Le 8 ore di guida obbligatorie introdotte dal DM 17 novembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre 2025) sono organizzate in 4 moduli con obiettivi e durate precise. Ecco cosa si fa in ogni modulo e in quale ordine.
Modulo A — 2 ore: conoscere il veicolo
Si svolge su strade urbane o extraurbane secondarie entro 10 km dall'autoscuola: partenza, frizione, sterzata, frenata, cambio marce, retromarcia; attivazione e configurazione dei sistemi ADAS; tecniche per ridurre le distrazioni; simulazione di emergenze (triangolo, giubbino rifrangente, chiamata ai soccorsi). Le simulazioni di emergenza possono essere anche lezioni collettive (max 5 allievi, 30 minuti).
Modulo B — 3 ore: guida urbana
Posizionamento in carreggiata, svolte, incroci, rotatorie e semafori; distanza di sicurezza e partenza in salita; traffico intenso; precedenze presso attraversamenti pedonali e ciclabili; corsie ciclabili, corsie bus e zone scolastiche; inversioni, passaggi stretti, parcheggi.
Modulo C — 2 ore: extraurbana e autostrada
Circolazione oltre i 50 km/h con la marcia più alta disponibile e guida efficiente attenta ai consumi. Attenzione: per accedere al modulo C serve aver svolto almeno 1 ora del modulo B.
Modulo D — 1 ora: guida notturna
Esercitazione in condizioni di visione notturna su qualsiasi tipo di strada, affrontando incroci con segnaletica e semafori. Ripassa prima le regole su anabbaglianti e abbaglianti.
Regole pratiche da ricordare
- Il modulo A è propedeutico a tutti gli altri; B, C e D non hanno un ordine obbligato tra loro;
- Ogni lezione dura al massimo 2 ore al giorno;
- Nella stessa lezione si possono combinare frazioni di B, C e D da almeno 30 minuti;
- Se l'autorizzazione a esercitarsi ha limitazioni, le ore si riducono in proporzione.
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I quattro moduli di guida obbligatoria, uno per uno
Le otto ore di esercitazione obbligatoria non sono otto ore generiche: sono quattro blocchi con obiettivi didattici distinti, pensati in progressione. Capire cosa si impara in ciascuno serve a due cose — arrivare preparati alla lezione e riconoscere se il percorso che si sta seguendo è completo.
Modulo A — propedeutico
È la presa di contatto con il veicolo, e si svolge in area protetta o a traffico minimo. Contenuti tipici: regolazione di sedile, specchietti e poggiatesta; posizione delle mani sul volante; conoscenza dei comandi e delle spie; partenza e arresto; uso della frizione e del cambio a bassa velocità; percezione degli ingombri del veicolo.
È il modulo che si tende a sottovalutare ed è invece quello che determina la qualità di tutto il resto: una posizione di guida sbagliata produce errori che poi si attribuiscono all'inesperienza.
Modulo B — urbano
Il traffico cittadino, cioè l'ambiente più denso di decisioni per chilometro percorso. Contenuti: intersezioni e precedenze; lettura della segnaletica in movimento; interazione con pedoni, ciclisti e mezzi pubblici; cambi di corsia e preselezione; parcheggio in linea e a pettine; gestione delle rotatorie.
È il modulo in cui si costruisce la sequenza dei controlli — specchietto, angolo morto, freccia, manovra — che l'esaminatore verificherà in ogni singola azione.
Modulo C — extraurbano e autostradale
Velocità sostenute e margini di errore ridotti. Contenuti: distanza di sicurezza a velocità elevate; sorpasso, con valutazione dello spazio e dei tempi; immissione dalla corsia di accelerazione e uscita dalla corsia di decelerazione; uso corretto delle corsie; lettura della cartellonistica autostradale; comportamento in galleria.
Qui si impara soprattutto una cosa che in città non serve: guardare lontano. A 110 o 130 km/h il punto di osservazione utile si sposta molto più avanti, e chi mantiene lo sguardo urbano arriva sempre in ritardo sulle situazioni.
Modulo D — guida notturna
L'ambiente in cui cambia la percezione. Contenuti: uso di anabbaglianti e abbaglianti e passaggio fra i due; comportamento in caso di abbagliamento; valutazione delle distanze con riferimenti visivi ridotti; individuazione di pedoni e ciclisti; effetti della stanchezza; guida con pioggia o nebbia notturna.
È il modulo che più spesso viene percepito come una formalità e che invece copre le condizioni in cui si concentra una quota sproporzionata degli incidenti gravi.
Come organizzarli
- Rispettare la progressione: ogni modulo presuppone quello precedente.
- Distribuirli nel tempo: due ore alla settimana per un mese valgono più di otto ore in quattro giorni, perché l'apprendimento motorio si consolida fra una sessione e l'altra.
- Prenotare presto: le otto ore, con la disponibilità reale delle autoscuole, occupano quattro-sei settimane. Vanno collocate nei primi trenta giorni del foglio rosa.
- Verificare la certificazione dopo ogni modulo: un'ora non registrata, per l'amministrazione, non esiste.
Un'ultima precisazione che evita malintesi: le otto ore sono il minimo di legge, non una stima del fabbisogno. La maggior parte dei candidati arriva pronta alla prova pratica con un numero di guide sensibilmente superiore, e la facoltà di esercitarsi con un accompagnatore privato — che si attiva dopo i moduli obbligatori — serve esattamente a coprire quella differenza.
