Passaggio di proprietà auto: costi, documenti e i 60 giorni da rispettare

Comprare o vendere un’auto usata non si esaurisce con la stretta di mano e le chiavi. Finché il passaggio di proprietà non viene trascritto al PRA, per lo Stato il veicolo appartiene ancora al venditore: multe, bollo e responsabilità continuano ad arrivare a lui. Il tempo per metterlo in regola è di 60 giorni dall’autentica della firma, e chi lo lascia scadere rischia una sanzione da 727 a 3.629 euro. Ecco la procedura completa, i costi reali e i tre errori che si pagano cari.

Cos’è il passaggio di proprietà e perché conta la trascrizione

Il passaggio di proprietà è la formalità con cui il trasferimento della proprietà di un veicolo viene registrato nel Pubblico Registro Automobilistico. Attenzione al punto giuridico che sfugge quasi a tutti: la proprietà si trasferisce già con l’accordo tra le parti, ma è la trascrizione al PRA che rende il trasferimento opponibile ai terzi.

Tradotto in pratica: fino a quel momento, davanti alla pubblica amministrazione l’intestatario resta il venditore. È a lui che arrivano gli avvisi di pagamento del bollo, è a lui che vengono notificate le multe da autovelox e da ZTL, ed è su di lui che grava la responsabilità civile presunta in caso di sinistro. Un contratto firmato nel cassetto non basta a spostare nulla di tutto questo.

Mano che firma un documento su una scrivania accanto a un timbro e alle chiavi dell’auto

La procedura passo per passo

1. L’atto di vendita. Si redige la dichiarazione di vendita, che nella pratica corrente è la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con cui il venditore attesta di cedere il veicolo. Deve contenere i dati delle parti, i dati del veicolo e il prezzo.

2. L’autentica della firma. La firma del venditore deve essere autenticata. Si può fare presso il Comune, presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista, presso un’agenzia di pratiche auto abilitata o davanti a un notaio. Da questa data — non da quella della consegna dell’auto — decorrono i 60 giorni.

3. La presentazione della pratica. La richiesta va presentata a uno Sportello Telematico dell’Automobilista (STA), presente negli uffici ACI-PRA, alla Motorizzazione Civile, nelle delegazioni dell’Automobile Club provinciale e nelle agenzie di pratiche auto abilitate. La lavorazione allo sportello richiede in genere una decina di minuti.

4. Il rilascio del Documento Unico. Al termine viene emesso il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà, che dal 2021 ha unificato la vecchia carta di circolazione e il certificato di proprietà in un solo documento intestato al nuovo proprietario.

Cosa portare

  • atto di vendita con firma autenticata;
  • Documento Unico del veicolo (o, per i veicoli più vecchi, carta di circolazione e certificato di proprietà);
  • documento d’identità valido di venditore e acquirente;
  • codice fiscale o tessera sanitaria dell’acquirente;
  • ricevute dei pagamenti.

Se una delle parti non può presentarsi, può farsi rappresentare con una delega scritta con firma autenticata.

Quanto costa davvero

Il costo si compone di una parte fissa, uguale in tutta Italia, e di una parte variabile che dipende dalla potenza del veicolo e dalla provincia di residenza.

Voce Importo
Emolumenti ACI27,00 €
Imposta di bollo sull’istanza32,00 €
Imposta di bollo per il Documento Unico16,00 €
Imposta di bollo per l’autentica della firma16,00 €
Diritti della Motorizzazione10,20 €
Totale parte fissa≈ 101 €

L’IPT, la voce che fa la differenza

L’Imposta Provinciale di Trascrizione è la parte che pesa di più e che spiega perché due persone paghino cifre molto diverse per la stessa pratica.

  • per i veicoli fino a 53 kW l’IPT è fissa a 150,81 euro;
  • oltre 53 kW si calcola in ragione di 3,51 euro per kW, con una maggiorazione provinciale che può arrivare al 30%: nelle grandi province — Milano, Roma, Torino, Napoli, Bologna — la tariffa effettiva è di circa 4,56 euro per kW.

