Quiz Patente B su sospensioni, servofreno e manutenzione del motore: 20 quiz vero o falso

NOIGUI · QUIZ PATENTE BLE SOSPENSIONINON SERVONO SOLO AL COMFORTVero o Falso · 20 quiz ministeriali

Se dovessi indicare il componente più sottovalutato di un'automobile, sceglierei le sospensioni. Quasi tutti le associano al comfort — le buche che si sentono di meno, la strada che passa più morbida — e quasi nessuno sa che la loro funzione principale è un'altra: tenere le ruote a contatto con l'asfalto. Senza contatto non c'è aderenza; senza aderenza non c'è né frenata né sterzata, per quanto buoni siano i freni e gli pneumatici.

Sette delle venti affermazioni di questo gruppo riguardano proprio le sospensioni, e sono il cuore dell'articolo. Le altre completano il quadro dei componenti che lavorano solo a certe condizioni — il servofreno che si spegne con il motore, l'interruttore inerziale che entra in funzione dopo un urto — e delle abitudini che al motore fanno solo male.

Fra il telaio e le ruote

La collocazione delle sospensioni è la chiave per capirne la funzione: stanno fra il telaio e le ruote. Sono cioè l'unico collegamento fra la parte del veicolo che porta le persone e la parte che tocca la strada, e devono conciliare due esigenze che tirano in direzioni opposte.

Da un lato devono smorzare gli urti trasmessi dalle asperità del terreno, perché ogni irregolarità dell'asfalto è un colpo che, senza filtro, arriverebbe integro alla scocca e a chi sta a bordo. Dall'altro devono garantire che le ruote rimangano aderenti al fondo stradale, cioè che dopo ogni buca la ruota torni giù immediatamente invece di rimbalzare.

La seconda funzione è quella che conta di più, ed è quella che quasi nessuno cita. Una ruota che rimbalza è una ruota che, per una frazione di secondo, non trasmette nulla: non frena, non sterza, non trasmette la trazione. Su un fondo sconnesso, con ammortizzatori esauriti, quelle frazioni di secondo si sommano e lo spazio di arresto si allunga in modo misurabile.

Ne consegue che sospensioni efficienti non sono un elemento di comodità ma un elemento di sicurezza — e che le due cose, in questo caso, coincidono: ciò che rende la marcia più confortevole rende anche la guida più sicura.

Le quattro funzioni, in ordine di importanza

  • Mantenere le ruote aderenti al fondo stradale
  • Smorzare gli urti trasmessi dalle asperità del terreno
  • Garantire un buon comfort di marcia
  • Rendere la guida complessivamente più confortevole e sicura

Due idee sbagliate sulle sospensioni

Il listato costruisce due affermazioni false, e sono entrambe interessanti perché descrivono convinzioni diffuse.

La prima: le sospensioni sarebbero montate «in genere sulle ruote anteriori, ma non su quelle posteriori». È falsa e basta guardare un veicolo per accorgersene: ogni ruota ha il proprio gruppo di sospensione. Se così non fosse, il retrotreno rimbalzerebbe liberamente a ogni asperità, con conseguenze immediate sulla stabilità — ed è precisamente ciò che accade, in scala ridotta, quando gli ammortizzatori posteriori sono esauriti e la vettura "galleggia" in coda.

La seconda è più sottile: le sospensioni servirebbero a «irrigidire il veicolo, in modo che il conducente percepisca chiaramente tutti i saltellamenti dovuti alle irregolarità della strada». Qui la funzione è capovolta. Le sospensioni non trasmettono i saltellamenti: li assorbono. E l'idea che un assetto rigidissimo sia sinonimo di controllo è un fraintendimento del linguaggio sportivo: un veicolo troppo rigido perde contatto con il fondo alla prima irregolarità, che è l'opposto di ciò che serve.

Un segnale che vale la pena riconoscere

Quando un veicolo, dopo un dosso, continua a oscillare per due o tre volte invece di stabilizzarsi subito, gli ammortizzatori hanno perso efficacia. È un difetto che non accende alcuna spia, non impedisce di viaggiare e per questo viene ignorato per anni — mentre incide direttamente sullo spazio di frenata e sulla tenuta in curva.

Ciò che smette di funzionare quando il motore si ferma

Il gruppo affianca alle sospensioni un altro componente il cui funzionamento dipende da una condizione precisa: il servofreno a depressione.

