chi ha ricevuto una multa di recente deve ragionare con la norma del giorno della violazione: le sanzioni amministrative si applicano secondo la legge in vigore al momento del fatto, e un'eventuale riforma futura non riduce un verbale già notificato. Chi guida la moto, per ora, in corsia di emergenza non ci entra.

Il prossimo passaggio da segnare in agenda è il Consiglio dei ministri di metà ottobre: se lo schema verrà approvato in via preliminare, il testo diventerà pubblico nella sua forma ufficiale e partirà la stagione dei pareri. Aggiorneremo questa pagina a ogni passaggio, distinguendo sempre ciò che è deciso da ciò che è soltanto proposto.

Domande frequenti

Il nuovo Codice della strada è già in vigore?

No. Esiste una bozza del MIT, già sottoposta a consultazione pubblica. Finché il decreto legislativo non viene approvato in via definitiva e pubblicato in Gazzetta Ufficiale valgono le regole attuali, comprese quelle introdotte dalla legge 177/2024.

Quando potrebbe entrare in vigore?

Il ministero ha indicato che la riforma non sarà operativa prima del 2027. Prima servono l'esame preliminare in Consiglio dei ministri, atteso a metà ottobre, i pareri di Consiglio di Stato, Conferenza unificata e commissioni parlamentari, e l'approvazione finale.

Il Parlamento voterà il nuovo Codice?

Non articolo per articolo. Il Governo lo adotta con un decreto legislativo sulla base della delega contenuta nell'articolo 35 della legge 177/2024. Le commissioni parlamentari danno un parere obbligatorio ma non vincolante.

Posso già prendere la patente B a 17 anni?

No. Oggi a 17 anni si può guidare un'auto solo con l'autorizzazione alla guida accompagnata. La patente B a 17 anni è prevista dalla bozza italiana e dalla direttiva europea 2025/2205, ma nessuna delle due è ancora applicabile in Italia.

Le multe progressive per la velocità valgono già?

No. Oggi l'eccesso di velocità si sanziona con le quattro fasce dell'articolo 142. Il calcolo a 10 euro per km/h in autostrada e 5 euro in città è solo una proposta della bozza.

Ci saranno limiti di guida per gli over 85?

Secondo il MIT no. Le restrizioni ipotizzate nella prima versione, come il divieto di autostrada e il raggio massimo di 100 chilometri, sono state ritirate dopo la consultazione.