La guida in montagna
Le strade di montagna presentano tornanti stretti, forti pendenze, gallerie e possibile presenza di neve o ghiaccio. Richiedono prudenza, marce adeguate e rispetto delle regole di precedenza in salita e discesa.
Freno motore, tornanti, incroci su strade strette: sai guidare in montagna in sicurezza? Verifica con il quiz vero o falso.
Mettiti alla prova: vero o falso?
1. Sulle strade di montagna in discesa conviene usare il freno motore con marce basse
2. Nei tornanti stretti occorre ridurre la velocità e tenere la propria corsia
3. Su strade di montagna strette e in pendenza, di norma chi scende dà la precedenza a chi sale
4. Abusare del freno nelle lunghe discese non comporta alcun rischio
5. In montagna d'inverno possono essere obbligatorie catene o pneumatici invernali
6. Nelle gallerie di montagna è obbligatorio accendere gli anabbaglianti
7. Affrontare i tornanti ad alta velocità è sicuro se la strada è libera
8. Prima di una lunga salita conviene assicurarsi che il veicolo sia in buone condizioni
9. Suonare il clacson prima di un tornante cieco può avvisare chi arriva in senso opposto
10. In montagna non serve mai preoccuparsi del meteo o del fondo stradale
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Soluzioni commentate, domanda per domanda
Qui sotto trovi ogni domanda con la risposta corretta e la spiegazione. È la parte da rileggere quando sbagli: memorizzare la risposta serve poco, capire il criterio serve per tutte le varianti della stessa domanda.
1. Sulle strade di montagna in discesa conviene usare il freno motore con marce basse
Risposta: VERO — Evita il surriscaldamento dei freni.
2. Nei tornanti stretti occorre ridurre la velocità e tenere la propria corsia
Risposta: VERO — La visibilità è limitata.
3. Su strade di montagna strette e in pendenza, di norma chi scende dà la precedenza a chi sale
Risposta: VERO — Ripartire in salita è più difficile.
4. Abusare del freno nelle lunghe discese non comporta alcun rischio
Risposta: FALSO — I freni possono surriscaldarsi e perdere efficacia.
5. In montagna d'inverno possono essere obbligatorie catene o pneumatici invernali
Risposta: VERO — Con neve o ghiaccio.
6. Nelle gallerie di montagna è obbligatorio accendere gli anabbaglianti
Risposta: VERO — Anche se illuminate.
7. Affrontare i tornanti ad alta velocità è sicuro se la strada è libera
Risposta: FALSO — Forza centrifuga e scarsa visibilità lo rendono pericoloso.
8. Prima di una lunga salita conviene assicurarsi che il veicolo sia in buone condizioni
Risposta: VERO — Motore, freni e liquidi.
9. Suonare il clacson prima di un tornante cieco può avvisare chi arriva in senso opposto
Risposta: VERO — Dove la visibilità è nulla.
10. In montagna non serve mai preoccuparsi del meteo o del fondo stradale
Risposta: FALSO — Neve, ghiaccio e pioggia richiedono grande prudenza.
Gli errori più comuni
Gli errori più comuni sono abusare del freno nelle lunghe discese, che può surriscaldarsi, e affrontare i tornanti a velocità eccessiva. Su strade strette in pendenza, di norma chi scende dà la precedenza a chi sale.
La regola dell'incrocio impossibile: chi indietreggia
È la domanda regina della guida in montagna, e la risposta corretta discende da un ragionamento pratico più che da una regola astratta. Sulle strade di montagna e su quelle fortemente in pendenza, quando la carreggiata è così stretta che il transito è possibile a un solo veicolo per volta, deve retrocedere il veicolo che si trova nelle condizioni di manovra più agevoli. A parità di condizioni, deve retrocedere il veicolo che scende.
Perché proprio quello che scende? Per tre ragioni concrete. Chi retrocede in salita deve gestire contemporaneamente frizione, gas e freno per non scivolare all'indietro, una manovra molto più delicata. Chi scende ha lo slancio dalla parte giusta per riprendere il movimento dopo essersi spostato. E soprattutto, chi sale che si ferma su forte pendenza rischia di non riuscire a ripartire, soprattutto con il veicolo carico o su fondo scivoloso.
