Una bicilindrica da 650 cm³ può essere perfettamente in regola per chi ha la patente A2, mentre una sportiva a quattro cilindri da 400 può non esserlo affatto. Chi si chiede «con la patente A2 cosa posso guidare» parte quasi sempre dalla cilindrata, ed è proprio lì che sbaglia: per questa categoria il Codice della Strada non la nomina nemmeno. Contano la potenza, il peso e la versione da cui il modello deriva.
I tre criteri si verificano in pochi minuti, e conviene farlo prima di firmare un contratto in concessionaria o di rispondere a un annuncio dell'usato. Per il confronto generale fra le patenti moto c'è la guida alle differenze tra A1, A2 e A.
Patente A2, cosa posso guidare: le tre condizioni del Codice
La definizione sta all'articolo 116 del Codice della Strada e occupa una riga. La A2 abilita alla guida di motocicli che rispettano, tutti insieme, tre requisiti:
- potenza massima non superiore a 35 kW, cioè circa 47,6 cavalli;
- rapporto tra potenza e peso non superiore a 0,2 kW per chilogrammo;
- nessuna derivazione da una versione che sviluppa più del doppio della potenza.
Basta che ne salti uno e la moto esce dal perimetro. È il punto che sfugge più spesso: una moto da 30 kW può essere vietata perché troppo leggera, una da 35 kW perché nasce da un modello molto più potente. Nessuna delle tre condizioni, invece, parla di centimetri cubici, di numero di cilindri o di tipo di moto: per il legislatore una naked, uno scooter e una enduro sono motocicli, da valutare con lo stesso metro.
La cilindrata non è un limite (e da dove nasce l'equivoco)
«Con la A2 fino a che cilindrata si arriva?» è la domanda più frequente, e la risposta corretta è che un tetto non esiste. Tra le patenti per motocicli, l'unica con un limite di cilindrata scritto nella legge è la A1, ferma a 125 cm³. Chi sale di categoria si porta dietro quell'abitudine mentale e immagina un gradino successivo a 400 o 500 cm³, che nel Codice non c'è.
La confusione ha anche un'altra origine: per la prova pratica la moto deve avere una cilindrata minima. È un requisito del veicolo d'esame, non un confine per chi la patente l'ha già in tasca, e i dettagli sono nell'articolo su come si svolge l'esame della patente A2.
Chi compra guardando la cilindrata rischia due errori opposti: scartare moto perfettamente legali, come una 650 o una 700 tarata dalla casa a 35 kW, e mettersi in garage un mezzo che non potrà usare, magari un grosso monocilindrico che di serie eroga ben di più.
Il rapporto potenza/peso, calcolatrice alla mano
Il secondo requisito è quello che quasi nessuno controlla. Dividendo la potenza in kW per il peso in chilogrammi, il risultato non deve superare 0,2. Tradotto: ogni kilowatt deve avere almeno cinque chili di moto da spingere. Sulla carta di circolazione dei motocicli il valore è di norma già calcolato e si legge alla voce Q; il conto a mano serve quando si ha davanti solo un annuncio o una scheda tecnica.
Il calcolo richiede dieci secondi e conviene farlo al contrario, partendo dal peso. Lo si moltiplica per 0,2 e si ottiene la potenza massima ammessa per quella moto:
- moto di 150 kg: 150 × 0,2 = 30 kW al massimo;
- moto di 160 kg: 32 kW al massimo;
- moto di 175 kg o più: si può arrivare al tetto dei 35 kW.
Ecco perché 175 chili è una soglia da ricordare. Sopra quel peso il rapporto non è mai un problema e restano da guardare la potenza e la versione d'origine. Sotto, il limite reale non è più 35 kW ma un valore inferiore, diverso da modello a modello. Il rischio riguarda le moto leggere e nervose, come le monocilindriche da fuoristrada o da supermotard: possono dichiarare meno di 35 kW e non essere comunque moto da A2.
