Una Panda 1.0 ibrida da 51 kW intestata a una pensionata di Brescia non pagherà il bollo nel 2027. Una Golf 1.5 da 110 kW parcheggiata nello stesso cortile, invece, sì. La differenza sta tutta in una soglia, 80 kilowatt, e in poche righe dell'articolo 2 del decreto-legge n. 162 del 2026, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore. I titoli parlano di abolizione del bollo auto 2027, ma il testo dice un'altra cosa: un'esenzione di un anno, per un solo veicolo per persona, con condizioni precise che conviene verificare una per una prima di festeggiare.
Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri, è quello che circola come decreto carburanti, perché nasce per contenere gli effetti del caro prezzi alla pompa. Dentro ci sono anche il taglio delle accise sul gasolio e altre misure fiscali. Qui ci occupiamo solo della tassa automobilistica.
Abolizione del bollo auto 2027: cosa c'è davvero nel decreto
Partiamo dallo stato giuridico, perché è la cosa che più spesso sfugge. Un decreto-legge produce effetti dal giorno dopo la pubblicazione, ma decade se il Parlamento non lo converte in legge entro sessanta giorni. Per il DL 162/2026 la finestra si chiude il 16 novembre 2026. Durante la conversione Camera e Senato possono modificare il testo, allargare o restringere la platea, cambiare i criteri. Quello che leggete qui fotografa la norma com'è oggi: se cambierà, andrà ricontrollata.
Il cuore della misura sta nel comma 1 dell'articolo 2: per l'anno 2027 le persone fisiche che rispettano i requisiti sono esentate dalla tassa automobilistica relativa a un solo veicolo, a patto che sia regolarmente assicurato. L'esenzione vale per i versamenti il cui termine ordinario di pagamento cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Non si parla di ISEE, di età del veicolo o di classe Euro.
Per compensare le Regioni, che del bollo sono titolari, lo Stato trasferisce 2.293,5 milioni di euro per il 2027, da ripartire tra i territori. Il costo complessivo indicato dal governo e rilanciato dalla stampa è di circa 2,36 miliardi. Sulla platea le cifre in circolazione non coincidono: si parla di circa 13,2 milioni di autovetture e, contando anche moto e ciclomotori, di circa 14,5 milioni di veicoli. Sono stime, non numeri scritti nel decreto.
Un dettaglio che interessa chi vive in Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia o nelle Province autonome di Trento e Bolzano: lì l'esenzione si applica, ma solo dopo un accordo con ciascuna autonomia speciale. Finché l'accordo non c'è, meglio non dare nulla per scontato.
I requisiti, uno per uno
La norma distingue tra autovetture da una parte e motocicli e ciclomotori dall'altra. Per le auto le condizioni sono cinque e devono esserci tutte.
- Il beneficiario è una persona fisica. Società, enti e associazioni sono fuori.
- La persona deve risultare soggetto passivo del bollo nel 2027, cioè il soggetto che per legge è tenuto a pagarlo. Di solito è il proprietario, ma non sempre.
- L'auto va a benzina o a gasolio, anche in combinazione con un'altra fonte di propulsione: rientrano quindi le ibride, dalle mild alle plug-in, e secondo la lettura dell'ACI anche le bifuel benzina-GPL o benzina-metano.
- La potenza non supera gli 80 kW.
- Il veicolo è regolarmente assicurato.
Le elettriche pure restano escluse, semplicemente perché non vanno a benzina né a gasolio. Non ci perdono molto: a livello nazionale sono già esenti per cinque anni dalla prima immatricolazione e poi pagano un quarto della tariffa delle equivalenti a benzina, con alcune Regioni, come la Lombardia, che hanno allungato l'esenzione.