Attenzione però alla priorità della formula: la prima condizione è quella delle manovre più agevoli. Se chi sale ha una piazzola a dieci metri dietro di sé e chi scende dovrebbe indietreggiare per duecento metri lungo un tornante, indietreggia chi sale. La regola del veicolo in discesa interviene solo quando le due situazioni si equivalgono. Il quiz sfrutta molto questa gerarchia.
Il freno motore in discesa: perché non è un'opzione
Qui sta il concetto tecnico più importante di tutto l'argomento, e vale la pena capirlo davvero perché ricorre in moltissime domande.
Quando freni, l'energia cinetica del veicolo viene convertita in calore dall'attrito tra pastiglie e dischi. In una frenata isolata questo calore si disperde nell'aria. Ma in una lunga discesa la frenata non è isolata: è continua, e il calore si accumula più velocemente di quanto venga smaltito. Quando la temperatura supera una certa soglia, il materiale d'attrito delle pastiglie inizia a degradare e a rilasciare gas, che formano un velo tra pastiglia e disco. Il risultato è il fading: il pedale del freno diventa progressivamente meno efficace, poi lungo e spugnoso, e nei casi estremi il freno smette di funzionare del tutto.
La soluzione è il freno motore: inserire una marcia bassa e lasciare che sia la resistenza del motore a contenere la velocità, usando il freno solo per correzioni brevi e decise. La regola pratica delle autoscuole è semplice e affidabile: in discesa si usa la stessa marcia che si userebbe per affrontare la stessa pendenza in salita.
Da questo discendono due divieti assoluti che il quiz chiede in continuazione. È vietato procedere in folle, perché il veicolo perde ogni freno motore e accelera per gravità. È vietato procedere a motore spento, perché oltre a perdere il freno motore si perdono anche il servofreno e il servosterzo, con uno sforzo sul pedale e sul volante che diventa enorme. Su una discesa impegnativa, entrambe le situazioni sono potenzialmente fatali.
Curve cieche e tornanti: la tecnica corretta
Il tornante di montagna presenta un problema che le curve di pianura non hanno: la visibilità è quasi nulla e la carreggiata è stretta, per cui il veicolo che arriva in senso opposto può occupare parte della tua corsia.
Tenersi il più possibile a destra è la regola di base, e va rispettata anche quando la traiettoria naturale invoglierebbe a tagliare. Nei tornanti stretti i veicoli lunghi allargano inevitabilmente: dare loro spazio non è cortesia, è prudenza.
La segnalazione acustica è consentita, e in questa specifica situazione anche opportuna, prima di affrontare una curva cieca su strada di montagna stretta. È una delle poche circostanze in cui il Codice ammette il clacson fuori dai casi di pericolo immediato, proprio perché la comunicazione tra veicoli che non si vedono è l'unico strumento disponibile. Di notte, al clacson si preferisce o si affianca un breve lampeggio degli abbaglianti, che ha il vantaggio di essere percepibile anche a finestrini chiusi.
Sul modo di affrontare la curva: si rallenta prima, si percorre a velocità costante, si accelera all'uscita. Frenare dentro la curva sposta il carico in avanti, alleggerisce il posteriore e favorisce lo scivolamento; accelerare dentro la curva aumenta la forza centrifuga proprio quando l'aderenza è già impegnata al massimo dal cambio di direzione.
Le condizioni che rendono la montagna diversa
- Il fondo cambia rapidamente. Un tratto in ombra può restare ghiacciato mentre quello al sole è asciutto. Il ghiaccio nero all'uscita di una galleria o all'ombra di una parete rocciosa è uno dei pericoli più insidiosi, perché non è visibile.
- Le pareti rocciose. La caduta di sassi è un rischio reale, segnalato dall'apposito segnale di pericolo. Detriti sulla carreggiata vanno trattati come ostacoli veri: aggirarli riducendo la velocità, mai frenare bruscamente sopra la ghiaia.
