Due messaggi rimbalzano da mesi tra chat di famiglia, gruppi di quartiere e pagine social. Il primo: dal 2026 la revisione auto costa 88,20 euro. Il secondo: l'Europa impone la revisione ogni anno alle auto con più di dieci anni. Alla data di oggi, settembre 2026, sono false tutte e due. Non «in parte vere», non «in arrivo»: la tariffa in vigore è ancora quella del 2021 e la revisione annuale per le auto anziane è stata respinta sia dai governi europei sia dal Parlamento di Strasburgo.
Vale la pena smontarle con le fonti in mano, perché entrambe hanno una base reale che è stata deformata. E perché, mentre ci si preoccupa di scadenze inventate, sulla revisione auto 2026 ci sono novità vere che rischiano di passare in secondo piano.
Revisione auto 2026, falso n. 1: il costo è salito a 88,20 euro
Da dove nasce la cifra
Il numero non è stato inventato dal nulla. Nel 2025, durante la conversione del decreto Milleproroghe, in Parlamento è comparso un emendamento per adeguare la tariffa della revisione all'inflazione degli anni 2021-2025. Il calcolo portava la tariffa complessiva da 79,02 a 88,20 euro, con un aumento di 9,18 euro, e l'applicazione era prevista dall'inizio del 2026. Da lì la cifra è finita nei titoli, spesso senza il dettaglio decisivo.
Il dettaglio è questo: l'aumento non era automatico. Serviva un decreto attuativo del Ministero delle infrastrutture, di concerto con il Ministero dell'economia. Lo schema è stato preparato e trasmesso al MEF, ma a oggi non risulta firmato né pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Senza quella pubblicazione la nuova tariffa semplicemente non esiste. Il decreto del MIT di fine 2025 sulla revisione ha toccato aspetti tecnici e organizzativi, non gli importi.
Cosa si paga davvero oggi
La base legale in vigore è il decreto ministeriale n. 129 del 2021, che nell'autunno di quell'anno ha portato la tariffa base da 45 a 54,95 euro. Presso un centro privato autorizzato, per un'autovettura, il conto si compone così:
| Voce | Importo | Note |
|---|---|---|
| Tariffa base | 54,95 € | Fissata dal D.M. n. 129 del 2021 |
| IVA al 22% | 12,09 € | Calcolata sulla sola tariffa base |
| Diritti della Motorizzazione | 10,20 € | Versati allo Stato |
| Commissione di pagamento | circa 1,5-1,8 € | Varia con il canale pagoPA usato |
| Totale centro privato | circa 79 € | Il riferimento abituale è 79,02 € |
| Revisione presso la Motorizzazione civile | 45 € | Pagamento tramite pagoPA |
La tariffa non è libera. Un centro autorizzato non può chiedere di più per la revisione in sé: eventuali voci extra devono riferirsi a lavori diversi, come una sostituzione di lampadine o una regolazione dei fari fatte prima della prova, e vanno concordate. Chi si vede chiedere 88 euro per la sola revisione può domandare il dettaglio in fattura e, se la cifra non torna, segnalarlo alla Motorizzazione civile, che vigila sui centri. Per il quadro completo di scadenze e controlli c'è la guida sulla revisione auto, scadenze e costo.
Può darsi che il decreto arrivi davvero, domani o fra un anno. In quel caso la notizia diventerà vera dal giorno indicato nel decreto pubblicato, non un giorno prima. Fino ad allora chi parla di «nuova tariffa» sta anticipando una norma che non c'è.

Falso n. 2: la revisione annuale per le auto con più di dieci anni
Anche qui c'è un punto di partenza reale. Nel 2025 la Commissione europea ha presentato una revisione del cosiddetto pacchetto sulla idoneità alla circolazione, le regole comuni su revisioni periodiche e controlli su strada. Tra le proposte c'era il passaggio da un controllo ogni due anni a uno ogni anno per auto e furgoni con più di dieci anni di età.
Quella proposta ha incontrato un doppio no. Prima il Consiglio dell'Unione, cioè i ministri dei trasporti dei 27 Paesi, ha fissato la propria posizione mantenendo l'intervallo biennale, anche per i costi che l'obbligo avrebbe scaricato sui proprietari. Poi la commissione Trasporti del Parlamento europeo ha respinto a sua volta la revisione annuale, giudicandola sproporzionata e non sostenuta da prove sufficienti di una riduzione degli incidenti. Il 21 maggio 2026 la plenaria ha confermato l'impostazione con 369 voti favorevoli e 126 contrari, aprendo il negoziato con il Consiglio.