| Situazione | Esente nel 2027? | Perché |
|---|---|---|
| Utilitaria a benzina da 51 kW, proprietario privato | Sì | Rispetta alimentazione, potenza e persona fisica |
| Ibrida plug-in da 80 kW esatti | Sì | La soglia è non superiore a 80 kW: 80 è dentro |
| Diesel da 81 kW | No | Supera la soglia anche di un solo kW |
| Auto 100% elettrica | No | Non alimentata a benzina o gasolio; ha già esenzioni proprie |
| Auto da 70 kW intestata a una Srl | No | Il beneficio spetta solo alle persone fisiche |
| Auto da 70 kW senza assicurazione | No | Il decreto richiede un veicolo regolarmente assicurato |
| Bollo scaduto nel 2026 e pagato in ritardo nel 2027 | No | Conta il termine ordinario di pagamento, non il giorno del versamento |

Dove si leggono i kW sulla carta di circolazione
La potenza che conta è quella in kilowatt, non i cavalli della brochure. Sulla carta di circolazione in formato europeo si trova al campo P.2, che riporta la potenza netta massima del motore. Poco sopra, al P.1, c'è la cilindrata; al P.3 il tipo di alimentazione. Chi non ha mai decifrato il documento trova una guida campo per campo nell'articolo su come leggere la carta di circolazione.
Se in mente avete solo i cavalli, la conversione è semplice: un kW equivale a circa 1,36 CV, quindi basta dividere i cavalli per 1,36. Qualche riferimento pratico:
- 70 CV corrispondono a circa 51 kW: dentro con ampio margine.
- 90 CV sono circa 66 kW: dentro.
- 109 CV sono circa 80 kW: è il limite, e qui va letto il valore esatto del P.2.
- 110 CV sono circa 81 kW: fuori.
La zona di confine è quella dei motori da 105-115 CV, molto diffusi su compatte e piccoli SUV. In quella fascia non ci si può fidare dell'arrotondamento del concessionario né della scheda tecnica trovata online: fa fede il numero stampato sul documento. Sulle ibride, poi, capita che la potenza di sistema pubblicizzata sia diversa da quella del solo motore termico riportata a libretto. Ancora una volta, conta il P.2.
Chi ha un neopatentato in famiglia conosce già il problema del rapporto tra potenza e peso: è un limite diverso, con regole proprie, spiegate nella pagina sui limiti di potenza per i neopatentati. Le due soglie non vanno confuse.
Quali scadenze sono coperte e quali no
L'esenzione non riguarda il bollo di competenza 2027 in senso astratto, ma i versamenti che per legge vanno fatti nel corso del 2027. La differenza sembra sottile e invece sposta soldi veri. Oggi il bollo si rinnova entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza; il meccanismo è spiegato nella guida su calcolo e scadenze del bollo auto. Applicandolo al 2027 si ottiene questo quadro:
- bollo in scadenza a dicembre 2026, da pagare entro il 31 gennaio 2027: rientra nell'esenzione, come ha chiarito anche l'ACI;
- bollo in scadenza a novembre 2027, da pagare entro il 31 dicembre 2027: rientra;
- bollo in scadenza a dicembre 2027, da pagare entro il 31 gennaio 2028: non rientra, perché il termine cade nel 2028;
- bollo dovuto nel 2026 e mai pagato: resta dovuto, con sanzioni e interessi, anche se lo versate nel 2027.
C'è poi una conseguenza meno intuitiva. Chi ha scelto o ha diritto al pagamento quadrimestrale, o chi ha scadenze particolari, deve ragionare rata per rata: sono esenti le rate il cui termine ordinario cade nel 2027, non l'intero anno solare di circolazione.
Il bollo è sistemato, la patente pure?
Mentre controlli il campo P.2 del libretto, allenati con i quiz ministeriali sull'app Noigui: schede aggiornate, spiegazioni chiare e statistiche sugli errori per arrivare all'esame senza sorprese.
Moto e scooter: la regola che molti leggono al contrario
Per le due ruote il decreto non fissa alcun limite di potenza. Il comma 3 riconosce l'esenzione ai motocicli e ai ciclomotori alimentati a benzina, anche ibridi, ma solo a chi non risulta soggetto passivo del bollo per nessuna autovettura con potenza pari o inferiore a 80 kW. La condizione, quindi, non è non avere un'auto: è non avere un'auto agevolabile per potenza.