Verifica: 12 domande vero o falso
- I moduli obbligatori sono quattro. — VERO, per un totale di otto ore.
- Il modulo notturno può essere svolto per primo. — FALSO. Il percorso è progressivo.
- Il modulo A si svolge in area protetta o a traffico minimo. — VERO.
- Il modulo B riguarda la guida in ambito urbano. — VERO.
- Il modulo C comprende l'immissione dalla corsia di accelerazione. — VERO.
- Il comportamento in galleria rientra nel modulo urbano. — FALSO. Rientra nel modulo extraurbano e autostradale.
- Le otto ore sono una stima del fabbisogno reale di guida. — FALSO. Sono il minimo di legge.
- Conviene concentrare le otto ore in pochi giorni. — FALSO. L'apprendimento si consolida nel tempo.
- Posso esercitarmi con un accompagnatore privato prima dei moduli. — FALSO. Solo dopo.
- Un'ora non registrata sulla piattaforma vale comunque. — FALSO.
- Il modulo A comprende la regolazione di sedile e specchietti. — VERO.
- Le otto ore vanno collocate preferibilmente nei primi trenta giorni del foglio rosa. — VERO, per motivi di calendario.
Le trappole di formulazione su questo argomento
La prima trappola attribuisce i contenuti al modulo sbagliato — la galleria all'urbano, il parcheggio all'extraurbano. Conviene associare ogni modulo al suo ambiente. La seconda presenta le otto ore come sufficienza formativa anziché come minimo. La terza inverte l'ordine fra moduli obbligatori ed esercitazione con accompagnatore, che è la novità più fraintesa della riforma.
Cosa prevede il decreto, modulo per modulo
Il testo del decreto del 17 novembre 2025 elenca i contenuti di ciascun modulo con un dettaglio che raramente viene riportato. Vale la pena leggerlo, perché descrive esattamente cosa l'istruttore deve far fare.
Il modulo A, di due ore, punta alla predisposizione dell'allievo all'uso in sicurezza del veicolo e alla conoscenza dei dispositivi di sicurezza attiva e passiva. Comprende l'inserimento delle marce o del selettore nei veicoli con cambio automatico e la retromarcia, ma anche tre attività che dieci anni fa non esistevano: l'individuazione, l'attivazione, la disattivazione e la configurazione dei dispositivi ADAS di supporto alla guida se presenti sul veicolo; le tecniche per minimizzare la distrazione dovuta alla consultazione e all'impostazione degli strumenti a bordo; la simulazione di situazioni di emergenza, dalla gestione di un guasto in strada al posizionamento del triangolo, dall'uso del giubbino rifrangente alla procedura per allertare i soccorsi.
Il modulo B, di tre ore, è dedicato alla guida su strade urbane: posizionamento sulla carreggiata, svolte, incroci, rotatorie e intersezioni semaforiche con attenzione alla visibilità e ai pedoni, inversioni di marcia in sicurezza, passaggi stretti, percezione e superamento di ostacoli, parcheggi e uscite da sosta o fermata.
Il modulo C, di due ore, riguarda autostrade e strade extraurbane principali o secondarie. Due obiettivi sono indicati espressamente: circolare adeguando le marce alla velocità, superando i 50 km/h e inserendo la marcia più alta disponibile sui veicoli con cambio manuale, e guidare in modo efficiente e attento al risparmio energetico, sfruttando il regime di coppia massima per consumare e inquinare il meno possibile.
Il modulo D, di un'ora, è l'esercitazione in condizioni di visione notturna, da condurre su strade urbane, extraurbane principali o secondarie oppure autostrade, affrontando incroci regolati da segnaletica verticale e da impianti semaforici quando presenti.
Le regole di svolgimento che condizionano il calendario
Attorno ai contenuti esiste una serie di vincoli operativi che determinano in quante giornate si riesce a completare il percorso.
- Massimo due ore al giorno. Ciascuna lezione non può avere durata superiore a due ore giornaliere. Le otto ore non si comprimono in una giornata sola.
- Modulo A propedeutico. Le lezioni del modulo A precedono obbligatoriamente quelle di tutti gli altri moduli.
- Frazionamento a blocchi di trenta minuti. Nella stessa lezione giornaliera si possono svolgere attività afferenti a più moduli tra B, C e D, a condizione che la frazione di ciascun modulo sia di almeno trenta minuti o di multipli di trenta.
- Guida individuale. Le esercitazioni sono individuali, salvo un'eccezione precisa.
- L'eccezione collettiva. Le attività di simulazione delle situazioni di emergenza possono essere erogate anche come lezioni collettive e dimostrative, per non più di cinque allievi, con durata di trenta minuti.
Messe insieme, queste regole spiegano perché il percorso non si esaurisce in un fine settimana: con il tetto di due ore al giorno e la propedeuticità del modulo A, il minimo realistico si colloca su quattro giornate distinte, da collocare in base alla disponibilità dell'istruttore e, per il modulo D, alle ore di buio.

3 commenti su “Moduli A, B, C e D: Come Funzionano le 8 Ore di Guida Obbligatorie per la Patente B”