Chi ha davanti un annuncio può fare una prima verifica da solo, a patto di usare il peso riportato sui documenti e non quello a secco dei cataloghi. Se la moto pesa 148 kg e dichiara 31 kW, il rapporto è 0,209 e la risposta è no. Con gli stessi 31 kW e 160 kg si scende a 0,194 e la risposta diventa sì. Dodici chili di differenza decidono se quella moto si può comprare.

Moto nate A2 e moto depotenziate: la regola del doppio
Le moto guidabili con la A2 arrivano da due strade. Ci sono quelle che di serie non superano i 35 kW e quelle più potenti che vengono limitate, in fabbrica o in officina, per rientrare nel tetto: le depotenziate.
Qui entra in gioco il terzo requisito. Il Codice esclude le moto derivate da una versione che sviluppa oltre il doppio della potenza. Per una versione limitata a 35 kW il conto è immediato: il modello di partenza non deve superare i 70 kW, che sono circa 95 cavalli. La cifra non compare nel testo italiano, è la semplice conseguenza dell'aritmetica. Una maxi da 100 kW strozzata a 35 non diventa una moto da A2, qualunque cosa sostenga il venditore.
Cosa deve esserci scritto sul libretto
In caso di controllo conta la potenza annotata sulla carta di circolazione, alla voce P.2. Molti modelli sono venduti nuovi già in versione da 35 kW: il documento esce dalla concessionaria con il valore corretto e non c'è altro da fare. Diverso il caso della moto limitata dopo l'immatricolazione. Il kit montato in officina non basta: la modifica va fatta registrare alla Motorizzazione, perché l'articolo 78 del Codice impone l'aggiornamento della carta di circolazione ogni volta che cambiano le caratteristiche del veicolo. Una moto depotenziata solo a parole, con il libretto che riporta ancora la piena potenza, per un titolare di A2 resta una moto fuori categoria.
Sui costi dell'operazione girano cifre molto distanti tra loro, perché dipendono dal modello e dal kit. L'unico numero affidabile è il preventivo scritto di un concessionario ufficiale, da chiedere prima dell'acquisto insieme a una domanda precisa: chi si occupa dell'aggiornamento del libretto? Sull'usato, prima si legge la carta di circolazione, poi si prova la moto.
Cosa si rischia con una moto che la A2 non copre
Guidare con la A2 una moto oltre i 35 kW, ripotenziata di nascosto o derivata da un modello troppo potente significa guidare un veicolo per cui serve la patente A. La sanzione è quella prevista dall'articolo 116 per chi conduce un mezzo di categoria superiore alla propria: da 1.021 a 4.084 euro, con sospensione della patente da quattro a otto mesi. Il fermo amministrativo della moto, in questo caso specifico, non è previsto.
Se poi la moto è stata modificata senza aggiornare i documenti, si aggiunge la violazione dell'articolo 78: da 430 a 1.731 euro e ritiro della carta di circolazione. Gli importi delle multe stradali sono congelati fino al 31 dicembre 2026 e dall'anno successivo potrebbero essere ritoccati.
Va molto peggio a chi ha soltanto la patente B e sale su una moto da A2. Lì non si parla di categoria sbagliata ma di guida senza patente: una sanzione amministrativa di diverse migliaia di euro e tre mesi di fermo del veicolo. Sulle due ruote la B consente al massimo le 125 entro 11 kW, e solo in Italia, come spiega la guida su come guidare una 125 con la patente B.
Naked, enduro, scooter, custom: le famiglie di moto alla portata
L'offerta è più ampia di quanto si pensi. Da tempo i costruttori progettano intere gamme attorno al tetto dei 35 kW e propongono versioni limitate di modelli più grossi. Un elenco di marche invecchierebbe in una stagione; meglio ragionare per famiglie.
Naked e stradali
È la categoria più affollata. Le mono e bicilindriche tra 300 e 500 cm³ restano in genere entro i 35 kW di serie, e le più grandi del gruppo arrivano a ridosso del limite. Salendo verso i 650-700 cm³ si entra nel territorio delle versioni limitate dalla casa: stessa ciclistica del modello pieno, potenza tagliata, possibilità di riportarla al valore originale una volta presa la A. Qui va controllata la potenza della versione di partenza.
