La revisione è il controllo periodico che verifica se un veicolo è ancora sicuro e conforme ai limiti di emissione. La regola base è semplice: la prima revisione si fa dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, poi ogni due anni. Il costo ufficiale presso un centro privato autorizzato è di circa 79 euro, e nel 2026 non è aumentato. Ma è tutto il resto — cosa succede se scade, cosa controllano davvero, e perché una revisione scaduta può farti perdere la copertura assicurativa — che vale la pena conoscere prima di trovarsi con la carta di circolazione ritirata.
Ogni quanto va fatta la revisione
Per le automobili e i motocicli a uso privato il calendario è questo:
- prima revisione: entro quattro anni dalla data della prima immatricolazione;
- revisioni successive: ogni due anni.
La scadenza si legge sulla carta di circolazione e va calcolata entro la fine del mese indicato: se la revisione scade a settembre, hai tempo fino al 30 settembre. Il giorno successivo il veicolo non è più in regola.
Alcune categorie seguono invece un ritmo annuale, per l’intensità d’uso e il numero di persone trasportate: taxi e vetture a noleggio con conducente, autobus, ambulanze e veicoli adibiti al trasporto di persone in servizio pubblico.
Un chiarimento che elimina molti dubbi: la revisione è legata al veicolo, non al proprietario. Se compri un’auto usata, erediti la sua scadenza, non ne inizia una nuova. È una delle prime cose da verificare prima di firmare, insieme allo stato del bollo e alla situazione al PRA.

Quanto costa nel 2026
La tariffa della revisione non è libera: è fissata per legge, e il centro autorizzato non può applicarne una diversa. Nel 2026 l’importo per un’autovettura presso un centro privato autorizzato è di circa 79 euro, con le voci fissate dal decreto ministeriale n. 129 del 3 agosto 2021:
Dell’aumento a 88,20 euro si parla dal 2024 e circola ancora come se fosse cosa fatta: non lo è. L’emendamento approvato in Parlamento rimandava a un decreto attuativo del Ministero delle infrastrutture che, a fine settembre 2026, non risulta pubblicato in Gazzetta Ufficiale. La tariffa applicabile resta quella indicata sopra. Se un centro ti chiede una cifra diversa, chiedi il dettaglio: la tariffa è la stessa ovunque.
Storicamente si poteva scegliere tra centro privato e sportello della Motorizzazione, con un risparmio di qualche decina di euro. Oggi le revisioni delle autovetture private presso la Motorizzazione sono sospese, quindi il canale ordinario è il centro privato autorizzato.
Cosa controllano davvero
La revisione non è un tagliando e non sostituisce la manutenzione: è una verifica di sicurezza e conformità, con esiti standardizzati. I controlli principali riguardano:
- impianto frenante, misurato al banco a rulli, con verifica dell’efficienza e dello squilibrio tra le ruote dello stesso asse;
- sterzo, sospensioni e ammortizzatori, per giochi e usura;
- pneumatici: misura del battistrada, stato dei fianchi, corrispondenza con quanto riportato sulla carta di circolazione;
- impianto di illuminazione: funzionamento, colore e soprattutto orientamento dei proiettori;
- emissioni allo scarico, con la sonda dell’analizzatore inserita nel terminale;
- visibilità: parabrezza, tergicristalli, specchietti retrovisori;
- telaio, carrozzeria, cinture di sicurezza, targa e dispositivi di segnalazione.
Molti di questi elementi sono anche argomento d’esame: se vuoi ripassarli, ci sono i quiz su freni, pneumatici e spie del cruscotto.
Meccanica, documenti, sicurezza: sono un terzo dei quiz
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I tre esiti possibili
Al termine dei controlli l’operatore registra l’esito in banca dati, e non esistono vie di mezzo informali.
Regolare. Il veicolo ha superato la verifica. L’esito viene annotato in banca dati e riportato sul tagliando adesivo o sulla carta di circolazione; da quel momento decorre la nuova scadenza.
Ripetere. Sono state riscontrate carenze che vanno corrette. Il veicolo deve essere sistemato e ripresentato entro il termine indicato; nel frattempo la circolazione è limitata.
Sospeso dalla circolazione. È l’esito più grave e scatta quando le carenze compromettono la sicurezza. Il veicolo non può circolare fino alla nuova revisione con esito favorevole, e gli spostamenti consentiti sono solo quelli previsti dal provvedimento.
Airbag Takata: la revisione che si blocca prima di cominciare
Dal 15 settembre 2026 c’è un motivo in più per cui un’auto può uscire dal centro revisioni senza esito regolare, e non ha niente a che vedere con freni, luci o emissioni. Il decreto interdirigenziale del Ministero delle infrastrutture n. 229 del 2 luglio 2026 ha attivato un blocco informatico per i veicoli che hanno ancora aperta una campagna di richiamo sugli airbag Takata. Il controllo avviene sul numero di telaio: sono i costruttori a trasmettere gli elenchi, e il centro se ne accorge appena inserisce il veicolo nel sistema.
