Esame patente D: teoria e prova pratica sull’autobus, fase per fase

L'esame della patente D si compone di due prove: un quiz al computer di quaranta domande vero o falso e una prova pratica su un autobus lungo almeno dieci metri, con un istruttore al fianco e l'esaminatore sul veicolo. La teoria si chiude in quaranta minuti. La pratica è un'altra faccenda: tre fasi in sequenza, e basta fallirne una per fermarsi lì.

Chi arriva dal camion ritrova molte cose già viste. Chi arriva dalla sola patente B scopre invece un veicolo che si guida seduti davanti alle ruote anteriori, con più porte da controllare e un mestiere, quello di trasportare persone, che cambia il modo di frenare e di ripartire.

Esame patente D: come è organizzato

Per iscriversi serve la patente B, che deve essere valida il giorno della prova pratica. La C non è richiesta. L'età minima dipende dall'uso che si farà della patente ed è spiegata, con i requisiti medici, nella guida su età e requisiti della patente D.

L'ordine delle prove è fisso. Prima il quiz; superato quello, si chiede il foglio rosa e si comincia a guidare; poi la prova pratica, che non può essere sostenuta prima che sia passato un mese dal rilascio dell'autorizzazione.

Un chiarimento evita equivoci: l'esame descritto qui porta alla patente, non al posto di lavoro. Per trasportare persone a titolo professionale occorre anche la carta di qualificazione del conducente per il trasporto di persone, la CQC persone, che è un titolo distinto, con un corso e un esame propri.

La teoria della patente D in poche righe

Quaranta affermazioni, per ciascuna si indica vero o falso, quaranta minuti a disposizione e non più di quattro risposte sbagliate.

Per la D1, la patente dei minibus, la prova è dimezzata: venti domande, venti minuti, due errori ammessi. Lo stesso formato ridotto vale per chi ha già la D1 e sale alla D, con quesiti limitati alla parte di meccanica e manutenzione che la D aggiunge. Nessuno sconto, invece, per chi possiede la C1 o la C: sostiene il quiz completo, come chi arriva dalla B.

Materie, tranelli e metodo di studio hanno una guida a parte, dedicata a come funzionano i quiz della patente D.

L'autobus d'esame: dieci metri, doppi comandi e un istruttore a bordo

La circolare ministeriale che regola l'esame descrive l'autobus con precisione:

  • lunghezza pari o superiore a 10 metri;
  • larghezza pari o superiore a 2,40 metri;
  • velocità raggiungibile di almeno 80 km/h;
  • ABS e tachigrafo;
  • doppi comandi almeno per la frizione e il freno.

In concreto è un autobus urbano o interurbano di taglia normale, oppure un pullman. Per la D1 l'esame si fa su un minibus con caratteristiche proprie, descritte nella guida alla patente D1.

Sul sedile vicino al posto di guida ci vuole un istruttore abilitato, con il titolo in corso di validità. Per questo anche chi studia la teoria da privatista sostiene di norma la pratica con una scuola guida; quanto pesa sul conto finale è scritto nella guida al costo della patente D.

Il cambio può essere automatico: le regole d'esame non impongono il manuale. Chi sostiene la prova su un autobus senza pedale della frizione riceve di regola il codice 78, che limita la categoria D ai veicoli con cambio automatico. C'è però un'eccezione. Il codice non viene annotato a chi possiede già una patente presa su un veicolo con cambio manuale, e la B basta, purché durante la prova dimostri la guida sicura e a basso consumo che fa parte del programma. Resta fuori chi ha conseguito la B con l'automatico e non ha altre patenti ottenute con il manuale: per lui il codice 78 arriva anche sulla D. Prima di scegliere l'autobus delle guide conviene chiedere conferma all'autoscuola.

Persona di spalle indica il martelletto di emergenza accanto al finestrino di un autobus, con estintore vicino alla porta
Nella prima fase dell'esame il candidato deve saper indicare uscite di emergenza, estintori e cassetta di pronto soccorso.

Prova pratica della patente D: le tre fasi, una dopo l'altra

La prova è divisa in tre fasi che si svolgono sempre nello stesso ordine: controlli sul veicolo, manovre, guida nel traffico. Alla fase successiva si accede solo se la precedente è andata bene.