Enduro stradali e adventure
Le crossover di media cilindrata pesano parecchio e il rapporto potenza/peso non crea difficoltà. Il discorso cambia con le enduro specialistiche e le supermotard leggere, dove il peso ridotto abbassa la potenza ammessa. È la famiglia in cui il calcolo va fatto sempre, senza fidarsi della scritta «A2» in un annuncio.
Scooter e maxi-scooter
Tutti gli scooter fino a 125 cm³ sono compresi, perché la A2 include la A1. Sopra, i modelli da 300 a 400 cm³ hanno di solito potenze ben al di sotto del limite. Con i maxi-scooter di cilindrata più alta conviene leggere il libretto: alcuni sfiorano il tetto, altri lo superano e sono proposti in versione dedicata.
C'è poi la questione del cambio. Chi sostiene l'esame su un mezzo automatico riceve una patente con il codice 78, che esclude la guida delle moto con cambio manuale. Chi vuole poter scegliere, oggi o tra cinque anni, deve presentarsi all'esame con una moto a marce.
Custom e cruiser
Le custom medie, con motori tranquilli e pesi importanti, sono spesso A2 di serie. Le grosse bicilindriche da turismo superano invece i 35 kW e si possono guidare solo in versione limitata, sempre che quella piena non oltrepassi i 70 kW.
Sportive ed elettriche
Le sportive carenate di piccola cilindrata seguono la sorte delle naked con cui condividono il motore, con l'eccezione dei pluricilindrici ad alto regime che superano i 35 kW pur avendo cilindrate modeste. Per le moto elettriche non cambia nulla: si guardano i kilowatt riportati sul libretto e il loro rapporto con il peso.
Quella moto è davvero da A2? Chiedilo a chi ci è già passato
Nei forum di Noigui puoi riportare i dati del libretto, raccontare il tuo dubbio e confrontarti con altri candidati e neopatentati A2. La community risponde, corregge e condivide le proprie esperienze: la patente moto si prepara meglio insieme.
Tricicli, quadricicli e sidecar: dove la A2 si ferma
La A2 è una patente pensata per le due ruote. Sui mezzi a tre e quattro ruote copre soltanto ciò che eredita dalle categorie inferiori.
I tricicli sono ammessi fino a 15 kW, perché rientrano nella A1. Oltre quella potenza servono la patente A, con almeno 21 anni, oppure la B, sempre dai 21 anni e solo sul territorio italiano. Ne esce un paradosso: un grosso scooter a tre ruote omologato come triciclo, con più di 15 kW, non si può guidare con la A2 anche se resta sotto i 35 kW, mentre un automobilista ventunenne può farlo. La parola decisiva è «omologato». Non tutti i tre ruote sono tricicli per la legge, e la categoria si legge sulla carta di circolazione.
Per i quadricicli il ragionamento è simile. La A2 comprende quelli leggeri, cioè le minicar e i piccoli quad che rientrano nella patente AM. I quadricicli più pesanti e potenti richiedono la B1 o la B.
Quanto al sidecar, il Codice considera motocicli sia i veicoli a due ruote senza carrozzetta sia quelli che ce l'hanno. Un sidecar che rispetta i tre requisiti rientra dunque, a rigor di testo, tra i mezzi guidabili. Trattandosi di veicoli rari, è prudente chiedere conferma alla Motorizzazione con il libretto in mano.
