Chi vuole guidare una moto in Italia si trova davanti a quattro sigle (AM, A1, A2 e A) che sembrano una scala da salire in ordine, e in parte lo sono. La differenza non sta però soltanto nell'età: cambia la cilindrata, cambia la potenza, cambia il rapporto fra potenza e peso del mezzo, e cambia soprattutto il modo in cui si passa da un livello a quello successivo. C'è chi deve rifare l'esame e chi può limitarsi a un corso in autoscuola.
Questa guida mette in fila le tre patenti della famiglia A: cosa autorizzano davvero, a che età si prendono, quanto costano le pratiche e quali sono le due strade per salire di categoria. Più avanti trovi anche il caso di chi ha già la patente B e quattro percorsi tipo, a seconda dell'età da cui si parte.
Le tre patenti in una tabella
Il primo passo è capire quale patente serve per quale moto. I limiti si leggono sulla carta di circolazione del veicolo, e vanno rispettati tutti insieme: non basta che la cilindrata sia nei limiti se la potenza non lo è.
| Patente | Età minima | Cosa si può guidare |
|---|---|---|
| A1 | 16 anni | Motocicli fino a 125 cc, potenza non superiore a 11 kW e rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg: i tre limiti valgono insieme. Tricicli fino a 15 kW. Macchine agricole entro i limiti di sagoma e massa dei motoveicoli. |
| A2 | 18 anni | Motocicli di potenza non superiore a 35 kW, con rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg e non derivati da una versione che sviluppa oltre il doppio della potenza. Nessun limite di cilindrata. Vale anche per i veicoli della A1. |
| A | 24 anni, oppure 20 con la A2 da almeno due anni | Tutti i motocicli, senza limiti di potenza. Tricicli di potenza superiore a 15 kW, con età minima di 21 anni. |
La patente A1 merita una precisazione che il libretto non spiega: i tre parametri (cilindrata, potenza e rapporto potenza/peso) devono essere rispettati contemporaneamente. Esistono moto da 125 cc che superano gli 11 kW, e in quel caso la A1 non basta, per quanto la cilindrata sia nei limiti.
Per la A2 il ragionamento si rovescia: la cilindrata esce di scena e contano potenza, rapporto potenza/peso e origine del modello. I casi dubbi (depotenziate, tricicli, scooter a tre ruote) sono esaminati nella guida su cosa si può guidare con la patente A2.
Le categorie, poi, si contengono l'una nell'altra come scatole. Ogni patente vale anche per i veicoli della AM, la A2 vale anche per quelli della A1, e chi arriva alla A non ha più limiti di potenza sui motocicli. Per questo a 18 anni nessuno è obbligato a passare dalla A1: si può puntare subito alla A2 e guidare comunque un 125.
Prima di tutto: la patente AM
Sotto la A1 c'è la AM, quello che tutti chiamano ancora patentino. Si prende a 14 anni e autorizza i ciclomotori a due e tre ruote con velocità massima di 45 km/h, cilindrata fino a 50 cc e potenza fino a 4 kW, oltre ai quadricicli leggeri (le minicar e i quad da strada) con massa in ordine di marcia fino a 425 kg e due posti a sedere compreso quello del conducente.
C'è una regola sul passeggero che sfugge a molti genitori: il trasporto di una seconda persona è ammesso soltanto sui veicoli omologati per due posti e soltanto se chi guida ha compiuto sedici anni. A quattordici e quindici anni si viaggia da soli, anche se il ciclomotore ha la sella lunga.

Come si sale di categoria: due strade diverse
Qui sta la parte che pesa di più su tempi e spesa. Per ottenere la A2 o la A si può passare per l'esame, oppure per il cosiddetto accesso graduale, che l'esame lo evita del tutto. La A1, primo gradino della scala, si prende invece in un modo solo: con l'esame.
La strada dell'esame
È il percorso classico, identico nella struttura per le tre categorie: una prova di teoria e una prova pratica. Per la teoria si hanno due tentativi nell'arco di sei mesi dalla domanda; per la pratica tre, entro i dodici mesi di validità del foglio rosa. Chi possiede già la patente A1, B1, B o BE è dispensato dalla teoria e sostiene soltanto la pratica.
