Quiz Patente B su cambio di corsia, svolta a destra e flusso della circolazione: 20 quiz vero o falso

NOIGUI · QUIZ PATENTE BLA CIRCOLAZIONE È UNA CORRENTECHI SI FERMA CREA IL PERICOLOVero o Falso · 20 quiz ministeriali

C'è un principio che attraversa quasi tutte le venti affermazioni di questo gruppo, e che il Codice non enuncia mai in modo esplicito: la circolazione è un flusso. I veicoli che ti seguono hanno costruito le proprie decisioni sull'idea che tu continuerai a muoverti nella direzione e alla velocità in cui ti stai muovendo. Ogni interruzione non annunciata di quel flusso — fermarsi, retrocedere, cambiare corsia all'improvviso, aspettare — è più pericolosa dell'errore che vorrebbe correggere.

Il caso su cui il ministero costruisce il maggior numero di domande è quello di chi si accorge di aver preso la corsia di preselezione sbagliata: il listato propone sei rimedi diversi, tutti falsi, e ciascuno interrompe il flusso in un modo particolare. Attorno a questo caso ruotano le regole sul cambio di corsia e sulla svolta a destra, e le due sole situazioni in cui fermarsi è invece la risposta giusta.

Sei modi sbagliati di rimediare a un errore

La situazione è quella di chiunque abbia guidato in una città che non conosce: si arriva a un incrocio incanalati, la segnaletica orizzontale impone una direzione, e non è quella che serviva. Il listato elenca sei reazioni istintive, e le boccia tutte.

Fermarsi a chiedere informazioni. È l'ipotesi che il ministero smonta esplicitamente: non ci si ferma a chiedere indicazioni, per non ostacolare il flusso della circolazione. Un veicolo fermo in una corsia di preselezione blocca tutti quelli che quella corsia l'avevano scelta correttamente.

Chiedere consiglio agli agenti del traffico. Sembra la scelta più rispettosa, ed è invece un'interruzione come le altre: l'agente regola la circolazione, non fornisce indicazioni stradali ai singoli conducenti mentre il traffico si accumula alle loro spalle.

Accostare sulla destra e fermarsi finché non sia passata la colonna. Attraversare le corsie per accostare è precisamente la manovra da evitare, e la colonna dietro di te non "passa": si ferma, perché si è fermato chi la precede.

Retrocedere fino al punto in cui cessano le strisce continue. È l'ipotesi più pericolosa dell'elenco. La retromarcia in prossimità di un'intersezione è una manovra che nessuno dei veicoli dietro può prevedere, e li coglie mentre guardano l'incrocio, non il veicolo che li precede.

Arrivare al semaforo e attendere che la luce consenta di cambiare corsia. Il semaforo regola l'attraversamento dell'incrocio, non il cambio di corsia, e attendere significa restare fermi al verde con una fila dietro.

Invertire il senso di marcia — l'ipotesi che compare nella domanda su chi tarda a ripartire al via libera — è il rimedio più estremo e più assurdo: si aggiunge una manovra vietata in prossimità dell'incrocio a un rallentamento che non ci riguarda.

Cosa hanno in comune

  • Tutte fermano o rallentano il veicolo in un punto in cui chi segue non se lo aspetta
  • Tutte richiedono spazio che nessuno ha riservato
  • Tutte trattano un errore di percorso come un'emergenza
  • Nessuna riduce il tempo perso: lo aumenta, e lo scarica sugli altri

La risposta giusta è una sola

Bisogna procedere nel senso voluto dalla segnaletica, dando le dovute precedenze. Punto. L'errore si porta a termine e si corregge più avanti, dove la strada lo consente.

La formulazione ministeriale contiene però un dettaglio che vale la pena isolare: «dando le dovute precedenze». Seguire la direzione imposta non significa procedere in automatico: l'incrocio va comunque affrontato con le regole di precedenza che gli competono. È un promemoria contro la reazione tipica di chi, contrariato dall'errore, smette di guardare.

