Patente B 2026: Obbligatorie 8 Ore di Guida in Autoscuola Prima del Foglio Rosa

Con le nuove regole in vigore, il percorso per ottenere la patente B prevede un pacchetto di ore di guida obbligatorie in autoscuola, comprese alcune da svolgere in condizioni particolari come la guida notturna. Ma quante sono le guide obbligatorie, come si articolano e perché è stata introdotta anche la guida di notte? In questa guida aggiornata al 2026 facciamo chiarezza su moduli, numero di ore e certificazione, così da sapere esattamente cosa ti aspetta.

Guide obbligatorie e guida notturna per la patente B

Quante ore di guida obbligatorie

La riforma ha portato le ore di guida obbligatorie da 6 a 8 ore. Si tratta di esercitazioni da svolgere in autoscuola, con istruttore abilitato e su veicolo dotato di doppi comandi. L'obiettivo è garantire che ogni candidato, prima di affrontare l'esame di pratica, abbia accumulato un minimo di esperienza strutturata al volante, sotto la guida di un professionista. Non si tratta quindi di semplici "lezioni facoltative", ma di un requisito da certificare per poter sostenere la prova.

Come si articolano: i moduli

Le 8 ore non sono un blocco indistinto, ma sono organizzate in moduli dedicati a competenze diverse. In generale, il percorso prevede esercitazioni su: la guida in ambito urbano, con gestione di incroci, precedenze e traffico; la guida extraurbana, a velocità più sostenute; la guida in autostrada o su strade a scorrimento veloce; e la guida notturna o in condizioni di scarsa visibilità. Ogni modulo mira a sviluppare abilità specifiche, così che l'allievo affronti in modo graduale tutte le situazioni che incontrerà davvero una volta ottenuta la patente.

La guida notturna: una novità importante

Tra le esercitazioni obbligatorie spicca la guida notturna. Guidare di notte è molto diverso dal guidare di giorno: cambiano la percezione delle distanze, l'uso delle luci, la lettura della segnaletica e la gestione dell'abbagliamento. Molti incidenti gravi avvengono proprio nelle ore serali e notturne, spesso a causa dell'inesperienza. Rendere obbligatoria almeno un'esercitazione al buio significa preparare i nuovi conducenti ad affrontare con sicurezza una delle condizioni più insidiose della guida reale.

Teoria solida, pratica più facile

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Dove si svolgono e chi le certifica

Le guide obbligatorie si svolgono presso l'autoscuola, con l'istruttore che siede accanto all'allievo e dispone dei doppi comandi per intervenire in sicurezza. Al termine, le ore effettuate vengono registrate e certificate: senza questa certificazione non è possibile essere ammessi all'esame pratico. La tracciabilità delle esercitazioni serve a garantire che il percorso sia stato realmente completato, evitando "scorciatoie" e assicurando che tutti i candidati arrivino alla prova con lo stesso livello minimo di preparazione.

Le esercitazioni con l'accompagnatore restano

Le ore obbligatorie in autoscuola non sostituiscono le esercitazioni private con l'accompagnatore, ma le affiancano. Dopo (o insieme a) le guide obbligatorie, l'allievo può continuare a esercitarsi con il foglio rosa affiancato da una persona in possesso dei requisiti di legge. Il senso della riforma è proprio questo: unire la competenza tecnica dell'istruttore alla pratica ripetuta resa possibile dalle uscite con l'accompagnatore, per formare conducenti più sicuri.

Perché sono state introdotte

L'aumento delle ore obbligatorie e l'introduzione della guida notturna nascono da un obiettivo chiaro: ridurre l'incidentalità, in particolare tra i più giovani e i neopatentati. L'esperienza pratica strutturata, in contesti diversi e nelle condizioni più difficili, è considerata uno degli strumenti più efficaci per abbassare il rischio nei primi mesi di guida autonoma, quando l'inesperienza pesa di più. Investire più tempo nella formazione pratica, insomma, mira a salvare vite.

Domande frequenti

Quante ore di guida obbligatorie servono per la patente B?

Con le nuove regole sono 8 ore, da svolgere in autoscuola con istruttore abilitato, rispetto alle 6 precedenti.

La guida notturna è obbligatoria?

Sì, tra le esercitazioni obbligatorie è prevista anche la guida in condizioni notturne o di scarsa visibilità.

Dove si fanno le guide obbligatorie?

In autoscuola, con istruttore abilitato e veicolo a doppi comandi. Le ore vengono registrate e certificate.

Le guide obbligatorie sostituiscono le uscite con l'accompagnatore?

No, le affiancano. L'allievo può continuare a esercitarsi con il foglio rosa e un accompagnatore idoneo.

Senza le ore obbligatorie posso fare l'esame?

No: la certificazione delle guide obbligatorie è necessaria per essere ammessi all'esame di pratica.