Da una categoria all'altra cambia la moto con cui ci si presenta, non la prova, che per A1, A2 e A si articola nelle stesse tre fasi: l'articolo su come si svolge l'esame della patente A2 le segue una per una. E a differenza della patente B non ci sono ore di guida obbligatorie in autoscuola, il che apre la strada a chi vuole fare da sé, con i vincoli descritti nella guida alla patente A2 da privatista.
La strada dell'accesso graduale, senza esame
La seconda possibilità è un corso di sette ore in autoscuola, al termine del quale la patente superiore viene rilasciata senza alcun esame. Vale per due soli passaggi. Dalla A1 alla A2 servono 18 anni compiuti e il possesso della A1 da almeno due anni; dalla A2 alla A servono 20 anni e il possesso della A2 da almeno due anni. Il salto diretto dalla A1 alla A non è previsto.
C'è una differenza tra i due gradini che pochi notano. Verso la A2 i due anni servono soltanto a chi sceglie il corso: a 18 anni si può sostenere la sola prova pratica anche con una A1 più recente. Verso la A, invece, i due anni di A2 sono richiesti in ogni caso a chi non ne ha ancora compiuti 24. Come funziona il corso, quanto costa e a chi conviene è spiegato nell'approfondimento sulla patente A2 senza esame.
Quanto costano le pratiche
I versamenti alla Motorizzazione non dipendono dalla categoria: per la A1, la A2 o la A si pagano le stesse cifre, tramite PagoPA. Cambiano secondo la strada scelta. Fanno eccezione la Sicilia, la Valle d'Aosta, il Friuli Venezia Giulia e le province di Trento e Bolzano, che applicano importi propri.
| Pratica | Diritti | Bolli |
|---|---|---|
| Esame di teoria (tariffa N067) | 26,40 € | 16,00 € |
| Esame di pratica (tariffa N019) | nessuno | 16,00 € |
| Accesso graduale verso la A2 o la A | 10,20 € | 32,00 € |
Sono importi da ricontrollare sul Portale dell'Automobilista al momento del pagamento. L'accesso graduale costa meno in versamenti, ma va messo in conto il prezzo delle sette ore di formazione obbligatoria. In entrambi i casi si aggiungono la visita di idoneità psicofisica, con un certificato che non deve avere più di tre mesi (sei se lo rilascia una commissione medica locale), e le voci dell'autoscuola, che nessuna tabella ministeriale può fissare. Per la categoria più richiesta il conto completo, scenario per scenario, è nella pagina sul costo della patente A2.
La moto dell'esame non è una moto qualsiasi
Alla prova pratica non ci si presenta con la moto che capita: ogni categoria ha il suo veicolo d'esame, con soglie minime precise.
| Categoria | Cilindrata (motore termico) | Potenza | Altri requisiti |
|---|---|---|---|
| A1 | almeno 120 cc | non oltre 11 kW | velocità di almeno 90 km/h |
| A2 | almeno 250 cc | tra 20 e 35 kW | rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg; se elettrica, almeno 0,15 kW/kg |
| A | almeno 600 cc | almeno 50 kW | massa a vuoto superiore a 180 kg; se elettrica, rapporto potenza/peso di almeno 0,25 kW/kg |
Chi sale dalla A1 lo scopre subito: il 125 con cui ha girato per due anni non va bene per l'esame A2, anche se con la A2 in tasca potrà continuare a guidarlo. Vale per tutte e tre le categorie, invece, la regola del cambio: chi sostiene la prova su un mezzo automatico riceve una patente limitata ai veicoli senza cambio manuale. Equipaggiamento obbligatorio, esercizi tra i coni ed errori che costano la bocciatura sono descritti nella guida all'esame pratico della A2.
Come capire dal libretto se una moto ti è consentita
La domanda che si pone chiunque guardi un annuncio di moto usata è sempre la stessa: con la mia patente posso guidarla? La risposta sta sulla carta di circolazione. La cilindrata, in centimetri cubi, interessa soltanto chi ha la A1. La potenza massima è indicata in kilowatt, non in cavalli: la conversione è di circa 1,36 CV per ogni kW, quindi 11 kW corrispondono più o meno a 15 CV e 35 kW a poco meno di 48.
