Patente A2 da privatista: come si fa, cosa serve e dove ci si blocca

La patente A2 da privatista si può prendere: nessuna norma obbliga a passare da un'autoscuola, e per le moto non esistono nemmeno le ore di guida certificate che il Codice impone a chi punta alla B. Sulla carta è il percorso più economico che ci sia. Nella pratica è anche quello in cui ci si arena più spesso, e quasi mai per colpa dello slalom.

Il motivo sta in un dettaglio che chi viene dall'auto non immagina. Per l'esame della B il privatista deve procurarsi un solo mezzo, un'auto con i doppi comandi. Per quello della moto ne servono due: una moto con le caratteristiche giuste e un'automobile su cui salirà l'esaminatore, più una persona patentata che la guidi. E c'è almeno un ufficio provinciale che avverte di non avere un piazzale per le manovre e manda i candidati dalle autoscuole. Chi organizza tutto per tempo arriva alla patente spendendo una frazione di un pacchetto completo. Chi lo scopre la settimana prima perde la seduta.

Privatista per la moto: cosa cambia rispetto all'auto

Privatista è chi presenta da solo la domanda all'Ufficio della Motorizzazione Civile della propria provincia (UMC, nel gergo degli sportelli), si prepara per conto suo e sostiene gli esami come candidato esterno. Per le categorie A la circolare ministeriale sulle procedure d'esame è esplicita: i privatisti possono fare la prova su veicoli di loro proprietà oppure di terzi che ne autorizzano l'uso. E siccome su una moto i doppi comandi non avrebbero senso, il Codice non li pretende.

La differenza con la B è che in auto l'istruttore, o l'amico con la patente da dieci anni, siede accanto e può correggere. In moto si è soli dal primo metro. Per questo le regole per esercitarsi non somigliano a quelle dell'auto, e nella prova su strada l'esaminatore segue su un altro veicolo e dà le indicazioni via radio.

C'è poi una porta che al privatista resta chiusa. Il corso di sette ore che consente a chi ha la A1 da almeno due anni di salire di categoria senza sostenere prove esiste soltanto in autoscuola, come spiega la guida sulla patente A2 senza esame. Chi fa da sé l'esame pratico lo affronta sempre, qualunque patente abbia già.

La domanda alla Motorizzazione, un passaggio alla volta

La trafila amministrativa è la parte meno temibile. Richiede un po' di pazienza con gli orari di sportello, che ogni ufficio fissa a modo suo. Prima di muoversi conviene cercare sul Portale dell'Automobilista le istruzioni del proprio UMC: molti pubblicano un foglio informativo con giorni, orari e indirizzo di posta a cui scrivere.

Il fascicolo da consegnare

  • il modello TT 2112 compilato e firmato, che si scarica dal Portale dell'Automobilista;
  • le ricevute dei due versamenti PagoPA;
  • il certificato medico con fotografia o, più spesso, la ricevuta della sua trasmissione telematica, dato che oggi è il medico a inviarlo;
  • le fototessere recenti su fondo bianco, una o due secondo l'ufficio;
  • la copia di un documento d'identità e del codice fiscale;
  • la copia della patente già posseduta, se c'è;
  • il permesso di soggiorno, per i cittadini di Paesi fuori dall'Unione europea.

I versamenti

Si pagano con PagoPA dal Portale dell'Automobilista e sono identici in tutta Italia. Le tariffe sono due: la N067, legata all'esame di teoria, da 42,40 euro, e la N019 per la prova pratica, da 16 euro. Si aggiungono la commissione del prestatore di pagamento e l'imposta di bollo sul certificato medico, anch'essa da 16 euro. Gli importi vanno ricontrollati sul Portale al momento di pagare, perché un ritocco dei diritti di Motorizzazione è stato annunciato senza che arrivasse una conferma ufficiale. Chi possiede già la B o la A1, e quindi salta la teoria, in linea di principio versa le stesse somme: meglio farselo confermare dall'ufficio prima di pagare.