Qualche ordine di grandezza, comprensivo della parte fissa:

  • utilitaria da 51 kW: circa 250-300 euro;
  • berlina da 85 kW: circa 490 euro;
  • SUV da 110 kW: oltre 600 euro.

A questo va aggiunto, se ci si rivolge a un’agenzia, il compenso per l’intermediazione, in genere tra 100 e 130 euro. Facendo la pratica direttamente allo sportello si risparmia quella voce, ma non le altre: bolli, emolumenti e IPT sono identici ovunque.

Salvo diverso accordo, i costi sono a carico dell’acquirente: è lui che ha l’obbligo di richiedere l’aggiornamento del documento.

Documenti del veicolo: sono materia d’esame

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I 60 giorni e cosa succede se scadono

L’articolo 94 del Codice della Strada impone di richiedere l’aggiornamento del documento di circolazione entro 60 giorni dalla data di autentica della firma. Chi non lo fa incorre in una sanzione amministrativa da 727 a 3.629 euro, alla quale si aggiunge il ritiro del documento di circolazione, che viene restituito solo dopo aver adempiuto all’obbligo omesso.

È una delle sanzioni più alte previste per una semplice formalità amministrativa, e la ragione è chiara: un parco veicoli con intestazioni non aggiornate rende impossibile attribuire responsabilità e riscuotere tributi.

Fila di auto usate parcheggiate in un piazzale

Come si protegge il venditore

Il venditore è la parte più esposta, perché il rischio dipende da un adempimento che non è nelle sue mani. Tre accorgimenti riducono quasi a zero il problema.

Conserva l’atto autenticato. È l’unico documento che dà data certa alla cessione. Senza, dimostrare quando hai venduto l’auto diventa complicato.

Verifica la trascrizione. Dopo qualche settimana controlla presso il PRA che il veicolo non risulti più a tuo nome. È una verifica di pochi minuti che evita anni di grattacapi.

Attivati se l’acquirente non lo fa. Il venditore può presentare direttamente al PRA l’atto autenticato per far trascrivere il trasferimento, chiudendo la propria posizione. Nei casi in cui l’acquirente sia irreperibile resta la strada della dichiarazione di perdita di possesso davanti al Giudice di Pace.

I tre errori più costosi

Fidarsi della scrittura privata non autenticata. Senza autentica della firma la pratica non si può presentare, e non decorre nemmeno il termine. È il primo controllo da fare.

Non verificare la situazione del veicolo prima di comprare. Fermi amministrativi, ipoteche, revisione scaduta o bollo arretrato seguono il veicolo. Una revisione scaduta comprata insieme all’auto è un costo immediato, e un fermo amministrativo può bloccare del tutto la trascrizione.

Dimenticare l’assicurazione. La polizza non si trasferisce automaticamente con il veicolo: va stipulata dal nuovo proprietario, che può eventualmente utilizzare la propria classe di merito o quella di un familiare convivente. Ne abbiamo parlato nella guida sull’assicurazione RC auto. Guidare senza copertura, anche solo per portare l’auto a casa, espone a una sanzione da 866 a 3.464 euro e al sequestro del veicolo.

Cosa controllare prima di comprare un’auto usata

Il passaggio di proprietà è l’ultimo atto di una compravendita, ma è anche il momento in cui emergono i problemi che non sono stati verificati prima. Cinque controlli, tutti rapidi, evitano la quasi totalità delle brutte sorprese.

La visura al PRA. È il documento che racconta la vita amministrativa del veicolo: chi ne è realmente proprietario, quanti passaggi ha avuto, e soprattutto se esistono ipoteche, fermi amministrativi o pignoramenti. Un fermo amministrativo impedisce la trascrizione e blocca la pratica: scoprirlo allo sportello, a soldi già versati, è la situazione peggiore in cui si possa finire.

La corrispondenza dei dati. Numero di telaio, targa, potenza e classe ambientale devono coincidere tra veicolo, documento e annuncio. Una difformità può significare una modifica non annotata, ma anche qualcosa di più serio.

Lo stato della revisione. Si eredita con il veicolo, non riparte da zero. Se scade tra un mese, quel costo è già tuo.