Il terzo dato è il peso, che serve per il rapporto potenza/peso: si dividono i kilowatt per i chilogrammi. È questo parametro a tradire chi guarda solo la cilindrata. Con la A1 una moto da 11 kW deve pesare almeno 110 kg; con la A2 una moto da 35 kW deve arrivare almeno a 175. Sotto quelle soglie il mezzo resta fuori dalla portata della patente, anche se la potenza è in regola.
Chi ha la A2 deve poi fare attenzione alle moto depotenziate: la limitazione deve risultare dai documenti, e non tutti i modelli si possono limitare. Le verifiche da fare prima di comprare sono nell'articolo sulle moto ammesse con la patente A2.
A1, A2 o A? Chiedi a chi ha già scelto
Sull'app Noigui trovi i forum e la community di chi sta prendendo una patente, moto comprese: puoi fare la tua domanda, leggere le esperienze di chi ha appena dato l'esame e confrontarti con altri candidati della tua zona.
Autostrada, estero, sanzioni: cosa cambia da una categoria all'altra
La prima differenza che non dipende dalla potenza si incontra al casello. In autostrada e sulle extraurbane principali non entrano i motocicli a motore termico sotto i 150 cc, con un'eccezione: quelli di almeno 120 cc sono ammessi se alla guida c'è un maggiorenne. Tradotto: il sedicenne con la A1 e un 125 resta fuori, il diciottenne sulla stessa moto può entrare.
Chi prende la A2 o la A ha poi un limite personale per i primi tre anni dal conseguimento: 100 km/h in autostrada e 90 sulle extraurbane principali. Fuori dall'Italia le tre categorie sono riconosciute in tutta l'Unione europea con gli stessi limiti, perché sono categorie armonizzate. Non così il 125 guidato con la sola patente B, che resta una concessione italiana. Sul rinnovo, invece, nessuna differenza: A1, A2 e A valgono dieci anni fino ai 50 anni di età e cinque nel ventennio successivo, come la patente dell'auto.
Resta il capitolo di chi guida una moto più potente di quanto la sua patente consenta. Il titolare di A1 sorpreso su una moto da A2, o quello di A1 o A2 su una moto che richiede la A, paga una sanzione da 1.021 a 4.084 euro e subisce la sospensione della patente da quattro a otto mesi. Gli importi sono bloccati fino alla fine del 2026 e potrebbero essere ritoccati dopo. Per chi ha soltanto la B e sale su una moto oltre i limiti della A1 il quadro è più pesante, perché si tratta di guida senza patente.
E chi ha solo la patente B?
La patente B non è una patente moto, ma in Italia consente comunque di guidare alcuni motoveicoli: quelli della categoria A1, quindi fino a 125 cc e 11 kW, e dai 21 anni i tricicli di potenza superiore a 15 kW. È un'abilitazione che vale soltanto sul territorio nazionale: attraversata la frontiera, non è più spendibile.
Verso le categorie superiori la B offre un solo vantaggio, la dispensa dalla teoria. La prova pratica va sostenuta per intero, qualunque sia l'anzianità della patente. E qui sta l'avvertimento che evita una delusione: la A1 riconosciuta automaticamente a chi ha la B, ottenuta senza esame, non dà accesso al corso di accesso graduale. Chi conta di usarla come trampolino per la A2 scoprirà che il decreto la esclude in modo espresso.
Il dettaglio di cosa la patente B comprenda e di cosa resti fuori è trattato nel quiz su cosa autorizza la patente B, mentre le domande ministeriali sulle categorie A1 e A2 si trovano nel quiz dedicato alle patenti A1 e A2.
Da dove si parte: quattro casi concreti
A 16 anni, con il motorino che va stretto
L'unica patente moto possibile è la A1, con teoria e pratica. Si guida un 125 entro gli 11 kW, senza autostrada fino alla maggiore età. Il vantaggio di cominciare presto si vede dopo: se la A1 arriva subito, a 18 anni i due anni sono maturati e la A2 si può ottenere con il corso di sette ore; a 20 si ripete lo stesso passaggio verso la A. È la via che porta prima alla patente senza limiti, quattro anni in anticipo rispetto all'accesso diretto.