Va invece scartata l'ipotesi intermedia, quella che sembra un compromesso ragionevole: effettuare comunque la svolta che si intendeva fare, dando però precedenza a tutti i veicoli. Non funziona, perché la precedenza concessa non risolve il problema. Chi svolta da una corsia che non lo consente attraversa traiettorie che nessuno si aspetta di vedere attraversate, e la cortesia di lasciar passare non rende quella manovra prevedibile — la rende solo più lenta, e quindi più lunga da subire.

Va scartata anche l'idea di azionare tutti gli indicatori di direzione come segnale di pericolo. Le quattro frecce segnalano un veicolo fermo che costituisce pericolo o un rallentamento improvviso della circolazione; usarle per comunicare "sto sbagliando corsia" significa dare un'informazione che nessuno saprà interpretare, in un momento in cui la chiarezza è tutto. Il tema è ripreso, da un'altra angolatura, nel quiz sulle reazioni alla guida.

La proporzione fra i due rischi

Seguire la direzione sbagliata costa qualche centinaio di metri e un paio di svolte in più. Ogni alternativa proposta dal listato costa, nella peggiore delle ipotesi, una collisione. Non c'è alcun caso in cui il primo prezzo sia più alto del secondo.

Cambiare corsia: quattro verifiche, in ordine

Il cambio di corsia è la manovra che tutte le domande precedenti hanno in comune, ed è disciplinata da quattro obblighi che il listato enuncia separatamente ma che formano una sequenza unica.

Primo: controllare che la corsia da occupare sia libera davanti per un tratto sufficiente. Non basta che ci sia lo spazio per infilarsi: serve lo spazio per proseguire, altrimenti il cambio di corsia si risolve in una frenata immediata.

Secondo: controllare che sia libera dietro per un tratto sufficiente. È la verifica che si fa negli specchi e, per l'angolo cieco, con un colpo d'occhio diretto. "Sufficiente" significa che il veicolo che sopraggiunge non debba modificare la propria andatura a causa tua.

Terzo: segnalare la manovra in anticipo con l'indicatore di direzione. In anticipo, non contemporaneamente: la freccia serve a dare agli altri il tempo di prenderne atto, e una freccia accesa mentre si sta già sterzando è una constatazione, non una segnalazione.

Quarto: non creare intralcio o pericolo a chi percorre la corsia che si vuole impegnare. È la formula che chiude il ragionamento e che stabilisce chi ha la responsabilità: chi cambia corsia si inserisce in uno spazio altrui, e l'onere di non disturbare è interamente suo.

Da questa disciplina discende anche il divieto implicito più utile: in caso di traffico intenso non si cambia ripetutamente corsia per occupare di volta in volta quella più libera. Ogni cambio richiede le quattro verifiche, in una situazione in cui gli spazi sono minimi; e la corsia "più libera" cambia continuamente, il che significa che il guadagno reale è nullo mentre il numero di manovre a rischio si moltiplica.

Perché lo zigzag non fa guadagnare tempo

In una colonna densa la velocità media è determinata dalla capacità della strada, non dalla corsia scelta. Chi cambia continuamente corsia percorre più metri, esegue più manovre e arriva sostanzialmente insieme a chi è rimasto nella propria — con la differenza di aver moltiplicato le occasioni di collisione e di aver costretto molti altri a frenare.

La svolta a destra, e le due volte in cui ci si ferma

La svolta a destra è il caso in cui la posizione conta più di ogni altra cosa, e il listato la verifica con quattro affermazioni speculari.

Bisogna tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata e immettersi nella corsia che consente di eseguire la manovra. Sono false, di conseguenza, le due affermazioni che invitano a tenersi vicino al margine sinistro o sulla corsia di sinistra: chi lo fa apre sulla propria destra uno spazio in cui un ciclista, un motociclista o un altro veicolo si inseriscono naturalmente, e la svolta successiva taglia loro la traiettoria. È uno degli schemi di incidente più frequenti in ambito urbano, e nasce interamente da un errore di posizionamento preventivo.