FaseChe cosa viene chiestoIl consiglio della redazione
1. Preparazione e controlliRegolazione del posto di guida; verifiche a campione su pneumatici, freni, luci, livelli e tachigrafo; porte, uscite di emergenza, estintori e cassetta di pronto soccorsoNelle lezioni fare il giro dell'autobus sempre nello stesso senso, dicendo a voce alta che cosa si controlla
2. ManovreAlcune manovre in area chiusa o poco frequentata, almeno due a marcia indietro, tra cui la retromarcia in curva e un parcheggio in sicurezzaProcedere a passo d'uomo, alternando lo sguardo tra i due specchi
3. Guida nel traffico45 minuti su strada tra incroci, rotatorie, cambi di corsia, fermate e attraversamenti pedonaliGuardare lontano e cominciare a rallentare con largo anticipo

La terza colonna raccoglie suggerimenti di chi scrive e non è una griglia di valutazione: ciò che l'esaminatore osserva è descritto qui sotto.

Prima fase: i controlli, compresi quelli che il camion non ha

Si comincia da fermi. Il candidato regola sedile, specchi, poggiatesta e cintura, poi risponde alle richieste dell'esaminatore, che sceglie a caso tra una serie di verifiche: usura e pressione degli pneumatici, ruote, sterzo, freno di stazionamento e servofreno, luci, indicatori di direzione, segnalazione di emergenza, vetri e tergicristalli, livelli di olio, liquido di raffreddamento e lavavetri. Rientra nell'elenco anche il controllo del tachigrafo.

Fin qui nulla che un candidato alla patente C non conosca. La parte nuova riguarda le persone trasportate. La circolare chiede di controllare la struttura esterna del veicolo, verificare l'apertura delle porte, individuare le uscite di emergenza e le relative dotazioni, sapere dove sono collocati la cassetta di pronto soccorso e gli estintori.

Come prepararsi è un consiglio nostro, non una prescrizione. Si aziona ogni porta dal posto di guida e si guarda che apra e chiuda fino in fondo. Si indicano le uscite di emergenza, che di solito sono finestrini contrassegnati, botole sul tetto e le porte stesse con il loro comando di sblocco, insieme ai martelletti che servono a rompere i vetri. Si mostra dove stanno l'estintore e la cassetta. La disposizione cambia da un autobus all'altro: conviene farsi mostrare tutto dall'istruttore sul veicolo d'esame.

Seconda fase: retromarcia e parcheggio in sicurezza

Per questa fase si usa un piazzale chiuso oppure una zona con poco passaggio, dove un errore non mette in pericolo nessuno e non intralcia il traffico. Le manovre richieste sono alcune, e almeno due vanno eseguite a marcia indietro. Il testo ministeriale ne nomina due: la marcia indietro in curva e un parcheggio in sicurezza, come quello che si fa per lasciar salire e scendere i passeggeri.

Nel parcheggio l'esaminatore non misura la distanza dal marciapiede: guarda che l'autobus non tocchi altri veicoli e che la manovra non metta in pericolo nessuno. Se una manovra riesce male l'esaminatore può concedere di ripeterla, ma è una sua facoltà e non un diritto del candidato. Un secondo errore sulla stessa manovra chiude l'esame.

Un'osservazione nostra: su un autobus di dieci metri e più la difficoltà sta negli sbalzi. Le ruote posteriori sono lontane dalla coda e quelle anteriori stanno dietro il sedile del conducente. In retromarcia e in accostamento vanno ricordati due effetti. Girando il volante da una parte, la coda esce dall'altra e occupa lo spazio di fianco al veicolo. In curva il frontale sporge oltre la traiettoria delle ruote anteriori, perché chi guida è seduto davanti all'asse.

Terza fase: tre quarti d'ora nel traffico

La guida su strada dura 45 minuti, ed è l'unico tempo che la circolare mette nero su bianco. Il percorso deve offrire un campionario di situazioni: partenze, rettilinei, curve e incroci, cambi di corsia e di direzione, ingresso e uscita dall'autostrada, sorpassi, rotatorie, passaggi a livello, fermate degli autobus, attraversamenti pedonali, salite, discese, gallerie. Si guarda anche a come il candidato lascia il veicolo a fine corsa.

L'esaminatore osserva la padronanza del mezzo, l'uso degli specchi e l'attenzione a ciò che accade tutto intorno, il rispetto delle precedenze, la posizione sulla carreggiata, la distanza di sicurezza, la velocità, l'uso degli indicatori, frenate e arresti adeguati alle circostanze. Il giudizio finale spetta all'esaminatore, che valuta quanti errori ci sono stati, quanto gravi, e la sensazione di sicurezza che il candidato trasmette.