Quando le due istituzioni che devono approvare un testo rifiutano la stessa misura, le probabilità che rientri nel testo finale sono minime. Per un proprietario italiano, oggi, la regola resta quella nota: prima revisione a quattro anni dall'immatricolazione, poi ogni due anni.
A che punto è il negoziato europeo
Il primo trilogo, il tavolo a tre tra Parlamento, Consiglio e Commissione, si è già svolto sotto presidenza irlandese e si è limitato alla presentazione delle rispettive posizioni. Il secondo incontro è previsto a ottobre. Anche quando si arriverà a un accordo, il testo sarà una direttiva: dovrà essere approvato formalmente, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione e poi recepito da ogni Stato con una propria norma. Nessuna delle novità europee, quindi, cambia la revisione in Italia nel 2026.
Cosa cambierebbe davvero con la riforma europea
Scartata la revisione annuale, il pacchetto contiene altre misure su cui Parlamento e Consiglio convergono almeno in parte. Sono proposte in discussione, non regole in vigore, ma disegnano la revisione dei prossimi anni meglio di qualsiasi messaggio virale.
- Controllo dei sistemi di sicurezza elettronici: nella posizione del Parlamento la prova dovrebbe verificare anche ADAS, airbag e frenata automatica d'emergenza, oggi obbligatori sulle auto nuove.
- Prove specifiche per auto elettriche e ibride, a partire dallo stato delle batterie e dei componenti ad alta tensione.
- Revisione in un altro Paese dell'Unione: chi si trova all'estero potrebbe ottenere un certificato temporaneo valido sei mesi, prima di dover rifare il controllo nello Stato di immatricolazione. Su questo punto concordano entrambe le istituzioni.
- Lotta ai contachilometri scalati: le officine registrerebbero i chilometri durante le riparazioni e i costruttori trasmetterebbero i dati dei veicoli connessi alle banche dati nazionali. Il Parlamento vuole limitare l'obbligo alle riparazioni oltre l'ora di lavoro, per non gravare sulle piccole officine.
- Emissioni: nuovi metodi di misura per ossidi di azoto e numero di particelle. Il Parlamento li vorrebbe facoltativi per gli Stati membri; la formulazione finale dipende dal negoziato.
Il primo punto è quello che interesserà di più chi compra oggi un'auto nuova. Da quest'estate ogni vettura immatricolata nell'Unione deve avere una serie di sistemi di assistenza, dall'avviso di distrazione alla frenata automatica per pedoni e ciclisti, descritti nell'articolo sugli ADAS obbligatori dal 2026. Una revisione che non li verifica controlla solo metà dell'auto. È questo il ragionamento dietro la proposta, e non è difficile da condividere.
Prima di credere a una regola, mettila alla prova
Le notizie false sull’auto sfruttano i dubbi su norme vere. Con l’app Noigui ripassi le regole del Codice della strada sulle domande ministeriali della patente B e impari a distinguere ciò che è in vigore da ciò che è solo annunciato.
Le novità vere sulla revisione, meno virali
Mentre si discuteva di rincari mai arrivati, la revisione in Italia è cambiata sul serio per un motivo diverso: gli airbag difettosi. Con il decreto MIT n. 229 i centri controllano il telaio di ogni veicolo alla ricerca di richiami Takata non eseguiti, e un blocco informatico impedisce ormai l'esito positivo alle auto segnalate dai costruttori. Dal 1° ottobre anche i richiami a rischio grave con semplice prenotazione portano all'esito ripetere. È una notizia che tocca circa 1,25 milioni di veicoli ancora in circolazione, e che circola molto meno degli 88,20 euro. I dettagli, con il modo di verificare la propria auto, sono nella guida su airbag Takata e revisione bloccata.
Le sanzioni per la revisione scaduta, senza esagerazioni
Anche sulle multe girano cifre gonfiate. Quelle previste dall'articolo 80 del Codice della strada sono già sufficienti a scoraggiare i ritardi:
- circolazione con revisione scaduta: da 173 a 694 euro, importo raddoppiabile se la revisione è stata omessa più di una volta;
- l'organo accertatore annota sulla carta di circolazione la sospensione del veicolo fino all'effettuazione della revisione, e da quel momento l'auto può andare solo al centro prenotato;
- circolazione con veicolo sospeso, fuori da quel tragitto: da 1.998 a 7.993 euro, fermo amministrativo di novanta giorni e confisca in caso di reiterazione.
Gli importi del Codice vengono aggiornati periodicamente in base all'inflazione, con decreti che hanno sempre una data di entrata in vigore precisa. Sul prossimo adeguamento c'è un approfondimento dedicato all'aumento delle multe nel 2027.