Il servofreno non frena: amplifica la forza che il piede applica al pedale, sfruttando la depressione generata dal motore in funzione. Da qui la conseguenza che il listato verifica in due modi opposti: a motore spento il servofreno non può funzionare, e non basta avere la chiave inserita nel quadro, perché ciò che serve non è l'alimentazione elettrica ma il motore che gira.

Le conseguenze pratiche le trovi sviluppate nel quiz sulla discesa in folle e il servofreno; qui basta il principio: se il motore si spegne in movimento, il pedale del freno diventa durissimo e richiede una pressione molto maggiore per ottenere lo stesso effetto.

Sul fronte opposto c'è un dispositivo che entra in funzione proprio quando tutto il resto si ferma: l'interruttore inerziale. In caso di urto interrompe l'afflusso di carburante al motore, e questo riduce il rischio di incendio dopo un incidente, non lo aumenta. L'affermazione ministeriale che sostiene il contrario è costruita rovesciando la funzione del dispositivo, che è il meccanismo più semplice per rendere falsa una frase tecnica.

Le cause inventate della frenata squilibrata

Due affermazioni attribuiscono uno squilibrio in frenata a cause che non c'entrano nulla. Il servosterzo agisce sullo sterzo e non ha alcun rapporto con la ripartizione della forza frenante fra le ruote, né dipende dalla cilindrata del veicolo. E il liquido refrigerante appartiene al circuito di raffreddamento del motore, non all'impianto frenante: freni squilibrati possono surriscaldare dischi e pastiglie, mai il refrigerante. Le cause reali sono trattate nel quiz sulla frenata squilibrata.

Il motore che gira senza spingere

L'ultimo blocco riguarda ciò che si fa al motore, ed è costruito su un'idea semplice: carburante bruciato senza produrre movimento è solo inquinamento.

Accelerare tenendo premuto il pedale della frizione, o con il cambio in folle, significa esattamente questo: il motore sale di giri, consuma e immette gas di scarico, e il veicolo non si sposta di un centimetro. Non riduce l'inquinamento in alcun modo, e non "pulisce" nulla. Per la stessa ragione è falso che si debba utilizzare il motore al massimo numero di giri: il regime elevato è la condizione di consumo e di emissione massima, non di efficienza.

Sul versante della manutenzione, invece, due affermazioni vere indicano interventi che funzionano davvero. Sui motori diesel va fatto controllare periodicamente il sistema di alimentazione — pompa di iniezione e iniettori — perché da lì dipende la finezza della polverizzazione del gasolio e quindi la completezza della combustione. E se il fumo allo scarico risulta troppo scuro, il motore va fatto controllare: il colore è un indicatore diretto di combustione incompleta.

Restano le modifiche. Alterare liberamente motore e marmitta per "ridurre l'inquinamento" non è consentito, e chi guida un veicolo così modificato può incorrere in pesanti sanzioni amministrative. Il veicolo circola in base a un'omologazione che certifica determinati valori di emissione e rumorosità: modificarne gli organi significa uscire da quella certificazione, indipendentemente dall'intenzione.

Una nota sull'olio esausto

Al momento dello smaltimento dell'olio motore bisogna evitare che venga a contatto prolungato con la pelle. L'olio usato contiene residui della combustione e particelle metalliche, ed è un rifiuto pericoloso: va conferito negli appositi centri di raccolta, mai versato a terra o nelle fognature, dove un solo litro è sufficiente a contaminare una quantità d'acqua enorme.

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Mettiti alla prova: vero o falso?

Venti affermazioni ministeriali su sospensioni, servofreno, interruttore inerziale e manutenzione del motore. Quando la frase descrive la funzione di un componente, verifica che non sia stata capovolta: è il meccanismo più usato in questo capitolo.