Cosa succede dipende dal tipo di richiamo:
- richiamo con fermo immediato (stop drive): l’esito è ripetere con sospensione dalla circolazione, e l’auto può essere portata solo in officina per la sostituzione;
- richiamo per rischio grave senza fermo: fino al 30 settembre 2026 bastava dimostrare di avere un appuntamento per la sostituzione; dal 1° ottobre 2026, senza intervento eseguito, l’esito è ripetere.
Il blocco cade solo quando il costruttore comunica che il richiamo su quel veicolo è stato completato. Nessun centro può aggirarlo e nessuna officina di fiducia può sbloccare la pratica. La sostituzione prevista dal richiamo è gratuita, quindi la mossa sensata è prenotarla subito, senza aspettare la scadenza della revisione. Il numero di telaio si legge alla lettera E della carta di circolazione e va inserito nel portale richiami del proprio marchio; la procedura completa è nell’articolo su airbag Takata e revisione bloccata.
E la revisione annuale per le auto con più di dieci anni?
Non arriva, almeno per ora. Nella riforma europea dei controlli tecnici la Commissione aveva proposto la revisione ogni anno per le auto con più di dieci anni. Il 21 maggio 2026 il Parlamento europeo ha approvato la propria posizione per i negoziati con il Consiglio senza quella misura, puntando piuttosto su controlli più tecnologici e su regole più dure contro i contachilometri manomessi. Il testo non è ancora legge e in Italia resta la cadenza di quattro anni e poi due. Le voci che danno per certa la revisione annuale, o il rincaro della tariffa, sono smontate una per una nell’articolo sulle false notizie sulla revisione auto nel 2026.
Cosa si rischia con la revisione scaduta
Circolare con la revisione scaduta è una violazione dell’articolo 80 del Codice della Strada. Le conseguenze sono di tre tipi e arrivano tutte insieme:
- una sanzione amministrativa da 173 a 694 euro;
- il ritiro della carta di circolazione;
- la sospensione del veicolo dalla circolazione fino all’effettuazione della revisione.
In caso di ripetizione della violazione nel biennio l’importo raddoppia. E se il veicolo viene sorpreso a circolare dopo essere già stato sospeso, il quadro sanzionatorio diventa nettamente più pesante.
Il rischio che pochi calcolano: l’assicurazione
C’è una conseguenza che non compare sul verbale ma può costare molto più della multa. Se provochi un incidente con la revisione scaduta, la compagnia risarcisce comunque il terzo danneggiato — la legge tutela la vittima — ma può poi esercitare la rivalsa nei tuoi confronti, chiedendoti indietro l’intera somma. È lo stesso meccanismo che si attiva per la guida senza patente valida o sotto l’effetto di alcol, e lo abbiamo spiegato nella guida sull’assicurazione RC auto.
Tradotto: 79 euro di revisione contro la possibilità di dover rimborsare di tasca propria un sinistro con feriti. Il confronto non regge.
Come controllare la scadenza
Se hai comprato un’auto usata o semplicemente non ricordi la data, hai tre strade:
- la carta di circolazione, dove le revisioni vengono annotate progressivamente;
- il Portale dell’Automobilista, che permette la verifica inserendo la targa;
- l’app ufficiale iPatente, che mostra scadenze di revisione e stato dei documenti.
Una buona abitudine: fissare un promemoria un mese prima. I centri autorizzati vanno spesso in saturazione a fine mese, e presentarsi il 30 sperando in uno slot libero è il modo più comune per ritrovarsi fuori regola senza volerlo.
Revisione, bollo e assicurazione: tre cose diverse
È l’errore concettuale più frequente, e nei quiz cade spesso.
La revisione certifica che il veicolo è sicuro e conforme. Il bollo è una tassa di possesso: si paga anche se il veicolo resta fermo in garage, perché è legata alla proprietà e non all’uso. L’assicurazione RC è la copertura obbligatoria per i danni causati a terzi. Sono tre obblighi indipendenti: avere il bollo pagato non mette in regola la revisione, e avere la revisione valida non sostituisce la polizza. Puoi verificare di averli distinti con il quiz su revisione e documenti.
Come arrivare preparati e non farsi rimandare
La maggior parte degli esiti «ripetere» non dipende da guasti seri, ma da dettagli che si sistemano in mezz’ora. Una verifica veloce il giorno prima evita di pagare due volte il tempo e la coda.