Tradotto in casi concreti:
- chi ha una city car da 51 kW e una moto da 70 kW vede esentata l'auto e continua a pagare la moto;
- chi ha una berlina da 140 kW e uno scooter 300 non ha auto sotto soglia, quindi lo scooter è esente e la berlina paga;
- chi possiede solo una maxi-enduro da 100 kW è esente, perché per le moto il tetto degli 80 kW non esiste.
Con più moto agevolabili l'esenzione tocca a quella meno potente; a parità di kW, a quella con il bollo più basso. Con più ciclomotori il criterio cambia: vince quello con la data di prima immatricolazione più lontana nel tempo. Gli scooter elettrici restano fuori, come le auto elettriche. E chi guida uno scooter di 125 cc con la patente B, possibilità spiegata nell'articolo su guidare un 125 con la patente B, deve fare lo stesso conto: se in casa c'è un'auto sotto gli 80 kW intestata alla stessa persona, l'esenzione va all'auto.
Casi pratici: dove si rischia di sbagliare
Due auto sotto soglia
L'esenzione non si sceglie. Se la stessa persona è soggetto passivo per due auto agevolabili, il beneficio va a quella con la potenza minore, anche se ha il bollo più leggero. Solo a parità di kW si guarda l'importo, e l'esenzione va all'auto che pagherebbe meno. Per chi ha una seconda auto più recente e più cara da bollare è un risultato controintuitivo, ma è scritto così.
Due auto intestate a due persone diverse
Il limite è per persona, non per famiglia. Se l'utilitaria è intestata alla moglie e la compatta al marito, e entrambe stanno sotto gli 80 kW, ciascuno ha la propria esenzione. Chi sta pensando di spostare un'intestazione solo per questo deve però mettere nel conto i costi del passaggio di proprietà, riassunti nella guida sul passaggio di proprietà dell'auto, oltre agli effetti sull'assicurazione. Per un solo anno di bollo raramente conviene.
Auto cointestata
Il decreto non contiene una regola per le cointestazioni. Resta da capire come le Regioni tratteranno un'auto con due intestatari che magari possiedono anche altri veicoli. Qui la risposta onesta è una sola: servono i chiarimenti applicativi, attesi prima delle scadenze di inizio 2027.
Auto venduta o comprata nel 2027
Il bollo è un tributo annuale e indivisibile, e il decreto non prevede alcun passaggio automatico del beneficio da una targa all'altra. Chi vende a marzo l'auto esente e ne compra un'altra ad aprile deve verificare la nuova scadenza: se il termine di pagamento del nuovo veicolo cade nel 2027 e l'auto rispetta i requisiti, potrebbe rientrare, ma le modalità operative non sono ancora state definite.
Leasing, noleggio e partita IVA
Il criterio è quello del soggetto passivo, non della proprietà. Per questo l'ACI considera ammessa la persona fisica che per legge paga il bollo di un'auto in leasing o a noleggio. Su questo punto si incrocia un'altra novità: dall'anno prossimo, per i contratti di noleggio a lungo termine annotati al PRA, il bollo passa a carico dell'utilizzatore. È una delle regole introdotte dal decreto legislativo 147/2026, spiegate nell'articolo sulla riforma del bollo con scadenza legata al mese di immatricolazione. Il professionista o la ditta individuale restano persone fisiche e possono beneficiare dell'esenzione; le flotte intestate a società, no.
Auto storiche
Il decreto non dice nulla. Le ultratrentennali non usate su strada sono già esenti e quelle che circolano pagano una tassa forfettaria regionale; le ultraventennali con certificato di rilevanza storica annotato hanno per legge statale una riduzione del 50 per cento. Resta aperta una domanda: se l'ultraventennale da 55 kW è la meno potente tra le auto della stessa persona, l'esenzione cadrà su di lei, che paga già metà? Alla lettera il criterio della potenza minore porterebbe lì. Anche questo andrà chiarito.

