Chi immatricolerà un'auto nuova il 10 marzo 2028 pagherà il primo bollo entro il 30 aprile e, da lì in avanti, lo rinnoverà ogni anno entro il 31 marzo. Nessun calendario regionale da consultare, nessuna frazione d'anno per allinearsi a scadenze fisse. È l'effetto più visibile della riforma del bollo auto contenuta nel decreto legislativo n. 147 del 2026, già in vigore. Ma la scadenza legata al mese di immatricolazione è solo una parte del pacchetto, e nemmeno la più urgente: alcune regole cambiano già dal prossimo gennaio.
Il decreto, intitolato alle disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale, riscrive una serie di regole su chi paga, quando paga e quando smette di pagare. Da non confondere con l'esenzione per il 2027 delle auto fino a 80 kW, che arriva da un altro provvedimento, il decreto-legge 162/2026, e che abbiamo analizzato nella guida su chi è esente dal bollo nel 2027. Qui non si parla di sconti: si parla del funzionamento stesso della tassa automobilistica.
Il calendario della riforma del bollo auto
Le novità entrano in vigore a scaglioni. Conviene fissarle subito, perché chi legge i titoli rischia di aspettarsi dal 2028 cose che arrivano prima, o viceversa.
- Dal 12 agosto 2026: regole sulla territorialità del tributo, sulla gestione dei versamenti finiti alla Regione sbagliata e sull'aggiornamento delle classi ambientali nelle tabelle tariffarie.
- Dal 1° gennaio 2027: bollo a carico dell'utilizzatore nel noleggio a lungo termine (art. 16), nuove regole sulla cessione ai rivenditori (art. 17), esenzioni regionali che non coprono più il superbollo (art. 13).
- Dal 1° gennaio 2028: pagamento annuale ancorato al mese di immatricolazione per i veicoli immatricolati da quella data (art. 15).
A questi si aggiungono la conferma che il bollo resta dovuto durante il fermo amministrativo (art. 19) e la nascita di un archivio nazionale delle tasse automobilistiche (art. 22).
| Tema | Regola precedente | Con il D.Lgs. 147/2026 | Da quando |
|---|---|---|---|
| Scadenza per le auto nuove | Periodi fissi di scadenza, con tabelle per categoria e data di immatricolazione | Dodici mesi dal mese di immatricolazione; rinnovo entro la fine di quel mese | Immatricolazioni dal 2028 |
| Auto già circolanti | Scadenze in essere | Restano le scadenze in essere, salvo diversa disciplina regionale | Nessun cambio |
| Noleggio a lungo termine | Bollo a carico della società proprietaria | Bollo a carico dell'utilizzatore annotato al PRA | Contratti dal 2027 |
| Vendita a un rivenditore | Regole precedenti | Interruzione solo con trascrizione al PRA, diritto fisso di 1,55 euro | Dal 2027 |
| Fermo amministrativo | Regole in vigore prima della riforma | Il bollo resta dovuto | Norma già in vigore |
| Superbollo e esenzioni regionali | Regole precedenti | Le esenzioni regionali non valgono per il superbollo | Esenzioni previste dal 2027 |
Dal 2028 il bollo segue il mese di immatricolazione
L'articolo 15 è quello che cambia di più la vita quotidiana, ma solo per una parte del parco. Dal 2028 la tassa automobilistica diventa un pagamento annuale in un'unica soluzione, riferito a un periodo di dodici mesi che parte dal mese di immatricolazione. Le regole sono due:
- il primo versamento va fatto entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello dell'immatricolazione;
- per gli anni seguenti il termine è l'ultimo giorno del mese in cui il veicolo è stato immatricolato.
Un'auto immatricolata a settembre paga quindi il primo bollo entro fine ottobre e poi ogni anno entro fine settembre. Una moto targata a luglio paga entro fine agosto e poi entro fine luglio. Cambia anche il modo di individuare chi deve pagare: il contribuente sarà quello risultante al primo giorno del periodo di tassazione. Chi compra un'auto usata in corso d'anno, quindi, dovrà guardare quando comincia il periodo, non quando scade.
La differenza con il sistema attuale sta nella semplicità. Oggi il bollo si rinnova entro la fine del mese successivo alla scadenza e le scadenze seguono periodi fissi, con tabelle e casistiche che cambiano secondo la data di prima immatricolazione e la Regione: la guida su come si calcola e quando scade il bollo auto mostra quanto possa essere intricato. Con la riforma basterà ricordare il mese stampato sulla carta di circolazione, alla voce della data di prima immatricolazione; chi non la trova può seguire la guida su come leggere la carta di circolazione.
Chi resta con le vecchie scadenze
Tutti i veicoli immatricolati prima del 2028 continuano con le scadenze attuali, salvo che la Regione decida diversamente. È un punto che molti articoli trascurano: la riforma non ricalcola il bollo di chi ha già un'auto. Per anni convivranno due sistemi, e in famiglia potrà capitare di avere un'auto con la vecchia scadenza di aprile e una più recente con scadenza a giugno perché targata in quel mese con le nuove regole.