Restano due situazioni in cui la regola del flusso si inverte, e in cui fermarsi è la risposta corretta.

La prima è il corteo. Quando in un centro abitato ci si imbatte in un corteo, si deve fermare il veicolo sulla destra e attendere che la carreggiata si liberi. Un corteo non è un flusso di traffico ma un'occupazione temporanea e organizzata della strada: non lo si attraversa, non lo si costeggia, non lo si supera.

La seconda è l'abbagliamento notturno. Quando di notte, su strada extraurbana, si incrocia un veicolo con i proiettori abbaglianti accesi, bisogna evitare brusche manovre e cambi di corsia. La logica qui è opposta a quella dell'evitare: se non vedi, l'ultima cosa da fare è spostarti. Si rallenta, si guarda il margine destro della carreggiata come riferimento e si mantiene la traiettoria fino a quando la vista non si riprende.

Il filo che tiene insieme il capitolo

Fermarsi, retrocedere, cambiare corsia e svoltare sono tutte manovre che sottraggono spazio a qualcun altro. Diventano sicure solo quando sono previste da chi le subisce: annunciate con l'indicatore, preparate con la posizione, eseguite dove chi guarda se le aspetta. Tutto ciò che il listato boccia ha in comune il fatto di essere improvviso — e tutto ciò che approva ha in comune il fatto di essere leggibile da fuori.

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Mettiti alla prova: vero o falso?

Venti affermazioni ministeriali sul cambio di corsia, sulla svolta a destra e su cosa fare quando ci si accorge di essere nella corsia sbagliata. Il criterio è quasi sempre lo stesso: la manovra è corretta se chi la subisce può prevederla.

1. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione non ci dobbiamo fermare a chiedere informazioni, per non ostacolare il flusso della circolazione

2. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione dobbiamo procedere nel senso voluto dalla segnaletica, dando le dovute precedenze

3. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione dobbiamo effettuare la manovra di svolta che intendevamo fare, dando però precedenza a tutti i veicoli

4. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione dobbiamo chiedere consiglio agli agenti del traffico

5. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione dobbiamo azionare l'accensione simultanea di tutti gli indicatori di direzione, quale segnale di pericolo

6. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione dobbiamo accostarci sulla destra e fermarci finché non sia passata la colonna dei veicoli che seguono

7. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione cerchiamo di retrocedere, con prudenza, fino al punto in cui cessano le strisce continue di corsia

8. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione dobbiamo arrivare al semaforo e attendere che la luce ci consenta di effettuare il cambio di corsia

9. Quando, in un centro abitato, il conducente di un veicolo si imbatte in un corteo, deve fermarsi sulla destra e attendere che la carreggiata si liberi

10. Quando ad un incrocio urbano, al segnale di via libera, il veicolo che precede tarda a riprendere la marcia, è opportuno cercare di sgombrare al più presto la carreggiata, anche invertendo il senso di marcia

11. Allorché di notte, su strada extraurbana, incrociamo un veicolo con fari a luce abbagliante accesi, occorre evitare brusche manovre e cambi di corsia

12. In caso di traffico intenso il conducente deve cambiare ripetutamente corsia di marcia in modo da impegnare sempre quella più libera

13. Per effettuare la svolta a destra occorre tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata

14. La svolta a destra si effettua immettendosi nella corsia che consente di eseguire tale manovra

15. Per svoltare a destra bisogna tenersi il più vicino possibile al margine sinistro della carreggiata

16. Per svoltare a destra bisogna tenersi sulla corsia di sinistra

17. Chi intende cambiare corsia deve controllare che la corsia che vuole occupare sia libera davanti per un tratto sufficiente

18. Chi intende cambiare corsia deve controllare che la corsia che vuole occupare sia libera dietro per un tratto sufficiente

19. Chi intende cambiare corsia deve segnalare la manovra in anticipo, tramite l'indicatore di direzione

20. Chi intende cambiare corsia non deve creare intralcio o pericolo per chi percorre la corsia che vuole impegnare

Rispondi alle domande per vedere il tuo punteggio.