Un dubbio sul giro dei controlli o sulla retromarcia in curva?

Nella community di Noigui si può aprire una discussione sul forum e fare la propria domanda sulla patente D: può rispondere un altro candidato alle prese con lo stesso autobus, oppure chi guida già per mestiere.

Guidare come se a bordo ci fosse qualcuno in piedi

Sull'autobus d'esame salgono il candidato, l'istruttore e l'esaminatore; di viaggiatori le regole non parlano. Tra i criteri della prova pratica elencati dalla circolare non compare una voce intitolata al comfort dei viaggiatori; l'espressione si trova nel programma di teoria. Quelli che seguono sono quindi consigli della redazione, non voci di una scheda di valutazione. Hanno però un legame diretto con due cose che l'esaminatore guarda: la qualità delle frenate e la sicurezza complessiva della guida.

Frenare presto e poco

Su un autobus urbano una parte dei viaggiatori sta in piedi e non è legata a nulla. Una frenata brusca, che in automobile passa inosservata, lì può far cadere qualcuno. L'abitudine da costruire è alzare il piede dall'acceleratore con largo anticipo, frenare in modo progressivo e alleggerire la pressione sul pedale negli ultimi metri, così che il veicolo si fermi senza il contraccolpo finale. Alla ripartenza vale lo stesso principio, e nelle svolte strette la velocità si riduce prima di sterzare, non durante.

Curve e svolte: dove passano le ruote posteriori

Le ruote posteriori di un veicolo lungo tagliano la curva verso l'interno. Nelle svolte a destra si avanza un po' di più prima di sterzare e si controlla nello specchio destro che la fiancata non salga sul marciapiede e non stringa un ciclista o un pedone. Allargarsi non significa invadere la corsia opposta senza guardare: se lo spazio manca, si aspetta che si liberi.

Fermata e porte

Le fermate degli autobus figurano tra le situazioni che il percorso può comprendere. Se viene chiesto di accostare, suggeriamo di ripetere sempre la stessa sequenza: indicatore di direzione, avvicinamento parallelo al marciapiede, arresto completo, freno inserito e solo allora apertura delle porte.

Alla ripartenza si chiudono le porte, si controlla lo specchio dal lato del marciapiede, si mette la freccia e ci si immette quando la strada è libera. Sterzando a sinistra per uscire dalla fermata, la coda si sposta verso destra, cioè verso chi è rimasto sul marciapiede: quando lo spazio davanti lo permette, conviene avanzare diritti per qualche metro e poi sterzare con gradualità.

Gli errori che chiudono l'esame

Un caso non lascia margini: se l'istruttore interviene sui doppi comandi, la prova finisce con esito negativo. La circolare elenca poi una serie di comportamenti gravi che portano allo stesso risultato:

  • non dare la precedenza;
  • circolare contromano in curva o su una strada a carreggiate separate;
  • sorpassare in curva, su un dosso, vicino a un incrocio, oppure un veicolo che ne sta già sorpassando un altro;
  • andare oltre il limite di velocità di più di 40 km/h;
  • passare con il rosso o ignorare il segnale dell'agente;
  • affrontare con imprudenza un passaggio a livello;
  • tenere una distanza di sicurezza insufficiente fino all'urto;
  • guidare senza cintura;
  • usare il telefono.

Per le ultime due voci basta un'abitudine presa nelle lezioni: cintura allacciata prima di muovere il veicolo, già nel piazzale delle manovre, e telefono spento.

Foglio rosa della patente D: con chi ci si esercita

Le regole sono quelle comuni a tutte le patenti superiori, già spiegate nella guida all'esame della patente C, a partire dalla validità del foglio rosa. Per la D cambia chi può sedere accanto al candidato: una persona di non più di 65 anni che abbia la patente D da almeno dieci anni, oppure la DE.

Nessuna norma impone un numero minimo di ore di guida in autoscuola per la D, a differenza di quanto avviene per la B. Nella pratica ci si esercita con la scuola guida, perché trovare un autobus fuori servizio e un accompagnatore con i requisiti è molto difficile. E ci si esercita a vuoto, fuori servizio, con il solo accompagnatore: un autobus in servizio, di linea, a noleggio o scuolabus, va guidato da chi ha patente e CQC. Un divieto scritto per il foglio rosa della D non lo abbiamo trovato; il consiglio resta di non far salire nessun altro.