A 18 anni, senza nessuna patente moto
Si può andare direttamente alla A2: teoria, foglio rosa, prova pratica su una moto di almeno 250 cc. Passare prima dalla A1 non porta alcun vantaggio, perché la A2 comprende già i 125 e i ciclomotori. Chi ha in programma anche la patente dell'auto affronta l'esame a quiz una volta sola: presa una delle due, la teoria non si ripete per l'altra. Dopo due anni di A2, a 20 anni compiuti, si apre la porta della A, con il corso oppure con la sola prova pratica.
A 24 anni, partendo da zero
A questa età cade ogni obbligo di gradualità. Si può chiedere subito la A, con teoria e pratica, presentandosi all'esame con una moto di almeno 600 cc e 50 kW. Nulla vieta di scegliere comunque la A2, per esempio se la moto che si ha in mente rientra nei 35 kW e non ci si sente pronti a sostenere la prova su un mezzo così pesante: il passaggio alla A, due anni dopo, potrà avvenire senza esame.
Con la patente B già nel portafoglio
Il 125 è già a disposizione, ma solo entro i confini italiani. Per andare oltre conta l'età: tra i 18 e i 23 anni la strada è la A2 con la sola prova pratica, dai 24 si può puntare direttamente alla A, sempre senza teoria. In entrambi i casi niente corso al posto dell'esame. Prima di iscriversi conviene chiedere all'autoscuola quante lezioni propone a chi viene dal 125, perché per le categorie A la legge non fissa un numero minimo di ore di guida.
Il riassunto in cinque righe
- A 14 anni la AM, a 16 la A1, a 18 la A2, a 24 la A, oppure a 20 se hai la A2 da due anni.
- I limiti della A1 (125 cc, 11 kW, 0,1 kW/kg) valgono tutti e tre insieme.
- Con A1, B1, B o BE si salta la teoria e si fa solo la prova pratica.
- L'accesso graduale evita l'esame ma richiede due anni di possesso della categoria inferiore e un corso di 7 ore.
- La A1 automatica riconosciuta ai titolari di patente B non vale per l'accesso graduale.
Domande frequenti
A che età si può prendere la patente A?
A 24 anni per l'accesso diretto, oppure a 20 anni se si possiede la patente A2 da almeno due anni. In quest'ultimo caso si può scegliere fra l'esame e il corso di accesso graduale in autoscuola, che dell'esame fa a meno.
Che differenza c'è tra la patente A1 e A2?
La A1 si prende a 16 anni e copre i motocicli fino a 125 cc con potenza non superiore a 11 kW e rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg. La A2 si prende a 18 anni, alza il tetto a 35 kW con un rapporto potenza/peso fino a 0,2 kW/kg, non ha limiti di cilindrata e vale anche per tutto ciò che si guida con la A1. Sono due gradini distinti: chi ha la A1 da almeno due anni può salire alla A2 con un corso di sette ore in autoscuola, senza esame.
Si può passare dalla A2 alla A senza esame?
Sì, attraverso l'accesso graduale: servono 20 anni compiuti, il possesso della A2 da almeno due anni e la frequenza di un corso di sette ore in autoscuola, diviso in tre ore di manovre e quattro di guida nel traffico. Al termine la patente viene rilasciata senza prova d'esame.
Chi ha la patente B deve rifare la teoria per la moto?
No. Chi possiede la patente A1, B1, B o BE sostiene soltanto la prova pratica di guida per ottenere la A2 o la A. I versamenti alla Motorizzazione restano in linea di principio gli stessi di chi sostiene anche la teoria: conviene verificarli al momento del pagamento.
Quanto costano le pratiche per la patente moto?
Le tariffe ministeriali sono di 26,40 euro di diritti più 16 euro di bolli per l'esame di teoria, 16 euro di bolli per la prova pratica, e 10,20 euro di diritti più 32 euro di bolli per l'accesso graduale. A parte vanno considerati la visita medica e i costi dell'autoscuola, che variano da città a città.
La patente A1 ottenuta con la patente B vale per l'accesso graduale?
No. L'abilitazione A1 riconosciuta automaticamente ai titolari di patente B è valida solo per circolare in Italia e non è utilizzabile come requisito per il corso di accesso graduale alla A2. Serve una patente A1 conseguita per esame.

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