Soluzioni commentate, domanda per domanda

Ogni affermazione con la risposta corretta e il ragionamento sulla manovra. Il numero riportato è quello con cui la domanda figura nell'archivio ministeriale.

1. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione non ci dobbiamo fermare a chiedere informazioni, per non ostacolare il flusso della circolazione

Risposta: VERO — Un veicolo fermo in una corsia di preselezione blocca tutti quelli che quella corsia l'avevano scelta correttamente. L'informazione si chiede dopo, in un punto in cui ci si può arrestare senza interrompere la circolazione.

2. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione dobbiamo procedere nel senso voluto dalla segnaletica, dando le dovute precedenze

Risposta: VERO — È l'unica risposta corretta del gruppo. L'errore si porta a termine e si corregge più avanti. L'inciso "dando le dovute precedenze" ricorda che seguire la direzione imposta non dispensa dalle regole di precedenza dell'incrocio.

3. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione dobbiamo effettuare la manovra di svolta che intendevamo fare, dando però precedenza a tutti i veicoli

Risposta: FALSO — La precedenza concessa non risolve il problema. Svoltare da una corsia che non lo consente significa attraversare traiettorie che nessuno si aspetta di veder attraversate: la cortesia di lasciar passare rende la manovra più lenta, non più prevedibile.

4. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione dobbiamo chiedere consiglio agli agenti del traffico

Risposta: FALSO — Gli agenti del traffico regolano la circolazione, non forniscono indicazioni stradali ai singoli conducenti. Fermarsi per interpellarli produce lo stesso effetto di qualunque altra sosta in preselezione: il blocco della corsia.

5. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione dobbiamo azionare l'accensione simultanea di tutti gli indicatori di direzione, quale segnale di pericolo

Risposta: FALSO — Le quattro frecce segnalano un veicolo fermo che costituisce pericolo o un rallentamento improvviso e prolungato della circolazione. Usarle per comunicare un errore di corsia significa dare un'informazione che nessuno può interpretare, proprio dove serve chiarezza.

6. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione dobbiamo accostarci sulla destra e fermarci finché non sia passata la colonna dei veicoli che seguono

Risposta: FALSO — Attraversare le corsie per accostare è esattamente la manovra da evitare, e la colonna dietro non "passa": si ferma anch'essa, perché si è fermato chi la precede. Il rimedio riproduce il problema che vorrebbe risolvere.

7. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione cerchiamo di retrocedere, con prudenza, fino al punto in cui cessano le strisce continue di corsia

Risposta: FALSO — È l'ipotesi più pericolosa dell'elenco. La retromarcia in prossimità di un'intersezione è una manovra che nessuno dei veicoli dietro può prevedere, e li coglie mentre la loro attenzione è rivolta all'incrocio, non al veicolo che li precede.

8. Quando, giunti in prossimità di un incrocio, ci accorgiamo di aver sbagliato la corsia di preselezione dobbiamo arrivare al semaforo e attendere che la luce ci consenta di effettuare il cambio di corsia

Risposta: FALSO — Il semaforo regola l'attraversamento dell'incrocio, non i cambi di corsia. Attendere significa restare fermi con il verde acceso e una fila alle spalle, in una delle situazioni di maggiore tensione della circolazione urbana.

9. Quando, in un centro abitato, il conducente di un veicolo si imbatte in un corteo, deve fermarsi sulla destra e attendere che la carreggiata si liberi

Risposta: VERO — Il corteo non è un flusso di traffico ma un'occupazione temporanea e organizzata della strada: non lo si attraversa, non lo si costeggia e non lo si supera. È una delle poche situazioni in cui fermarsi è la risposta corretta.