Mettendo insieme versamenti, bollo, visita e fotografie, la spesa fissa di chi fa tutto da solo resta nell'ordine di 110-180 euro, esclusi moto, abbigliamento e auto al seguito. Il confronto voce per voce con i preventivi delle scuole guida sta nell'articolo su quanto costa la patente A2.

La visita medica

Il certificato di idoneità psicofisica lo rilascia un medico abilitato e non deve avere più di tre mesi quando si deposita la domanda. L'errore tipico è farsi visitare a giugno per portarsi avanti e presentarsi allo sportello a ottobre: il certificato è scaduto e la visita si paga una seconda volta. Molti medici certificatori chiedono prima il certificato anamnestico del medico di base. Non è una regola uguale ovunque, perciò la domanda va fatta quando si prenota la visita; come funziona quel documento lo racconta la pagina sul certificato medico e anamnestico per la patente.

Teoria: chi la deve fare e chi no

Dipende da cosa si ha già nel portafoglio. Chi possiede la patente B o la A1 non ripete i quiz, e l'ufficio lo conferma al momento del deposito. Chi ha soltanto il patentino AM, o nessuna patente, sostiene l'esame di teoria, con due tentativi da consumare entro sei mesi dalla domanda. Il questionario è lo stesso della patente B, quindi i quiz ministeriali della B servono anche a chi ha in mente solo le due ruote; il formato della prova è descritto nella scheda su quante domande ha l'esame di teoria.

Prenotazione e foglio rosa

Superata la teoria, o di norma subito per chi ne è esonerato, l'ufficio stampa l'autorizzazione a esercitarsi alla guida: il foglio rosa. I tempi sono locali: c'è chi dichiara la stampa entro cinque giorni lavorativi, ma non è una regola nazionale. Anche la prenotazione delle prove cambia da provincia a provincia, allo sportello oppure per posta elettronica.

Il foglio rosa dura dodici mesi e la prova pratica non si può sostenere prima che ne sia passato uno dal rilascio. Nell'arco di validità i tentativi alla pratica sono tre, con almeno un mese di attesa dopo ogni bocciatura.

Motociclista con abbigliamento protettivo si esercita da solo nello slalom tra i coni in un piazzale vuoto
Con il foglio rosa ci si allena da soli e senza passeggero: coni e cronometro valgono più dei chilometri fatti a caso.

Esercitarsi con il foglio rosa in moto: cosa è permesso

Su questo punto in rete girano ancora versioni superate. Le regole in vigore sono poche.

Si guida da soli

L'articolo 122 del Codice della Strada esonera dall'obbligo dell'accompagnatore chi si prepara alle patenti AM, A1, A2 e A, quando il veicolo non ha un posto per l'istruttore accanto al conducente. Tradotto: con il foglio rosa in tasca si esce in moto senza nessuno al fianco e senza nessuno dietro.

Mai un passeggero

Dal 14 dicembre 2024 il divieto è scritto in modo netto: chi si esercita su due ruote non può trasportare passeggeri in nessun caso. Nemmeno l'amico motociclista esperto che vorrebbe dare consigli dalla sella posteriore. La sanzione va da 100 a 300 euro e colpisce allo stesso modo chi sta dietro.

Solo su una moto che rientra nella A2

Ci si esercita su veicoli della categoria per cui si è chiesta la patente. La moto deve quindi rispettare i limiti della A2, a partire dai 35 kW di potenza: la maxi dello zio non va bene nemmeno per un giro dell'isolato, foglio rosa o no. Il dato che conta è la potenza riportata sulla carta di circolazione. Per i tre requisiti e per le moto depotenziate rimandiamo alla guida su cosa si può guidare con la patente A2.

Dove andare, e dove è meglio di no

Il vecchio obbligo di esercitarsi in luoghi poco frequentati non esiste più: è stato cancellato nel 2021 e molte pagine non se ne sono accorte. Resta il buon senso, che consiglia di cominciare in un piazzale privato o in una zona industriale la domenica mattina. Quanto all'autostrada, per chi guida una moto con il foglio rosa il Codice non dà un'indicazione chiara in un senso o nell'altro. Nel dubbio, meglio starne alla larga finché non si ha la patente in mano.