| Veicolo | Con la A2 | Motivo |
|---|---|---|
| Moto fino a 35 kW, rapporto entro 0,2 kW/kg | Sì | È la definizione della categoria |
| Moto limitata a 35 kW, versione d'origine entro 70 kW | Sì | A patto che il libretto riporti la potenza ridotta |
| Moto limitata a 35 kW, versione d'origine oltre 70 kW | No | Deriva da un modello con più del doppio della potenza |
| Moto leggera sotto i 35 kW, rapporto oltre 0,2 kW/kg | No | Troppa potenza rispetto al peso |
| Moto oltre 35 kW | No | Serve la patente A |
| Moto e scooter 125 entro 11 kW | Sì | La A2 comprende la A1 |
| Ciclomotori e quadricicli leggeri | Sì | La A2 comprende la AM |
| Tricicli fino a 15 kW | Sì | Rientrano nella A1 |
| Tricicli oltre 15 kW | No | Patente A o, solo in Italia, patente B: in entrambi i casi dai 21 anni |
| Quadricicli non leggeri | No | Patente B1 o B |
| Moto con cambio manuale dopo un esame su mezzo automatico | No | Codice 78 annotato sulla patente |
Passeggero, autostrada, estero: i limiti d'uso
Il passeggero
Nessuna norma vieta al titolare di A2 di portare un passeggero, dal primo giorno. Valgono le regole di tutti: la moto deve essere omologata per due, chi siede dietro deve stare ben saldo sulla sella e indossare il casco, e i bambini sotto i cinque anni non si trasportano. Il divieto assoluto riguarda una fase precedente, quella delle esercitazioni con il foglio rosa, durante la quale si guida sempre da soli.
L'autostrada
In autostrada e sulle extraurbane principali si entra con moto di almeno 150 cm³. Dal dicembre 2024 la soglia scende a 120 cm³, o a 6 kW per le elettriche, quando alla guida c'è un maggiorenne, e chi ha la A2 lo è per forza. In sostanza sono ammesse anche le 125; restano fuori i ciclomotori e i pochi modelli di cilindrata inferiore.
C'è però un vincolo di velocità. L'articolo 117 vieta di superare i 100 km/h in autostrada e i 90 sulle extraurbane principali nei primi tre anni dal conseguimento della patente, e tra le categorie elencate c'è la A2: per chi la prende come prima patente il limite vale senza dubbio. Il testo non precisa se i tre anni ripartano per chi guida già da tempo con la B: nel dubbio conviene attenersi ai due limiti. Chi li supera paga da 165 a 660 euro, con sospensione della patente da due a otto mesi. I limiti di potenza per i neopatentati di cui si parla tanto riguardano invece le automobili: sulle moto non si applicano, perché il tetto lo fissa già la categoria.
L'estero
La A2 è una categoria armonizzata a livello europeo. La patente italiana viene riconosciuta in tutti i Paesi dell'Unione e dello Spazio economico europeo, con gli stessi limiti di potenza. È una differenza sostanziale rispetto a chi guida una 125 con la sola patente B, facoltà che finisce al confine. Fuori dall'Europa le regole cambiano da Stato a Stato e può servire il permesso internazionale: se ne parla nella guida su come guidare all'estero con la patente italiana.
Età minima e categorie comprese nella A2
La patente A2 si può conseguire a 18 anni compiuti. L'anzianità di altre patenti non anticipa nulla: il diciottenne che arriva dal patentino, il ragazzo con la A1 e il quarantenne con la B da vent'anni devono tutti ottenere la categoria, ciascuno con il proprio percorso.
Una volta presa, la A2 vale anche per tutto ciò che sta sotto. Comprende la A1, cioè le moto fino a 125 cm³ e 11 kW, e la AM, cioè i ciclomotori e i quadricicli leggeri. Chi la consegue a 18 anni non ha bisogno di altro per guidare il cinquantino di famiglia o lo scooter 125 di un amico.
Come ci si arriva dipende dal punto di partenza. Chi possiede già la B o la A1 non ripete la teoria; chi ha la A1 da almeno due anni può sostituire la prova con un corso, come spiega l'articolo sulla patente A2 senza esame. Chi vuole fare da sé trova la procedura nella guida alla patente A2 da privatista, mentre le spese sono scomposte voce per voce in quanto costa la patente A2.
Dopo due anni cosa cambia (e cosa no)
Circola l'idea che la A2 «scada» o si trasformi da sola in patente A. Non succede nessuna delle due cose. La A2 resta una A2 finché il titolare non decide di salire di categoria, e si rinnova con le stesse scadenze delle altre patenti: ogni dieci anni fino ai cinquanta, poi a intervalli più brevi.