- Luci: accendi tutto, uno per uno — anabbaglianti, abbaglianti, posizione, stop, retromarcia, targa, frecce, quattro frecce, retronebbia. Una lampadina fulminata è la causa di bocciatura più banale che esista, e l’orientamento dei proiettori è altrettanto decisivo: se hai sostituito un faro o caricato spesso il bagagliaio, fallo ricontrollare.
- Pneumatici: battistrada non inferiore a 1,6 mm, nessun taglio o rigonfiamento sui fianchi, e soprattutto misure corrispondenti a quelle riportate sulla carta di circolazione. Montare una misura non omologata è un motivo di esito negativo anche se le gomme sono nuove.
- Visibilità: parabrezza senza crepe nel campo visivo del conducente, spazzole dei tergicristalli integre, liquido lavavetri presente, specchietti tutti al loro posto.
- Spie del cruscotto: una spia motore accesa fa fallire il controllo delle emissioni. Se lampeggia, il problema va risolto prima, non dopo.
- Emissioni: un motore con olio e filtri a fine vita fatica a rientrare nei valori. Se il tagliando è in ritardo, conviene farlo prima della revisione.
- Documenti: porta la carta di circolazione. Senza, il centro non può registrare l’operazione.
Attenzione alle modifiche non omologate
È il capitolo che manda in crisi molti proprietari. Cerchi di misura diversa, assetti ribassati, terminali di scarico sostituiti, pellicole oscuranti sui vetri anteriori, barre e portapacchi: ogni modifica deve essere omologata e, quando previsto, annotata sulla carta di circolazione. In revisione l’operatore confronta il veicolo con quanto risulta dai documenti, e una difformità non annotata porta all’esito negativo indipendentemente dalla qualità del componente montato.
Vale la pena ricordarlo soprattutto per i vetri: le pellicole oscuranti sono ammesse solo dietro il montante centrale e solo se omologate. Sul parabrezza e sui finestrini anteriori non sono consentite.
Moto e ciclomotori
Per motocicli e ciclomotori il calendario è lo stesso delle automobili: prima revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, poi ogni due anni. Cambiano i controlli, non la logica: qui il peso maggiore lo hanno impianto frenante, sterzo, pneumatici, illuminazione, catena o trasmissione, e la rumorosità allo scarico, che è il punto su cui cade più spesso chi ha sostituito il terminale con un pezzo non omologato. Se guidi un 125 con la patente B, la scadenza vale esattamente come per l’auto.
Domande frequenti
Ogni quanto si fa la revisione dell’auto?
La prima entro quattro anni dalla prima immatricolazione, poi ogni due anni. Taxi, NCC, autobus e ambulanze la fanno ogni anno.
Quanto costa la revisione nel 2026?
Circa 79 euro presso un centro privato autorizzato: 54,95 di tariffa, 12,09 di IVA, 10,20 di diritti della Motorizzazione e una commissione di pagamento di circa 1,5-1,8 euro. L’aumento a 88,20 euro di cui si parla da tempo non è mai entrato in vigore.
Cosa succede se circolo con la revisione scaduta?
Sanzione da 173 a 694 euro, ritiro della carta di circolazione e sospensione del veicolo dalla circolazione fino alla revisione. In caso di recidiva nel biennio l’importo raddoppia.
La revisione scaduta invalida l’assicurazione?
La compagnia risarcisce comunque il terzo danneggiato, ma può esercitare la rivalsa nei confronti dell’assicurato e recuperare l’intera somma. Di fatto, la protezione economica viene meno.
Se compro un’auto usata, la scadenza riparte da zero?
No. La revisione è legata al veicolo, non al proprietario: si eredita la scadenza esistente.
Cosa succede se l’auto non supera la revisione?
L’esito può essere «ripetere», con obbligo di correggere le carenze e ripresentare il veicolo entro il termine indicato, oppure «sospeso dalla circolazione» nei casi più gravi, con divieto di circolare fino al nuovo esito favorevole.
Un’auto con richiamo Takata aperto può fare la revisione?
Può presentarsi, ma dal 15 settembre 2026 il sistema segnala il richiamo aperto tramite il numero di telaio. Con un richiamo stop drive l’esito è ripetere con sospensione dalla circolazione; per i richiami a rischio grave, dal 1° ottobre 2026 serve la sostituzione già eseguita.
Il promemoria finale
Prima revisione dopo quattro anni, poi ogni due, con scadenza a fine mese; circa 79 euro presso un centro privato autorizzato, tariffa fissata per legge e uguale ovunque. I controlli riguardano freni, sterzo, sospensioni, pneumatici, luci, emissioni e visibilità. Circolare scaduti costa da 173 a 694 euro, il ritiro della carta di circolazione e la sospensione del veicolo — e, in caso di incidente, l’assicurazione può rivalersi su di te. È una delle poche scadenze in cui rimandare non conviene mai.
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