L'assicurazione

La moto deve essere coperta dalla RC obbligatoria, ma non è detto che il contratto copra allo stesso modo chi guida con il foglio rosa. Prima di salire in sella conviene chiamare la compagnia, o l'agente, e farsi mettere la risposta per iscritto. Vale ancora di più se la moto è intestata a un parente.

Le ore di guida certificate in autoscuola riguardano solo chi consegue la patente B: per la A2 la legge non fissa alcun minimo. Non per questo basta allenarsi a caso: le manovre nell'area chiusa hanno misure e tempi precisi, descritti nella guida su come si svolge l'esame della patente A2, e vanno provate con i coni a terra e un cronometro.

Cerchi altri privatisti A2 nella tua provincia?

Nella community di Noigui puoi chiedere sul forum come funziona il piazzale della tua Motorizzazione, chi ha portato l'auto al seguito e come si è organizzato con la moto. Può risponderti chi quella trafila l'ha appena conclusa.

Il giorno della prova pratica: cosa deve portare il privatista

È qui che il percorso in proprio mostra il conto. In autoscuola il candidato arriva con il casco in mano e trova tutto pronto. Da privatista la logistica è interamente sua, e basta un pezzo mancante per non essere ammessi alla prova.

Una moto con i requisiti d'esame

Non basta che rientri nella A2. Per l'esame serve un motociclo senza sidecar con una potenza compresa tra 20 e 35 kW e un rapporto potenza/peso non oltre 0,2 kW/kg; se ha il motore termico, la cilindrata deve essere di almeno 250 cm³. Un 125 o uno scooter da 15 kW, che con la A2 si potranno guidare senza problemi, per la prova non sono ammessi. Tolleranze e altri dettagli tecnici sono nella guida all'esame.

Attenzione al cambio. Chi sostiene l'esame su una moto automatica si ritrova sulla patente il codice 78, che vieta la guida delle moto con cambio manuale. Per uno scooterista convinto può andare bene; per chi sogna una naked è un autogol.

Con la moto viaggiano i suoi documenti: carta di circolazione in originale e certificato di assicurazione in corso di validità. La revisione dev'essere in regola, come per qualunque veicolo che circola.

Se la moto è di un altro, o a noleggio

È il caso più comune: la moto del fratello, del padre, di un amico. Si può fare, ma il proprietario deve firmare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con cui autorizza il candidato a usarla per l'esame. Alcuni uffici pubblicano un proprio modello, e senza quel foglio la moto resta sul cavalletto.

Chi non ha una moto in famiglia può rivolgersi a un noleggio senza conducente. In questo caso l'esaminatore acquisisce una copia del contratto, che va quindi portata con sé. Prima di firmare è prudente chiedere al noleggiatore, nero su bianco, se accetta che il mezzo venga guidato con il foglio rosa e usato per una prova d'esame: non è scontato.

L'auto al seguito e chi la guida

Nella terza fase, quella nel traffico, il candidato guida per venticinque minuti mentre l'esaminatore lo segue su un'automobile. Secondo le indicazioni pubblicate dagli uffici provinciali, quell'automobile la mette a disposizione il privatista, insieme a un conducente maggiorenne con la patente in regola. Non occorre che sia un istruttore: può essere un genitore o un collega. L'auto deve avere carta di circolazione e assicurazione valide, e alcuni UMC chiedono anche una dichiarazione firmata dall'accompagnatore.

La radio

Le istruzioni arrivano al candidato attraverso un collegamento audio, con una ricetrasmittente oppure con il telefono cellulare, e l'esaminatore verifica prima della partenza che il candidato le riceva. Chi debba procurare l'apparecchio quando il candidato è un privatista, però, nessuna norma nazionale lo stabilisce. Un avviso pubblicato sul Portale dell'Automobilista invita a presentarsi con un auricolare personale con spinotto da 3,5 mm e precisa che, in mancanza, si usa quello dell'ufficio. Altrove la prassi può essere diversa: la domanda va fatta al momento della prenotazione, non la mattina dell'esame, e portarsi comunque un auricolare proprio non costa nulla.