Come riconoscere una notizia falsa sull'auto in tre controlli
Le bufale sulle regole stradali hanno quasi sempre la stessa struttura: prendono un testo che esiste, una proposta, un emendamento, una bozza, e lo presentano come legge già in vigore. Per smontarle bastano tre domande.
La prima: qual è l'atto? Una norma vera ha un nome e un numero, legge, decreto-legge, decreto ministeriale, regolamento o direttiva, e una data. Se l'articolo parla solo di «nuove regole» o «il governo ha deciso» senza citare l'atto, il sospetto è legittimo.
La seconda: è stato pubblicato? In Italia una norma produce effetti solo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, consultabile gratuitamente sul sito ufficiale e su Normattiva. Per le regole europee il riferimento è la Gazzetta ufficiale dell'Unione, raggiungibile da EUR-Lex. Un emendamento approvato in commissione, uno schema di decreto o un voto del Parlamento europeo non sono ancora norme applicabili.
La terza: da quando si applica? Molti testi entrano in vigore subito ma si applicano più tardi, oppure rinviano a decreti successivi. È il caso della tariffa della revisione, rimasta ferma proprio perché il decreto attuativo non è mai uscito, e del nuovo Codice della strada, ancora in fase di progetto.
| Notizia che circola | Come stanno davvero le cose | Dove verificarlo |
|---|---|---|
| Revisione a 88,20 euro dal 2026 | Decreto attuativo non pubblicato: si pagano circa 79 euro | Gazzetta Ufficiale, sito del MIT |
| Revisione ogni anno per le auto oltre 10 anni | Respinta da Consiglio UE e Parlamento europeo | Comunicati del Consiglio e del Parlamento, EUR-Lex |
| Controllo degli ADAS in revisione | Proposta in negoziato, non in vigore | Iter della direttiva su EUR-Lex |
| Revisione bloccata per airbag Takata | In vigore: decreto MIT n. 229 | Sito del MIT, portali dei costruttori |
Promemoria: cosa vale oggi per chi deve fare la revisione
Messe da parte le voci, le regole da tenere a mente in questo autunno sono poche e stabili. La scadenza si calcola sul mese: se la revisione scade a ottobre, c'è tempo fino all'ultimo giorno del mese. Il costo presso un centro privato è di circa 79 euro, 45 in Motorizzazione. La cadenza resta quella dei quattro anni per la prima revisione e dei due anni per le successive, anche per le auto molto vecchie.
La novità concreta è una sola, ed è quella che conviene controllare prima di prenotare: se l'auto ha un richiamo Takata aperto, la revisione non passa. Il controllo si fa con il numero di telaio, che si legge nel campo E della carta di circolazione; chi non sa dove guardare trova la mappa del documento nella guida su come leggere la carta di circolazione.
E la prossima volta che arriva un messaggio con un rincaro o un nuovo obbligo, il test dei tre controlli richiede meno di due minuti: nome dell'atto, pubblicazione, data di applicazione. Se manca anche uno solo dei tre elementi, la notizia può aspettare.
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Domande frequenti
Quanto costa la revisione auto nel 2026?
Presso un centro privato autorizzato circa 79 euro: 54,95 di tariffa base, 12,09 di IVA, 10,20 di diritti della Motorizzazione e una piccola commissione di pagamento. In Motorizzazione civile si pagano 45 euro. L’aumento a 88,20 euro non è mai entrato in vigore.
Perché si parla di revisione a 88,20 euro?
La cifra deriva da un emendamento al decreto Milleproroghe del 2025, che prevedeva di adeguare la tariffa all’inflazione. L’aumento richiedeva però un decreto attuativo MIT-MEF, che a oggi non risulta pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Le auto con più di dieci anni devono fare la revisione ogni anno?
No. La Commissione europea l’aveva proposto, ma sia il Consiglio UE sia il Parlamento europeo hanno respinto la misura. In Italia la revisione resta biennale dopo la prima, che si fa a quattro anni dall’immatricolazione.
Quando cambieranno le regole europee sulla revisione?
Non a breve. Il negoziato tra Parlamento e Consiglio è iniziato quest’estate e prosegue in autunno. Dopo l’accordo la direttiva dovrà essere pubblicata e poi recepita da ogni Stato con una propria legge.
Quanto si rischia con la revisione scaduta?
L’articolo 80 del Codice della strada prevede da 173 a 694 euro e l’annotazione della sospensione del veicolo sulla carta di circolazione. Chi circola con il veicolo sospeso, fuori dal tragitto verso la revisione, rischia da 1.998 a 7.993 euro e il fermo per novanta giorni.