1. L'inquinamento dell'aria prodotto dai veicoli a motore può diminuire se si accelera tenendo premuto il pedale della frizione

2. L'inquinamento dell'aria prodotto dai veicoli a motore può diminuire se si accelera con il cambio in folle

3. Per diminuire l'inquinamento dell'aria provocato dai veicoli con motore diesel, bisogna far controllare periodicamente il sistema di alimentazione (pompa di iniezione ed iniettori)

4. Per diminuire l'inquinamento dell'aria provocato dai veicoli, bisogna far controllare il motore, se il fumo dello scarico risulta troppo scuro

5. Per diminuire l'inquinamento atmosferico provocato dai veicoli, bisogna utilizzare il motore al massimo numero di giri

6. Guidando un veicolo a cui sono stati modificati il motore e la marmitta, si può incorrere in pesanti sanzioni amministrative

7. E' consentito modificare liberamente il motore e la marmitta di un veicolo per diminuire l'inquinamento atmosferico

8. Al momento dello smaltimento dell'olio del motore, bisogna evitare che venga a contatto con la pelle per un tempo prolungato

9. Dopo un incidente, il rischio che scoppi un incendio è maggiore se il veicolo è dotato di interruttore inerziale, che blocca l'afflusso di carburante al motore

10. Il servofreno a depressione non può funzionare a motore spento

11. Il servofreno a depressione può funzionare anche a motore spento, purché sia inserita la chiave di accensione nel quadro

12. Una frenatura poco efficiente o squilibrata può essere causata dalla presenza del servosterzo su veicoli di piccola cilindrata

13. Con freni squilibrati si manifesta in genere un surriscaldamento del liquido refrigerante del motore

14. Le sospensioni di un veicolo a motore sono poste tra il telaio e le ruote

15. Le sospensioni di un veicolo a motore servono a garantire un buon confort di marcia

16. Le sospensioni di un veicolo a motore servono a garantire che le ruote rimangano aderenti al fondo stradale

17. Le sospensioni di un veicolo a motore servono a smorzare gli urti trasmessi dalle asperità del terreno

18. Le sospensioni di un veicolo a motore collaborano a rendere più confortevole e sicura la guida

19. Le sospensioni di un veicolo a motore sono in genere poste sulle ruote anteriori, ma non su quelle posteriori

20. Le sospensioni di un veicolo a motore servono a irrigidire il veicolo, in modo che il conducente percepisca chiaramente tutti i saltellamenti del veicolo dovuti ad irregolarità della strada

Rispondi alle domande per vedere il tuo punteggio.

Soluzioni commentate, domanda per domanda

Ogni affermazione con la risposta corretta e la spiegazione tecnica del componente in questione. Accanto trovi il numero dell'archivio ministeriale.

1. L'inquinamento dell'aria prodotto dai veicoli a motore può diminuire se si accelera tenendo premuto il pedale della frizione

Risposta: FALSO — Con la frizione premuta il moto non arriva alle ruote: il motore sale di giri, consuma carburante e produce gas di scarico senza spostare il veicolo di un centimetro. È carburante bruciato a vuoto, cioè inquinamento puro.

2. L'inquinamento dell'aria prodotto dai veicoli a motore può diminuire se si accelera con il cambio in folle

Risposta: FALSO — Vale esattamente come per la frizione premuta. In folle non c'è collegamento fra motore e ruote: accelerare produce emissioni e rumore senza alcun lavoro utile. Nessuna delle due manovre "pulisce" il motore o migliora la combustione.

3. Per diminuire l'inquinamento dell'aria provocato dai veicoli con motore diesel, bisogna far controllare periodicamente il sistema di alimentazione (pompa di iniezione ed iniettori)

Risposta: VERO — Nel motore diesel la combustione dipende dalla finezza con cui il gasolio viene polverizzato in camera. Iniettori sporchi o una pompa fuori taratura producono gocce troppo grosse, combustione incompleta e quindi particolato e fumo: il controllo periodico agisce direttamente sulla causa.

4. Per diminuire l'inquinamento dell'aria provocato dai veicoli, bisogna far controllare il motore, se il fumo dello scarico risulta troppo scuro

Risposta: VERO — Il colore del fumo è un indicatore diagnostico immediato. Uno scarico scuro segnala una combustione incompleta con eccesso di carburante o particolato, cioè un guasto in corso. Un motore in ordine, a temperatura di esercizio, non produce fumo visibile.

5. Per diminuire l'inquinamento atmosferico provocato dai veicoli, bisogna utilizzare il motore al massimo numero di giri

Risposta: FALSO — Il regime massimo è la condizione di consumo ed emissione più elevata, non quella di maggiore efficienza. La guida a basse emissioni richiede l'opposto: inserire il rapporto più alto compatibile con la velocità e mantenere il motore in un regime elastico.

