Alcolock operativo: cosa comportano i codici 68 e 69 sulla patente

Per quasi due anni l'alcolock è rimasto una norma sulla carta. La legge che lo ha introdotto e il decreto tecnico che doveva renderlo applicabile sono arrivati a mesi di distanza, ma finché non esistevano officine autorizzate a montarlo nessuno poteva materialmente rispettare l'obbligo. Quel tassello è stato messo con la circolare del Ministero dell'interno del 23 febbraio 2026, che ha dato atto della pubblicazione sul Portale dell'Automobilista dell'elenco delle officine autorizzate e dei veicoli compatibili.

Da quel momento la disciplina è pienamente efficace. Chi si trova i codici 68 e 69 stampati sulla patente non ha più l'alibi dell'impossibilità pratica: il dispositivo esiste, si installa e viene controllato su strada. Vale la pena capire come funziona questo meccanismo, perché non riguarda soltanto chi è già stato condannato.

Che cos'è un alcolock

È un dispositivo di blocco che impedisce l'avviamento del motore quando rileva la presenza di alcol nell'espirato del conducente. Funziona come un etilometro collegato all'accensione: prima di partire si soffia nel boccaglio e, se il valore supera la soglia impostata, il veicolo non parte.

Il codice della strada richiede la conformità alla norma tecnica europea EN 50436, che è lo standard di riferimento per questi apparecchi. Non si tratta quindi di un accessorio da acquistare online e collegare: il decreto attuativo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha definito le caratteristiche del dispositivo, le modalità di installazione e le officine autorizzate al montaggio.

C'è poi un elemento che spiega molte delle sanzioni previste: ogni dispositivo deve essere munito di un sigillo che ne impedisca l'alterazione o la manomissione dopo l'installazione. Il sigillo è ciò che l'agente controlla, ed è la ragione per cui manometterlo costa più che non averlo affatto.

I codici 68 e 69, cosa significano davvero

Sulla patente non compare la parola alcolock. Compaiono due codici unionali armonizzati, previsti dall'allegato I della direttiva europea sulle patenti di guida, che valgono in tutta l'Unione.

  • Codice 68 - Niente alcool. Limitazione dell'uso: al titolare è vietato guidare dopo aver assunto alcol, senza alcuna soglia di tolleranza.
  • Codice 69 - Limitata alla guida di veicoli dotati di un dispositivo di tipo alcolock conformemente alla norma EN 50436. Il titolare può guidare soltanto veicoli equipaggiati con il dispositivo funzionante.

I due codici viaggiano insieme e vengono apposti sulla patente rilasciata in Italia. Chi legge il documento vede quindi due sigle apparentemente tecniche che in realtà restringono in modo drastico ciò che il titolare può fare: non è una raccomandazione, è una condizione di validità dell'abilitazione.

Chi ci finisce, e per quanto tempo

L'applicazione non è discrezionale. Nei confronti del conducente condannato per le ipotesi di guida in stato di ebbrezza delle due fasce più gravi, il codice prevede che sia sempre disposta l'apposizione dei codici 68 e 69. La durata minima cambia in base alla fascia.

CondannaDurata minima dei codici 68 e 69Decorrenza
Guida in stato di ebbrezza, fascia intermedia (art. 186, comma 2, lettera b)Almeno 2 anniDalla restituzione della patente dopo la sentenza di condanna
Guida in stato di ebbrezza, fascia più grave (art. 186, comma 2, lettera c)Almeno 3 anniDalla restituzione della patente dopo la sentenza di condanna
In entrambi i casiDurata maggiore se imposta dalla commissione medicaIn occasione della conferma di validità della patente

Tre dettagli di questo schema meritano attenzione, perché sono quelli che sorprendono chi ci passa. Il primo: la durata decorre dalla restituzione della patente dopo la condanna, non dalla data del fatto né da quella della sentenza. Il secondo: sono durate minime, e la commissione medica può imporne di più lunghe in sede di conferma di validità. Il terzo: la prescrizione permane sulla patente, cioè accompagna il documento e i suoi rinnovi finché non viene rimossa.

Per adeguare il documento, in caso di condanna per questi reati il prefetto dispone l'obbligo della revisione della patente di guida, la procedura prevista dall'articolo 128 del codice, proprio allo scopo di consentire l'apposizione dei codici.