- Il vento laterale. Sui viadotti e all'uscita delle gallerie il vento colpisce di traverso senza preavviso. La reazione corretta è tenere il volante saldamente con entrambe le mani e ridurre la velocità.
- La temperatura. Sotto i sette gradi la mescola degli pneumatici estivi si irrigidisce e l'aderenza cala anche su asfalto asciutto. In montagna quella soglia si supera facilmente anche fuori stagione.
- L'obbligo invernale. Nei periodi e sui tratti stabiliti dagli enti proprietari, la circolazione è consentita solo con pneumatici invernali o catene a bordo. Con le catene montate il limite è 50 km/h.
Sorpasso e sosta: due divieti da ricordare
Il sorpasso in montagna è vietato in curva, in prossimità di dossi e in ogni punto in cui la visibilità sia limitata. In salita, dietro un mezzo lento, la tentazione è forte proprio perché il divario di velocità è ampio: è esattamente la situazione in cui il sorpasso azzardato produce gli incidenti frontali più gravi. Se il veicolo lento è un mezzo pesante che procede in colonna, l'attesa è quasi sempre più breve di quanto sembri.
La sosta va evitata sulla carreggiata e nelle curve. Le piazzole di sosta esistono proprio per questo. Se ci si ferma per ammirare il panorama, si usa una piazzola, si accendono le luci di posizione se la visibilità è scarsa e si scende dal lato opposto al traffico.
Altre quattordici domande vero/falso per allenarti
- «In caso di incrocio impossibile su strada di montagna retrocede sempre chi sale» — FALSO. Retrocede chi si trova nelle condizioni di manovra più agevoli; a parità, chi scende.
- «A parità di condizioni deve retrocedere il veicolo che scende» — VERO.
- «In discesa è consentito procedere in folle per risparmiare carburante» — FALSO. È vietato e pericoloso.
- «Procedere a motore spento fa perdere l'efficacia del servofreno» — VERO, e anche quella del servosterzo.
- «L'uso continuo dei freni in discesa può provocare il fading» — VERO.
- «In discesa conviene inserire la stessa marcia che si userebbe in salita sulla stessa pendenza» — VERO.
- «La segnalazione acustica è consentita prima di una curva cieca su strada di montagna» — VERO.
- «Di notte, al posto del clacson, si può usare un breve lampeggio degli abbaglianti» — VERO.
- «In curva è corretto frenare per ridurre la velocità» — FALSO. Si rallenta prima di entrare in curva.
- «Il ghiaccio nero è facilmente riconoscibile a vista» — FALSO. È quasi invisibile, da qui la sua pericolosità.
- «Con le catene montate il limite di velocità è 50 km/h» — VERO.
- «Sotto i sette gradi gli pneumatici estivi perdono aderenza anche su asfalto asciutto» — VERO.
- «È consentito sostare in curva se si accendono le quattro frecce» — FALSO. La sosta in curva è vietata.
- «Sui viadotti e all'uscita delle gallerie il vento laterale può essere improvviso» — VERO.
Le trappole di formulazione
«Sempre» nella regola dell'incrocio. La formulazione corretta è a due livelli: prima le condizioni di manovra, poi il veicolo in discesa. Qualsiasi domanda che presenti la seconda parte come regola unica e assoluta è falsa.
Folle contro marcia bassa. Il risparmio di carburante viene evocato spesso come giustificazione. Nei motori moderni, peraltro, procedere in rilascio con la marcia inserita consuma meno che in folle, perché l'alimentazione viene tagliata: la giustificazione è quindi sbagliata anche sul piano tecnico.
Freno motore contro freno a mano. Il freno di stazionamento non va mai usato per rallentare in discesa: agisce solo sull'asse posteriore e può bloccarlo, causando un testacoda.
Clacson. Fuori dalle strade di montagna e dalle situazioni di pericolo il clacson è generalmente vietato nei centri abitati. La domanda va letta cercando il contesto: montagna e curva cieca lo rendono legittimo.
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