6. Guidando un veicolo a cui sono stati modificati il motore e la marmitta, si può incorrere in pesanti sanzioni amministrative

Risposta: VERO — Il veicolo circola sulla base di un'omologazione che certifica determinati valori di emissione e rumorosità. Modificarne gli organi significa uscire da quella certificazione: ne derivano una sanzione amministrativa, il ritiro della carta di circolazione per la visita di controllo e l'esito negativo alla revisione.

7. E' consentito modificare liberamente il motore e la marmitta di un veicolo per diminuire l'inquinamento atmosferico

Risposta: FALSO — La parola "liberamente" rende falsa l'affermazione, e l'intenzione dichiarata non cambia nulla. Ogni modifica agli organi che incidono su emissioni e rumore deve essere prevista dall'omologazione e annotata sui documenti del veicolo.

8. Al momento dello smaltimento dell'olio del motore, bisogna evitare che venga a contatto con la pelle per un tempo prolungato

Risposta: VERO — L'olio esausto contiene residui della combustione e particelle metalliche derivanti dall'usura degli organi meccanici. È classificato come rifiuto pericoloso, va conferito negli appositi centri di raccolta e maneggiato con protezioni, mai versato a terra o nelle fognature.

9. Dopo un incidente, il rischio che scoppi un incendio è maggiore se il veicolo è dotato di interruttore inerziale, che blocca l'afflusso di carburante al motore

Risposta: FALSO — La funzione del dispositivo è rovesciata. L'interruttore inerziale interrompe l'alimentazione del carburante quando rileva una decelerazione violenta, proprio per ridurre il rischio di incendio dopo un urto: un veicolo che ne è dotato è più sicuro, non meno.

10. Il servofreno a depressione non può funzionare a motore spento

Risposta: VERO — Il servofreno amplifica la forza esercitata sul pedale sfruttando la depressione generata dal motore in funzione. Spento il motore, dopo poche frenate la riserva di depressione si esaurisce e il pedale diventa durissimo: l'impianto frena ancora, ma richiede una forza molto maggiore.

11. Il servofreno a depressione può funzionare anche a motore spento, purché sia inserita la chiave di accensione nel quadro

Risposta: FALSO — Ciò che serve al servofreno non è l'alimentazione elettrica ma la depressione prodotta dal motore in rotazione. La chiave nel quadro accende i circuiti elettrici e sblocca lo sterzo, ma non genera alcuna depressione.

12. Una frenatura poco efficiente o squilibrata può essere causata dalla presenza del servosterzo su veicoli di piccola cilindrata

Risposta: FALSO — Il servosterzo agisce sul comando dello sterzo e non ha alcun rapporto con la ripartizione della forza frenante fra le ruote. Né la sua presenza né la cilindrata del veicolo incidono sull'equilibrio della frenata.

13. Con freni squilibrati si manifesta in genere un surriscaldamento del liquido refrigerante del motore

Risposta: FALSO — Il liquido refrigerante appartiene al circuito di raffreddamento del motore, non all'impianto frenante: sono due sistemi separati. Freni squilibrati surriscaldano dischi, pastiglie ed eventualmente il liquido dei freni, mai il refrigerante.

14. Le sospensioni di un veicolo a motore sono poste tra il telaio e le ruote

Risposta: VERO — È la loro collocazione, e spiega la loro funzione: sono l'unico collegamento fra la parte del veicolo che porta le persone e la parte che tocca la strada. Tutto ciò che passa dall'asfalto alla scocca, e viceversa, le attraversa.

15. Le sospensioni di un veicolo a motore servono a garantire un buon confort di marcia

Risposta: VERO — È una delle loro funzioni: filtrare le irregolarità del fondo stradale in modo che non arrivino integre alla scocca e a chi sta a bordo. È però la funzione più visibile, non la più importante — quella riguarda l'aderenza.

16. Le sospensioni di un veicolo a motore servono a garantire che le ruote rimangano aderenti al fondo stradale

Risposta: VERO — È la funzione principale, e quella che quasi nessuno cita. Dopo ogni asperità la ruota deve tornare a contatto con l'asfalto immediatamente: una ruota che rimbalza per una frazione di secondo non frena, non sterza e non trasmette trazione.