Il pagamento quadrimestrale
Le Regioni potranno autorizzare il versamento in rate quadrimestrali per specifiche tipologie di veicoli. Oggi questa possibilità è riservata a casi particolari, come i veicoli a noleggio senza conducente e i mezzi pesanti oltre una certa massa. Il decreto non estende la rateizzazione a tutti: lascia alle Regioni la scelta di quali categorie ammettere.

Noleggio a lungo termine: dal 2027 paga chi guida
Con l'articolo 16 cambia il soggetto passivo nei contratti di locazione a lungo termine senza conducente: il bollo diventa dovuto dall'utilizzatore, cioè da chi risulta dal contratto annotato al PRA, per tutta la durata del contratto. La regola riguarda i contratti stipulati, prorogati o rinnovati a partire dal 2027; quelli già in corso proseguono con le regole attuali fino alla loro scadenza.
Per il cliente privato o per il professionista con un'auto a noleggio le domande pratiche sono tre. Chi materialmente pagherà: l'utilizzatore diventa il debitore verso la Regione, ma molte società di noleggio potrebbero continuare a gestire il pagamento per conto del cliente. Cosa succede al canone: finora il bollo era un costo della società, spesso incluso nel canone, e nel nuovo contratto va verificato se e come viene scorporato. Quale Regione incassa: il tributo segue la residenza del soggetto passivo, quindi non più la sede della società di noleggio ma la residenza di chi usa l'auto.
C'è poi un intreccio interessante con l'esenzione del 2027. Il decreto-legge 162/2026 riconosce il beneficio alla persona fisica che risulta soggetto passivo del bollo: un privato che dal 2027 diventa soggetto passivo per un'auto a noleggio fino a 80 kW potrebbe quindi rientrare nell'esenzione. Le modalità applicative non sono ancora definite, ma prima di firmare un nuovo contratto vale la pena chiedere al noleggiatore come intende gestire la cosa.
Vendere l'auto a un concessionario: conta la trascrizione
Chi cede la propria auto usata a un rivenditore professionale spesso pensa che, consegnate le chiavi, il bollo non sia più affar suo. Dall'anno prossimo l'articolo 17 chiarisce che l'obbligo si interrompe solo se la cessione viene trascritta al Pubblico registro automobilistico. La consegna materiale o una fattura non bastano.
Due dettagli pesano sulle tasche. Il primo è il costo: per l'interruzione è dovuto un diritto fisso di 1,55 euro per ogni veicolo. Il secondo è il tempo: se la trascrizione avviene oltre sessanta giorni dalla cessione, non si ottiene alcun beneficio per i periodi precedenti. In pratica, il venditore che lascia l'auto al salone e se ne dimentica rischia di vedersi chiedere il bollo di un veicolo che non ha più.
La contromisura è semplice: nel momento della vendita chiedere al rivenditore quando farà la trascrizione e conservarne la prova. Chi vende a un privato resta invece nel perimetro del normale passaggio di proprietà, con i costi e i passaggi descritti nella guida sul passaggio di proprietà dell'auto.
Scadenze da ricordare, regole da sapere
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Fermo amministrativo: il bollo corre comunque
L'articolo 19 mette nero su bianco un principio: la tassa automobilistica continua a essere dovuta anche quando sul veicolo è disposto il fermo amministrativo dall'agente della riscossione o dagli enti che ne svolgono le funzioni. Il ragionamento è che il fermo è una misura cautelare, non una perdita del possesso: l'auto non può circolare, ma resta del proprietario.
La conseguenza pratica è sgradevole. Chi ha un fermo per debiti non pagati e lascia l'auto ferma in garage in attesa di tempi migliori continua ad accumulare bolli, che a loro volta possono generare nuove cartelle. Se l'auto non serve più, la strada va valutata con un professionista, perché cancellazione o vendita di un veicolo sottoposto a fermo seguono regole proprie.
Superbollo: le esenzioni regionali non bastano più
Il superbollo, formalmente addizionale erariale sulla tassa automobilistica, resta com'è: 20 euro per ogni kW oltre i 185, ridotti al 60, al 30 e al 15 per cento dopo cinque, dieci e quindici anni dalla costruzione, fino ad azzerarsi dopo vent'anni. Si paga allo Stato con F24 Elide, codice tributo 3364, con la stessa scadenza del bollo. Un'auto da 250 kW con meno di cinque anni paga quindi 65 kW eccedenti moltiplicati per 20 euro, cioè 1.300 euro l'anno oltre al bollo regionale.