Il bollo. Anche gli arretrati seguono il veicolo. Chiedere le ricevute degli ultimi pagamenti è normale e nessun venditore serio se ne offende.

Le modifiche. Cerchi, assetto, impianto a gas, ganci di traino: tutto ciò che non è di serie deve risultare omologato e annotato sul documento. In caso contrario il problema diventa tuo alla prima revisione o al primo controllo.

Quando il venditore è un privato e quando è un professionista

La differenza non è formale, incide sulle tutele.

Se acquisti da un privato, il codice civile prevede la garanzia per i vizi occulti, ma i termini sono stretti e l’onere della prova è in buona parte a carico dell’acquirente: bisogna denunciare il vizio entro otto giorni dalla scoperta. In pratica, la tutela è reale ma difficile da far valere sui difetti che emergono dopo mesi.

Se acquisti da un professionista — concessionario, rivenditore, agenzia — si applica invece la disciplina consumeristica, con una garanzia legale di conformità di durata più lunga e a condizioni più favorevoli. È la ragione principale per cui lo stesso veicolo costa di più in concessionaria che tra privati: parte di quella differenza è la garanzia.

In entrambi i casi, l’unico documento che conta davvero in caso di contestazione è l’atto di vendita con la firma autenticata, insieme alla ricevuta del pagamento. Un accordo verbale, per quanto tra persone che si conoscono, non protegge nessuna delle due parti.

Casi particolari

Acquisto da concessionario. Quando il veicolo passa a un rivenditore autorizzato che lo rivenderà, si può utilizzare la minivoltura, una procedura semplificata e meno onerosa che evita il doppio passaggio completo.

Veicolo ereditato. Il trasferimento avviene per successione e richiede l’accettazione dell’eredità: la procedura è diversa e va gestita con l’assistenza di un professionista o di un’agenzia.

Demolizione o esportazione. Se il veicolo non viene venduto ma demolito o esportato, ciò che chiude gli obblighi non è la vendita ma la radiazione dal PRA. Finché non è radiato, il bollo continua a essere dovuto.

Domande frequenti

Entro quanto va fatto il passaggio di proprietà?

Entro 60 giorni dalla data di autentica della firma sull’atto di vendita. Oltre quel termine scatta una sanzione da 727 a 3.629 euro e il ritiro del documento di circolazione.

Quanto costa il passaggio di proprietà nel 2026?

Circa 101 euro di parte fissa (emolumenti ACI, bolli e diritti) più l’IPT, che è di 150,81 euro fino a 53 kW e di 3,51 euro per kW oltre, con maggiorazioni provinciali fino al 30%. In pratica si va da circa 250 euro per un’utilitaria a oltre 600 euro per un SUV.

Chi paga il passaggio di proprietà?

Salvo accordi diversi tra le parti, l’acquirente, che è il soggetto obbligato a richiedere l’aggiornamento del documento.

Chi riceve le multe se il passaggio non è stato trascritto?

Il venditore, perché risulta ancora intestatario al PRA. Lo stesso vale per gli avvisi di pagamento del bollo e per la responsabilità civile presunta in caso di sinistro.

Cos’è il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà?

È il documento che dal 2021 sostituisce e unifica la carta di circolazione e il certificato di proprietà in un unico atto rilasciato al termine della pratica.

Il venditore può fare da solo il passaggio se l’acquirente sparisce?

Sì: può presentare direttamente al PRA l’atto con firma autenticata per far trascrivere il trasferimento. Nei casi in cui l’acquirente sia irreperibile resta la dichiarazione di perdita di possesso davanti al Giudice di Pace.

In sintesi

Il passaggio di proprietà va trascritto al PRA entro 60 giorni dall’autentica della firma, pena una sanzione da 727 a 3.629 euro e il ritiro del documento. Costa circa 101 euro di parte fissa più l’IPT, che dipende dai kW e dalla provincia: dai 250 euro di un’utilitaria agli oltre 600 di un SUV. Finché la trascrizione non avviene, multe, bollo e responsabilità restano in capo al venditore — motivo per cui, da entrambi i lati, conviene chiudere la pratica subito e non «quando si ha tempo».

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