17. Le sospensioni di un veicolo a motore servono a smorzare gli urti trasmessi dalle asperità del terreno

Risposta: VERO — Molle e ammortizzatori lavorano insieme: le prime assorbono l'energia dell'urto, i secondi la dissipano impedendo che il veicolo continui a oscillare. Senza questa dissipazione ogni buca produrrebbe una serie di rimbalzi anziché un singolo movimento.

18. Le sospensioni di un veicolo a motore collaborano a rendere più confortevole e sicura la guida

Risposta: VERO — Comfort e sicurezza, in questo caso, coincidono: ciò che rende la marcia meno faticosa — l'assorbimento delle irregolarità — è esattamente ciò che mantiene le ruote a terra, e quindi ciò che consente di frenare e sterzare in modo prevedibile.

19. Le sospensioni di un veicolo a motore sono in genere poste sulle ruote anteriori, ma non su quelle posteriori

Risposta: FALSO — Ogni ruota ha il proprio gruppo di sospensione. Se il retrotreno ne fosse privo rimbalzerebbe liberamente a ogni asperità, con effetti immediati sulla stabilità: è ciò che accade, in forma attenuata, quando gli ammortizzatori posteriori sono esauriti.

20. Le sospensioni di un veicolo a motore servono a irrigidire il veicolo, in modo che il conducente percepisca chiaramente tutti i saltellamenti del veicolo dovuti ad irregolarità della strada

Risposta: FALSO — La funzione è capovolta: le sospensioni assorbono i saltellamenti, non li trasmettono. Un assetto eccessivamente rigido fa perdere contatto con il fondo alla prima irregolarità, cioè produce l'opposto del controllo che l'affermazione sembra promettere.

Le trappole di formulazione su questo argomento

La funzione capovolta,Sospensioni che "irrigidiscono per far percepire i saltellamenti", interruttore inerziale che "aumenta il rischio di incendio": il ministero prende la funzione reale e la inverte. Chiediti sempre a cosa serve davvero il componente.

Il componente sbagliato,Servosterzo e frenata squilibrata, liquido refrigerante e freni: due sistemi separati messi in relazione. Se i due elementi appartengono a circuiti diversi, l'affermazione è falsa.

La chiave nel quadro,Il servofreno ha bisogno della depressione del motore in funzione, non dell'alimentazione elettrica. La chiave inserita non lo fa funzionare.

Accelerare senza spostarsi,Frizione premuta, cambio in folle, motore al massimo dei giri: tre modi di bruciare carburante senza produrre movimento. Nessuno riduce l'inquinamento.

"Liberamente","È consentito modificare liberamente motore e marmitta": l'avverbio rende falsa la frase, e l'intenzione dichiarata di ridurre l'inquinamento non cambia nulla.

Domande frequenti

A cosa servono davvero le sospensioni?

La funzione principale è mantenere le ruote aderenti al fondo stradale: senza contatto non c'è aderenza, e senza aderenza non si frena né si sterza. Il comfort di marcia è una conseguenza importante ma secondaria dello stesso meccanismo di assorbimento degli urti.

Come mi accorgo che gli ammortizzatori sono esauriti?

Il segnale più semplice è il comportamento dopo un dosso: un veicolo in ordine si stabilizza subito, uno con ammortizzatori esauriti continua a oscillare due o tre volte. Il difetto non accende alcuna spia e per questo viene ignorato a lungo, pur incidendo su spazio di frenata e tenuta in curva.

Perché il pedale del freno diventa duro se il motore si spegne?

Perché il servofreno a depressione, che amplifica la forza esercitata sul pedale, funziona solo con il motore in rotazione. Esaurita la riserva di depressione dopo una o due frenate, l'impianto continua a frenare ma richiede una pressione sul pedale molto maggiore.

Cos'è l'interruttore inerziale?

Un dispositivo che, rilevando una decelerazione violenta come quella di un urto, interrompe l'afflusso di carburante al motore. Serve a ridurre il rischio di incendio dopo un incidente: un veicolo che ne è dotato è più sicuro, non più esposto.

Dove si smaltisce l'olio motore usato?

Nei centri di raccolta autorizzati o presso l'officina che effettua il cambio. È un rifiuto pericoloso: contiene residui della combustione e particelle metalliche, va evitato il contatto prolungato con la pelle e non deve mai essere versato a terra o nelle fognature.

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