Il modo più semplice di non arrivarci mai

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Le sanzioni per chi non rispetta il vincolo

Qui il legislatore ha costruito un impianto a più livelli, e conviene leggerlo con calma perché le somme si moltiplicano in fretta.

Il titolare di patente con i codici 68 e 69 che circola in condizioni diverse da quelle indicate dai codici è soggetto alla sanzione amministrativa prevista per chi guida in violazione dei codici sulle modifiche del veicolo, da 158 a 638 euro, con la sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a sei mesi.

Le stesse sanzioni si applicano in misura doppia quando il titolare circola alla guida di un veicolo sprovvisto del dispositivo di blocco, oppure con dispositivo alterato, manomesso, non funzionante o dal quale siano stati rimossi i sigilli apposti al momento dell'installazione. È la previsione che rende molto più conveniente guidare un veicolo attrezzato che tentare una scorciatoia.

Sul versante penale il quadro si irrigidisce ulteriormente. Le sanzioni previste per la guida in stato di ebbrezza sono aumentate di un terzo nei confronti del conducente che si trovi nella condizione dei codici 68 e 69, e sono raddoppiate nel caso in cui il dispositivo di blocco sia stato alterato o manomesso, oppure ne siano stati rimossi o manomessi i sigilli.

Messe in fila, queste norme dicono una cosa sola: chi rientra in questo regime e viene fermato di nuovo con un tasso alcolemico rilevante non affronta le stesse conseguenze di un primo episodio, ma una versione aggravata su ogni fronte.

Tecnico al lavoro sulla plancia di un veicolo in officina
Il montaggio è riservato alle officine autorizzate, con sigillo antimanomissione

Come si installa, in pratica

Il percorso è più burocratico che tecnico, e si svolge in questo ordine.

  • Condanna e revisione. Il prefetto dispone l'obbligo di revisione della patente per consentire l'apposizione dei codici.
  • Verifica del veicolo. Sul Portale dell'Automobilista sono pubblicati i modelli di dispositivo e i veicoli compatibili. La compatibilità va verificata prima di prendere appuntamento.
  • Officina autorizzata. Il montaggio può essere eseguito soltanto dalle officine autorizzate, il cui elenco è pubblicato sullo stesso portale.
  • Sigillatura. Al termine dell'installazione il dispositivo viene sigillato. Da quel momento il sigillo è parte integrante della conformità.
  • Circolazione. Il titolare può guidare esclusivamente veicoli dotati del dispositivo funzionante, in Italia e, per effetto dei codici armonizzati, con gli stessi limiti riconosciuti negli altri Paesi dell'Unione.

Sul costo il codice non dice nulla, perché non lo disciplina: l'acquisto e l'installazione restano a carico dell'interessato, così come le eventuali verifiche periodiche previste dal costruttore del dispositivo. È un elemento economico rilevante che va messo in conto insieme alle altre conseguenze della condanna.

Conducente utilizza il boccaglio del dispositivo prima di avviare il motore
Il vincolo segue il conducente, non il veicolo

Le domande che nascono subito

La prima riguarda l'auto di famiglia. Il vincolo è sul conducente, non sul veicolo: chi ha i codici 68 e 69 non può guidare un'auto priva di dispositivo, nemmeno se è di un familiare e nemmeno per pochi metri. Se in famiglia c'è una sola vettura, o la si attrezza o quel conducente non la usa.

La seconda riguarda i veicoli aziendali e a noleggio. La compatibilità del mezzo e la presenza di un dispositivo installato da officina autorizzata sono condizioni che vanno verificate caso per caso, ed è difficile che un veicolo a noleggio le soddisfi. Per chi guida per lavoro, questo è spesso il vero punto di rottura.

La terza riguarda le patenti estere. Per i titolari di patente rilasciata da uno Stato dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo che abbiano acquisito la residenza in Italia, il codice della strada richiama espressamente una disciplina specifica: la condizione non si aggira cambiando Paese di rilascio.