Esenzione automatica o da chiedere?
Al momento nessuno può dirlo con certezza. Il decreto non disciplina la procedura e l'ACI segnala che le modalità di applicazione sono ancora da definire a livello regionale. È probabile che le Regioni, che gestiscono gli archivi del bollo, incrocino i dati su intestatari, potenza e assicurazione, ma finché non ci sono istruzioni ufficiali conviene restare prudenti.
La prudenza si traduce in tre accortezze. La prima: non disdire né sospendere l'assicurazione per risparmiare, perché il veicolo deve essere regolarmente assicurato e un periodo scoperto rischia di far saltare l'esenzione, oltre a esporre a sanzioni pesanti. Chi vuole capire come si muove il premio negli anni trova i dettagli nella guida sulle classi di merito RC auto. La seconda: non pagare in automatico, per abitudine, il primo bollo dell'anno prossimo prima di aver controllato il portale della propria Regione. La terza: non considerare chiuso il 2026, perché tutte le scadenze di quest'anno restano dovute per intero.
E dopo il 2027? Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e altri esponenti del governo hanno parlato di un intervento destinato a diventare strutturale, ma oggi la norma copre un solo anno. Per il 2028 non c'è niente di scritto.
Cosa fare adesso: la verifica in cinque minuti
- Prendete la carta di circolazione e leggete il campo P.2. Se il valore è 80 o meno, andate avanti; se è 81 o più, per quell'auto l'esenzione non c'è.
- Controllate il campo dell'alimentazione: benzina, gasolio, ibrido o bifuel con benzina vanno bene; elettrico puro no.
- Verificate a chi è intestata l'auto e chi paga il bollo: persona fisica sì, società no.
- Se avete più veicoli, fate la classifica per potenza: l'esenzione va all'auto meno potente sotto soglia; la moto è esente solo se non avete auto agevolabili.
- Annotate il mese di scadenza del bollo e calcolate il termine di pagamento: se cade nel 2027, quel versamento è candidato all'esenzione.
- Tenete d'occhio l'iter di conversione in Parlamento e le istruzioni della Regione a fine anno.
Per chi guarda al mercato con l'idea di cambiare auto, l'esenzione vale dodici mesi e non dovrebbe orientare da sola la scelta tra termico, ibrido ed elettrico: i numeri di vendita e le tendenze sono raccolti nell'analisi del mercato auto italiano tra elettriche e plug-in.
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Domande frequenti
Il bollo auto è stato abolito per sempre?
No. Il decreto-legge 162/2026 prevede un'esenzione limitata ai versamenti con termine ordinario di pagamento nel 2027. Il governo ha parlato di renderla strutturale, ma per il 2028 al momento non esiste alcuna norma.
La mia auto ha 109 CV: sono esente?
Dipende dal valore esatto in kW riportato al campo P.2 della carta di circolazione. 109 CV corrispondono a circa 80 kW, quindi si è proprio sul limite: se il documento indica 80 kW o meno si rientra, se indica 81 no.
Ho un'auto da 60 kW e una moto: quale non pago?
L'esenzione va all'auto. La moto è esente solo se la stessa persona non è soggetto passivo del bollo per alcuna autovettura con potenza fino a 80 kW.
Le auto ibride e a GPL rientrano?
Sì, se la potenza non supera gli 80 kW. Il decreto ammette benzina o gasolio anche in combinazione con un'altra fonte di propulsione, formula che comprende le ibride e, secondo l'ACI, le bifuel.
Devo presentare una domanda per l'esenzione?
Il decreto non lo prevede e le modalità applicative non sono ancora state definite dalle Regioni. Prima di pagare il bollo in scadenza a inizio 2027 conviene controllare le istruzioni pubblicate dalla propria Regione.
Il decreto può ancora cambiare?
Sì. Il decreto-legge è già in vigore, ma deve essere convertito in legge entro sessanta giorni, e in quella fase il Parlamento può modificarne il contenuto.

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