La riforma interviene su un punto preciso con l'articolo 13: le esenzioni dal bollo previste dalle Regioni a partire dal 2027 non esonerano più dal superbollo, per il quale valgono solo le esenzioni stabilite da una legge dello Stato. Chi possiede un'auto molto potente che gode di un'esenzione regionale, per esempio legata all'alimentazione ibrida, deve quindi verificare se la propria esenzione nasce da una norma regionale o statale. È un tema di nicchia, ma sulle sportive e sui SUV di alta gamma sposta cifre importanti.
Lo stesso articolo qualifica il bollo come tributo proprio derivato dotato di maggiore autonomia impositiva. È una formula tecnica, ma apre la porta a un ruolo più ampio delle Regioni nella gestione della tassa: le scelte concrete, e i loro effetti sugli importi, dipenderanno dalle singole leggi regionali.

ANTA e pagoPA: meno errori, più controlli
L'articolo 22 istituisce l'Archivio nazionale delle tasse automobilistiche, l'ANTA, che integra i dati degli archivi regionali con quelli del PRA. Il gestore del registro dovrà supportare la determinazione degli importi tramite pagoPA e coordinarsi con l'Agenzia delle Entrate. L'obiettivo dichiarato è doppio: ridurre gli errori di calcolo e di abbinamento dei pagamenti, e contrastare l'evasione.
Per l'automobilista la ricaduta dovrebbe essere un importo più affidabile al momento del pagamento, meno avvisi per bolli già versati e un incrocio più rapido tra targa, intestatario e versamento. Per chi il bollo lo salta, invece, significa essere individuato prima.
Nella stessa direzione vanno le norme già operative con l'entrata in vigore del decreto. La territorialità è legata alla residenza del soggetto passivo; per le persone giuridiche conta la sede legale o il luogo della gestione ordinaria principale. I pagamenti finiti per errore a una Regione diversa da quella competente vengono sistemati con procedure di riversamento tra enti. Le tabelle tariffarie sono state aggiornate nella classificazione ambientale dei veicoli, un intervento che secondo il testo non comporta aumenti della pressione fiscale.
Cosa fare adesso, profilo per profilo
Chi ha già un'auto
Nulla cambia nelle scadenze. Continuate a pagare come oggi, verificando a inizio 2027 se il vostro veicolo rientra nell'esenzione prevista per quell'anno.
Chi compra un'auto nuova nel 2028
Segnatevi il mese di immatricolazione: il primo bollo va pagato entro la fine del mese successivo, i rinnovi entro la fine dello stesso mese negli anni seguenti. Se l'acquisto è a cavallo di due mesi, la data che conta è quella di immatricolazione, non quella del contratto o della consegna.
Chi sta per firmare un noleggio a lungo termine
Chiedete per iscritto chi pagherà il bollo, se il canone lo include e come verrà gestita l'eventuale esenzione 2027. Un contratto rinnovato nel 2027 ricade nelle nuove regole.
Chi vende l'auto a un salone
Pretendete la trascrizione al PRA entro sessanta giorni e conservatene la prova. Senza, per il fisco l'auto è ancora vostra.
Chi ha un'auto oltre 185 kW
Controllate l'origine di eventuali esenzioni: se sono solo regionali, dal 2027 il superbollo resta dovuto.
Chi sta valutando un cambio auto in vista del 2028, e si chiede se abbia senso puntare su un'elettrica o una plug-in, trova numeri e tendenze nell'analisi del mercato auto italiano tra elettriche e ibride plug-in.
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Domande frequenti
La mia auto è del 2020: cambia la scadenza del bollo nel 2028?
No. I veicoli già in circolazione, e tutti quelli immatricolati prima del 2028, mantengono le scadenze attuali, salvo diversa disciplina della propria Regione. La scadenza legata al mese di immatricolazione riguarda solo le auto targate dopo.
Con il nuovo sistema entro quando si paga il primo bollo?
Entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Dagli anni seguenti il termine diventa l'ultimo giorno del mese in cui il veicolo è stato immatricolato.
Ho un'auto a noleggio a lungo termine: devo pagare io il bollo?
Con la riforma il bollo è dovuto dall'utilizzatore annotato al PRA, ma solo per i contratti stipulati, prorogati o rinnovati dal 2027. Per i contratti già in corso restano le regole attuali fino alla scadenza.
Ho venduto l'auto a un concessionario: quando smetto di pagare?
Dal 2027 l'obbligo si interrompe solo con la trascrizione della cessione al PRA, che costa un diritto fisso di 1,55 euro. Se la trascrizione arriva oltre sessanta giorni dopo la cessione, non si ottengono benefici per i periodi precedenti.
Il bollo si paga anche con il fermo amministrativo?
Sì. Il decreto stabilisce che la tassa automobilistica continua a essere dovuta anche quando sul veicolo è disposto il fermo, perché il fermo non comporta la perdita del possesso.
La riforma cambia gli importi del superbollo?
No, il superbollo resta di 20 euro per kW oltre i 185, con le riduzioni per anzianità. Cambia solo il rapporto con le esenzioni regionali, che dal 2027 non valgono più per l'addizionale erariale.