Perché questa misura arriva adesso

L'alcolock non è un'invenzione italiana. È uno strumento diffuso da anni in diversi Paesi europei, dove viene usato soprattutto come alternativa parziale alla revoca del titolo per i conducenti recidivi. La logica è quella di separare due cose che il ritiro puro e semplice tiene insieme: impedire di guidare dopo aver bevuto e impedire del tutto di guidare.

Il codice italiano lo ha adottato in una forma rigida, come prescrizione automatica legata alla condanna e non come misura negoziabile. Il risultato è che il dispositivo si aggiunge alle sanzioni esistenti invece di sostituirle, e accompagna il conducente per anni dopo che la parte penale si è chiusa.

Per chi legge queste righe senza esserne coinvolto, il messaggio pratico è più semplice di tutta la costruzione normativa. La soglia che apre questo mondo è quella della fascia intermedia della guida in stato di ebbrezza: sotto quella soglia le conseguenze restano amministrative, sopra si entra in un percorso che dura anni e che nessun ricorso accorcia.

La cronologia di una norma rimasta ferma due anni

Il percorso di questa misura è un caso di scuola su come una disposizione possa essere in vigore senza essere applicabile, ed è utile ricostruirlo perché spiega perché fino a poco tempo fa nessuno ne parlava.

  • Novembre 2024. La riforma del codice della strada modifica gli articoli 125 e 186, introducendo l'obbligo e i codici unionali.
  • Dicembre 2024. Una circolare del Ministero dell'interno chiarisce che l'efficacia delle nuove disposizioni è subordinata a un decreto ministeriale che definisca caratteristiche del dispositivo, modalità di installazione e officine autorizzate.
  • Luglio 2025. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti adotta il decreto attuativo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nello stesso mese.
  • Febbraio 2026. Una nuova circolare del Ministero dell'interno dà atto della pubblicazione sul Portale dell'Automobilista dell'elenco delle officine autorizzate e dei veicoli compatibili. Solo a questo punto l'obbligo diventa concretamente esigibile.

Quest'ultimo passaggio non è una formalità. In assenza di officine autorizzate i titolari dei codici 68 e 69 non avrebbero potuto materialmente adempiere, e una prescrizione impossibile da rispettare è difficilmente sanzionabile. La disponibilità dell'elenco ha chiuso quella finestra.

Domande frequenti

Che cos'è l'alcolock?

È un dispositivo di blocco che impedisce l'avviamento del motore quando rileva alcol nell'espirato del conducente. Il codice della strada richiede la conformità alla norma tecnica europea EN 50436 e prevede che ogni dispositivo sia munito di un sigillo che ne impedisca l'alterazione dopo l'installazione.

Cosa significano i codici 68 e 69 sulla patente?

Sono codici unionali armonizzati previsti dall'allegato I della direttiva europea sulle patenti. Il codice 68 indica il divieto assoluto di guidare dopo aver assunto alcol, il codice 69 limita la guida ai soli veicoli dotati di un dispositivo alcolock conforme alla norma EN 50436.

Per quanto tempo restano sulla patente?

Almeno due anni in caso di condanna per la fascia intermedia della guida in stato di ebbrezza e almeno tre anni per la fascia più grave, decorrenti dalla restituzione della patente dopo la sentenza di condanna. La commissione medica può imporre una durata maggiore in sede di conferma di validità.

Si può guidare l'auto di un familiare senza dispositivo?

No. Il vincolo riguarda il conducente: chi ha i codici 68 e 69 può guidare esclusivamente veicoli dotati di alcolock funzionante, indipendentemente da chi sia il proprietario del mezzo.

Cosa si rischia guidando un'auto senza dispositivo?

La sanzione amministrativa prevista per chi circola in condizioni diverse da quelle indicate dai codici, da 158 a 638 euro con sospensione della patente da uno a sei mesi, applicata in misura doppia quando il veicolo è sprovvisto del dispositivo o quando questo è alterato, manomesso, non funzionante o privo dei sigilli.

Dove si fa installare l'alcolock?

Soltanto presso le officine autorizzate al montaggio, il cui elenco è pubblicato sul Portale dell'Automobilista insieme ai modelli di dispositivo e ai veicoli compatibili. La pubblicazione di questo elenco, comunicata con una circolare del Ministero dell'interno, ha reso pienamente efficace l'obbligo.