Il piazzale che non c'è

Le manovre della seconda fase richiedono un'area chiusa e tracciata, e non è detto che la sede della propria provincia ne abbia una. L'ufficio di Rovigo, per fare un esempio documentato, scrive nelle proprie istruzioni di non disporre al momento di un piazzale idoneo e che per le prove di guida bisogna rivolgersi a un'autoscuola della provincia. È l'unico caso che abbiamo trovato messo nero su bianco, e non sappiamo quanti altri uffici siano nella stessa situazione. Dove accade, il privatista puro di fatto non esiste: la prova si sostiene appoggiandosi a una scuola guida. Per questo la domanda va fatta al proprio UMC prima di pagare i versamenti.

L'abbigliamento

È fissato per decreto: casco integrale omologato, guanti, giacca con protezioni su gomiti e spalle, paraschiena, pantaloni lunghi con protezioni per le ginocchia, scarpe chiuse. In autoscuola spesso si presta quello che manca. Il privatista deve avere tutto, e della taglia giusta.

Patente A2 privatista o autoscuola: il confronto senza sconti

AspettoDa privatistaIn autoscuola
Pratica amministrativaLa segue il candidato allo sportello dell'UMCLa gestisce la scuola
Teoria, se dovutaStudio in autonomiaLezioni in aula
EsercitazioniDa soli, su una moto propria o prestata; nessuna ora obbligatoriaCon un istruttore; nessun minimo fissato dalla legge
Moto per l'esameA carico del candidato, conforme e assicurataFornita dalla scuola
Auto al seguito e conducenteA carico del candidatoForniti dalla scuola
Area per le manovreQuella dell'ufficio, dove esisteQuella di cui dispone la scuola
Collegamento radioDa chiarire con l'ufficio alla prenotazioneOrganizzato dalla scuola
SpesaSolo i costi fissi, più mezzi e attrezzaturaIndicativamente 500-900 euro partendo da zero, con forti differenze tra città
Rischio principaleSeduta persa per un documento o un mezzo non idoneo; errori di tecnica che nessuno correggeCosto più alto e date legate al calendario della scuola

La tabella dice una cosa che conviene ammettere: per una moto la strada in proprio è più difficile che per l'auto. Il risparmio è reale, ma si paga in organizzazione. E siccome nessuno vede il candidato frenare troppo tardi o guardare la ruota anziché l'uscita della curva, certi difetti presi nei primi chilometri restano addosso per anni.

Il profilo che ne esce meglio è quello di chi guida già: il titolare della A1 con qualche stagione di 125 alle spalle, oppure chi ha la B e usa uno scooter ogni giorno. A loro manca la tecnica delle manovre lente, non l'abitudine al traffico. Per il diciottenne che non è mai salito su una moto con le marce il discorso cambia: imparare la frizione da soli, in strada, è possibile, ma è il modo più rischioso di cominciare. Il confronto generale tra le due formule, pensato sulla patente B, è nell'articolo autoscuola o privatista.

La via di mezzo: pratica in proprio, moto e piazzale in autoscuola

Tra il tutto da soli e il pacchetto completo c'è una soluzione ibrida. Si presenta la domanda in Motorizzazione per conto proprio, si studia la teoria in autonomia quando è dovuta, e ci si rivolge a una scuola guida soltanto per ciò che da soli è complicato: qualche lezione sul piazzale con i coni già tracciati, e nel giorno d'esame la moto, l'auto al seguito e la radio.