Tentativi e scadenze, se qualcosa va storto

Stesse scadenze di ogni altra categoria, riassunte in tabella.

PassaggioRegola
Esame di teoriaDue prove al massimo, entro sei mesi dalla presentazione della domanda
Foglio rosaSi richiede dopo aver superato la teoria e vale dodici mesi
Prima prova praticaNon prima di un mese dal rilascio del foglio rosa
Prova praticaTre tentativi in tutto durante la validità del foglio rosa
Dopo una prova non superataAlmeno un mese prima di ripresentarsi

Il foglio rosa semestrale con una sola ripetizione, che si legge ancora in rete, appartiene alle vecchie regole. Il quadro generale è nella guida su quante volte si può rifare l'esame della patente.

Nel 2025, secondo la statistica annuale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ripresa dalla stampa di settore, quasi nove prove di guida della categoria D su dieci si sono concluse con l'idoneità. La percentuale è calcolata sulle prove e non sui candidati, e riguarda persone che hanno già la B, spesso la C, e che in molti casi sono state selezionate da un'azienda di trasporto. Non autorizza a concludere che l'esame sia facile.

Chi ha già la patente C: che cosa cambia davvero

Sul piano dell'esame non cambia nulla. La C non è un requisito e non dà diritto a prove ridotte, né per la teoria né per la pratica. L'unico esame abbreviato previsto è quello di chi passa dalla D1 alla D.

Il vantaggio è tutto pratico. Tempi di guida, tachigrafo, pneumatici, freni e meccanica sono materie già studiate. Restano da imparare le cose che un autocarro non ha: il posto di guida davanti all'asse anteriore, le porte, e l'idea stessa di un carico che sta in piedi, si muove e scende alla fermata. Chi è abituato a merce ancorata al pianale deve rivedere il modo di frenare.

Il giorno dell'esame, dall'arrivo al verdetto

Gli orari cambiano da una sede all'altra, la sequenza no.

  • Arrivo. Si portano i documenti chiesti dall'autoscuola, di norma la patente B in corso di validità e il foglio rosa; all'autobus e all'istruttore pensa la scuola.
  • Controlli da fermo. Posto di guida, poi le verifiche scelte dall'esaminatore, porte e uscite di emergenza comprese.
  • Manovre. Retromarcia in curva, parcheggio in sicurezza e le altre richieste.
  • Strada. La guida nel traffico, con l'istruttore al fianco.
  • Rientro. Arresto, veicolo messo in sicurezza, esito.

La nostra stima, sommando controlli, manovre e attese, è di più di un'ora; se alla stessa seduta sono iscritti altri candidati è prudente non prendere altri impegni a ridosso. Nelle ultime lezioni conviene ripetere il giro dei controlli proprio sull'autobus d'esame e dedicare un'ora intera a fermate e ripartenze.

Domande frequenti

Come funziona l'esame della patente D?

Le prove sono due. Prima un quiz al computer di 40 domande vero o falso, poi la pratica su un autobus con doppi comandi e istruttore a bordo. La pratica procede in tre tempi: verifiche sull'autobus, manovre in area chiusa e guida su strada.

Quante domande ci sono nell'esame di teoria della patente D?

Il quiz ha 40 domande vero o falso e dura 40 minuti; si passa con non più di 4 errori. Per la D1, e per chi ha già la D1 e passa alla D, le domande sono 20 in 20 minuti, con 2 errori ammessi.

Quanto dura l'esame pratico della patente D?

La guida nel traffico dura 45 minuti. A questi vanno aggiunti i controlli sul veicolo e le manovre, per i quali non è fissata una durata. Come stima, conviene mettere in conto più di un'ora.

Chi ha la patente C deve rifare la teoria per la patente D?

Sì. Chi ha la C1 o la C sostiene l'esame di teoria completo e la prova pratica completa, come chi parte dalla patente B. L'unico esame ridotto è previsto per chi possiede già la D1.

Quanti tentativi ci sono per la prova pratica della patente D?

I tentativi sono tre, da sostenere entro i dodici mesi di validità del foglio rosa. Dopo un esito negativo bisogna aspettare almeno un mese prima di riprovare.

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