Come organizzare al meglio le ore obbligatorie

Poiché le ore di guida obbligatorie hanno un costo e vanno certificate, conviene organizzarle con criterio anziché improvvisarle. Un buon approccio è distribuirle nel tempo, in modo da consolidare gradualmente le competenze: iniziare con la guida in ambito urbano, dove si imparano il controllo del veicolo, la gestione della frizione e le manovre di base, per poi passare a contesti più impegnativi come le strade extraurbane, l'autostrada e infine la guida notturna. Affrontare tutto in poche giornate ravvicinate rischia di trasformare le lezioni in una corsa a completare le ore, mentre lasciare passare qualche giorno tra un'esercitazione e l'altra aiuta a sedimentare quanto appreso. Vale la pena parlarne apertamente con il proprio istruttore, che può calibrare il percorso in base ai punti deboli dell'allievo, dedicando più attenzione, ad esempio, ai parcheggi o alla gestione delle rotatorie se sono gli aspetti in cui si sente meno sicuro. Ricordare che queste ore non sono un semplice adempimento burocratico, ma un'occasione preziosa per crescere come conducenti, è il modo giusto per trarne il massimo beneficio in vista dell'esame e della guida di tutti i giorni.

In sintesi

Le guide obbligatorie per la patente B sono 8 ore da svolgere in autoscuola, articolate in moduli che comprendono guida urbana, extraurbana, in autostrada e la nuova guida notturna. Le ore vengono certificate e sono necessarie per accedere all'esame pratico, ma non sostituiscono le esercitazioni con l'accompagnatore. L'obiettivo è formare conducenti più sicuri e ridurre gli incidenti. Nel frattempo, con l'app Noigui puoi consolidare la teoria e le regole della strada che ti serviranno tanto all'esame quanto durante le ore di guida.

Da quale norma nascono le otto ore, e da quando si applicano

La base è il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 17 novembre 2025, n. 294, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 dicembre 2025. È quel decreto a stabilire il numero delle ore di esercitazioni obbligatorie per la patente B non speciale, le modalità di svolgimento e le modalità di rilascio della certificazione che comprova l'assolvimento dell'obbligo.

Sul momento in cui la disciplina diventa operativa il decreto è esplicito, ed è un punto che genera parecchia confusione. Le sue disposizioni dispiegano efficacia a decorrere dal giorno di entrata in vigore di un successivo decreto dirigenziale, quello che adotta le disposizioni applicative per l'utilizzo della piattaforma di certificazione. La decorrenza operativa indicata è il 22 aprile 2026.

Il secondo criterio è ancora più importante per chi ha una pratica già avviata. Le nuove regole si applicano alle esercitazioni effettuate con autorizzazione ad esercitarsi alla guida rilasciata successivamente all'entrata in vigore di quel decreto. In altre parole, non è la data della lezione a contare, ma la data del foglio rosa: chi lo ha ottenuto prima resta nel regime precedente.

La regola che quasi nessuno conosce: le riduzioni

Il decreto contiene una previsione che vale la pena leggere due volte, perché cambia il conto delle ore per una parte non piccola di candidati. Se l'autorizzazione ad esercitarsi alla guida è stata rilasciata con limitazioni, le ore obbligatorie per le esercitazioni sono ridotte in misura corrispondente alle limitazioni disposte per l'aspirante autorizzato.

La logica è semplice: non si può imporre a qualcuno di esercitarsi in condizioni che il suo stesso foglio rosa gli vieta. Chi ha un'autorizzazione che esclude, per esempio, la guida notturna o quella autostradale non deve svolgere il modulo corrispondente, e il monte ore scende di conseguenza.

Questa regola ha un risvolto pratico da verificare con l'autoscuola prima di pagare un pacchetto di guide: la riduzione non è automatica nella fatturazione, dipende da cosa riporta effettivamente il documento. Vale la pena leggere le limitazioni indicate sul proprio foglio rosa invece di darle per scontate.

Cosa non è cambiato

Attorno a questa riforma circolano anche notizie che non trovano riscontro nel testo. Il decreto non introduce alcun sistema di controllo satellitare o di geolocalizzazione delle esercitazioni: disciplina una piattaforma per la certificazione del percorso formativo, che è cosa diversa dal tracciamento del veicolo durante la guida.

Non cambia inoltre la struttura dell'esame, né il numero di domande della prova di teoria, né i termini di validità dell'autorizzazione a esercitarsi. La riforma agisce sul percorso pratico e sul modo in cui viene documentato, non sulle prove.

Resta immutato anche il ruolo delle esercitazioni private con l'accompagnatore, che continuano ad affiancarsi alle ore in autoscuola senza sostituirle. Le otto ore sono un minimo formativo documentato, non un tetto: chi ha bisogno di più guide ne fa di più, e chi si sente pronto prima non può comunque presentarsi all'esame senza la certificazione completa.

Un ultimo chiarimento riguarda i candidati privatisti. L'obbligo delle esercitazioni presso un'autoscuola con istruttore abilitato vale anche per loro: la scelta di preparare la teoria da soli non esonera dalla parte pratica certificata, ed è il punto che più spesso viene scoperto tardi da chi sceglie questo percorso per risparmiare.

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