Nessuna autoscuola è tenuta ad accettare. Alcune lavorano volentieri con i privatisti, altre riservano moto e piazzale ai propri iscritti, e ognuna fissa condizioni e prezzi come crede: bastano due o tre telefonate per capirlo. Dove l'ufficio non ha un'area per le manovre, come a Rovigo, questa formula è di fatto l'unica praticabile. E anche dove il piazzale c'è, un paio d'ore con un istruttore rendono parecchio: nello slalom lento un occhio esterno vede in cinque minuti quello che da soli non si capisce in un mese.

Gli errori di carta che fanno saltare una seduta

Sono intoppi che si ripetono sempre uguali, e si evitano tutti con un controllo la sera prima.

  • Il certificato medico ha più di tre mesi quando si deposita la domanda.
  • Manca una delle due ricevute PagoPA, oppure si è pagata una tariffa diversa da quella richiesta.
  • La moto non ha i requisiti d'esame: un 125, per esempio, oppure una potenza sotto i 20 kW.
  • L'assicurazione della moto o dell'auto al seguito è scaduta, oppure della carta di circolazione si è portata soltanto una fotocopia.
  • La moto è intestata a un'altra persona e la dichiarazione del proprietario è rimasta a casa.
  • L'abbigliamento è incompleto: il paraschiena, per esempio, è facile da dimenticare.
  • Il foglio rosa scade mentre si aspetta la bella stagione per allenarsi. In quel caso si riparte da una nuova domanda, come spiega la pagina sul foglio rosa scaduto prima dell'esame.

Prima di pagare: le domande da fare al proprio UMC

Basta una telefonata, o un messaggio di posta elettronica, all'ufficio della propria provincia. Le risposte cambiano da sede a sede, quindi quelle di chi ha fatto l'esame in un'altra provincia vanno prese con cautela.

  • L'ufficio dispone di un piazzale per la prova di guida delle categorie A, o bisogna appoggiarsi a un'autoscuola?
  • Come si prenotano gli esami per i privatisti, e in quali giorni si tengono le sedute moto?
  • Quali documenti servono per la moto, per l'auto al seguito e per l'accompagnatore?
  • Esiste un modulo dell'ufficio per l'uso di una moto non di proprietà?
  • Chi fornisce la ricetrasmittente, e che tipo di auricolare bisogna portare?

Con queste risposte in mano l'ordine delle mosse viene da sé. Prima si trovano la moto e l'accompagnatore e si chiarisce la questione dell'assicurazione. Poi vengono la visita medica, i versamenti e il deposito del fascicolo. Il mese di attesa dopo il rilascio del foglio rosa si passa ad allenarsi sulla stessa moto che si porterà all'esame, e la prova si prenota lasciandosi il margine per un secondo tentativo.

Domande frequenti

Si può fare la patente A2 da privatista?

Sì. La domanda si presenta all'Ufficio della Motorizzazione Civile della propria provincia, senza obbligo di iscriversi in autoscuola né di fare ore di guida certificate. Il candidato deve però procurarsi da solo la moto per l'esame, l'auto al seguito con un conducente patentato e l'abbigliamento protettivo.

Quanto costa la patente A2 da privatista?

I costi fissi, cioè versamenti, bollo sul certificato, visita medica e fotografie, sono nell'ordine di 110-180 euro. Restano fuori la moto, la sua assicurazione, l'abbigliamento tecnico e le eventuali lezioni singole in autoscuola.

Con il foglio rosa A2 posso guidare la moto da solo?

Sì, per le moto non è previsto un accompagnatore. La moto deve rientrare nei limiti della categoria A2 ed essere assicurata, ed è sempre vietato trasportare un passeggero.

Che moto serve per l'esame A2 da privatista?

Un motociclo senza sidecar con potenza tra 20 e 35 kW e rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg; con motore termico la cilindrata minima è 250 cm³. Può essere di proprietà, prestata con una dichiarazione del proprietario oppure noleggiata, portando copia del contratto.

All'esame della moto l'auto al seguito la porta il candidato?

Per i privatisti sì, secondo le indicazioni degli uffici provinciali. Serve un'automobile in regola con documenti e assicurazione e un conducente maggiorenne con patente valida, che non deve essere un istruttore.

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