Quello che i due anni cambiano è l'accesso alla A. Con due anni di A2 alle spalle la patente senza limiti di potenza si può ottenere a 20 anni invece che a 24, sostenendo la sola prova pratica oppure frequentando un corso di sette ore in autoscuola, senza esame finale. Chi non ha la A2, o non l'ha da abbastanza tempo, deve aspettare i 24 anni per l'accesso diretto.
A quel punto chi possiede una moto depotenziata può farla riportare alla potenza originale con il percorso inverso: officina, rimozione del kit, Motorizzazione, libretto nuovo. Finché la patente A non è in tasca, la moto va guidata così com'è.
Sul fronte delle regole, per la A2 non si annunciano scossoni. La nuova direttiva europea sulle patenti conferma i 35 kW e gli 0,2 kW/kg, lascia invariate le età e scrive nero su bianco il tetto dei 70 kW per la versione d'origine. Le sue disposizioni dovrebbero applicarsi da novembre 2029, dopo il recepimento da parte dell'Italia.
Prima di comprare: cinque verifiche sul libretto
L'errore si commette quasi sempre al momento dell'acquisto. Con la carta di circolazione davanti, anche in fotografia, bastano pochi minuti.
- Potenza alla voce P.2: deve essere pari o inferiore a 35 kW.
- Rapporto potenza/peso: alla voce Q non deve superare 0,2; se il dato manca, il peso moltiplicato per 0,2 deve dare un numero uguale o superiore alla potenza.
- Versione d'origine: se la moto è una depotenziata, la scheda tecnica del modello pieno non deve superare il doppio, cioè 70 kW per una versione da 35.
- Categoria di omologazione: motociclo e non triciclo, se il mezzo ha tre ruote e più di 15 kW.
- Coerenza tra carta e moto: un libretto che indica 35 kW su una moto a cui è stato tolto il limitatore espone a due sanzioni, non a una.
Se uno dei cinque punti non torna, la trattativa si ferma lì. Un venditore serio non ha difficoltà a mostrare i documenti prima della prova; quello che rimanda a dopo la firma ha già dato la sua risposta.
Leggi anche
Domande frequenti
Che cilindrata si può guidare con la patente A2?
Non esiste un limite di cilindrata. Contano la potenza, che non deve superare 35 kW, il rapporto potenza/peso entro 0,2 kW/kg e la versione d'origine, che non può sviluppare più del doppio della potenza. Una 650 limitata dalla casa può essere in regola, una 400 molto spinta no.
Quanti cavalli può avere una moto per la patente A2?
Il tetto è di 35 kW, pari a circa 47,6 cavalli. Fa fede il valore in kilowatt riportato sulla carta di circolazione, non quello dichiarato nell'annuncio o nel listino. Se la moto pesa meno di 175 kg, la potenza ammessa è più bassa: si ottiene moltiplicando il peso per 0,2.
Con la patente A2 posso guidare un 125?
Sì. La A2 comprende la A1 e la AM, quindi permette di guidare moto e scooter fino a 125 cm³ e 11 kW, i ciclomotori e i quadricicli leggeri. Vale anche negli altri Paesi europei, a differenza della facoltà di guidare le 125 con la sola patente B.
Con la patente A2 si può andare in autostrada?
Sì, con qualsiasi moto che abbia la cilindrata minima richiesta per l'accesso. Chi prende la A2 come prima patente, però, per tre anni non può superare i 100 km/h in autostrada e i 90 km/h sulle extraurbane principali.
Con la patente A2 posso portare un passeggero?
Sì, se la moto è omologata per due persone e il passeggero indossa il casco. Non ci sono restrizioni specifiche per la A2. Il trasporto di passeggeri è vietato soltanto durante le esercitazioni con il foglio rosa.
Dopo due anni la patente A2 diventa A?
No, non c'è alcun passaggio automatico. Dopo due anni di A2 si può ottenere la A a partire dai 20 anni, superando la prova pratica oppure frequentando un corso di sette ore in autoscuola. Chi non fa nulla resta titolare di A2 e continua a rinnovarla normalmente.