10. Quando ad un incrocio urbano, al segnale di via libera, il veicolo che precede tarda a riprendere la marcia, è opportuno cercare di sgombrare al più presto la carreggiata, anche invertendo il senso di marcia

Risposta: FALSO — L'inversione di marcia in prossimità di un incrocio è una manovra vietata, e aggiungerla a un rallentamento momentaneo che non ci riguarda è sproporzionato. Il ritardo di chi precede si affronta con qualche secondo di pazienza.

11. Allorché di notte, su strada extraurbana, incrociamo un veicolo con fari a luce abbagliante accesi, occorre evitare brusche manovre e cambi di corsia

Risposta: VERO — Se non si vede, l'ultima cosa da fare è spostarsi. La condotta corretta è rallentare, usare il margine destro della carreggiata come riferimento visivo e mantenere la traiettoria fino a quando la vista non si è ripresa.

12. In caso di traffico intenso il conducente deve cambiare ripetutamente corsia di marcia in modo da impegnare sempre quella più libera

Risposta: FALSO — In una colonna densa la velocità media dipende dalla capacità della strada, non dalla corsia scelta: il guadagno reale è nullo. In compenso ogni cambio richiede spazi minimi e manovre ravvicinate, moltiplicando le occasioni di collisione.

13. Per effettuare la svolta a destra occorre tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata

Risposta: VERO — È la regola di posizionamento che rende la manovra leggibile e sicura. Restando accostati non si lascia sulla propria destra alcuno spazio in cui un ciclista o un motociclista possa inserirsi poco prima della svolta.

14. La svolta a destra si effettua immettendosi nella corsia che consente di eseguire tale manovra

Risposta: VERO — La preselezione va fatta prima, portandosi per tempo nella corsia dedicata alla svolta. Decidere la direzione una volta arrivati all'incrocio significa dover attraversare corsie occupate da chi ha già scelto un'altra direzione.

15. Per svoltare a destra bisogna tenersi il più vicino possibile al margine sinistro della carreggiata

Risposta: FALSO — È il contrario della regola. Tenersi a sinistra prima di una svolta a destra apre sulla propria destra uno spazio che altri utenti occupano naturalmente: la svolta successiva taglia loro la traiettoria, ed è uno degli schemi di incidente urbano più frequenti.

16. Per svoltare a destra bisogna tenersi sulla corsia di sinistra

Risposta: FALSO — La corsia da occupare è quella che consente la svolta a destra, cioè la più a destra fra quelle disponibili. Attraversare la carreggiata da sinistra a destra in prossimità dell'incrocio è precisamente la manovra che la preselezione serve a evitare.

17. Chi intende cambiare corsia deve controllare che la corsia che vuole occupare sia libera davanti per un tratto sufficiente

Risposta: VERO — Non basta lo spazio per infilarsi: serve lo spazio per proseguire. Un cambio di corsia che si conclude con una frenata immediata trasferisce il problema a chi segue nella nuova corsia, oltre a esporre a un tamponamento.

18. Chi intende cambiare corsia deve controllare che la corsia che vuole occupare sia libera dietro per un tratto sufficiente

Risposta: VERO — È la verifica che si fa negli specchi e, per l'angolo cieco, con un colpo d'occhio diretto. "Sufficiente" ha un significato preciso: il veicolo che sopraggiunge non deve essere costretto a modificare la propria andatura a causa della manovra.

19. Chi intende cambiare corsia deve segnalare la manovra in anticipo, tramite l'indicatore di direzione

Risposta: VERO — In anticipo, non contemporaneamente. La freccia serve a dare agli altri il tempo di prenderne atto e di regolarsi: accesa mentre si sta già sterzando diventa la constatazione di un fatto compiuto, non una segnalazione.

20. Chi intende cambiare corsia non deve creare intralcio o pericolo per chi percorre la corsia che vuole impegnare

Risposta: VERO — È la formula che stabilisce dove sta la responsabilità: chi cambia corsia si inserisce in uno spazio già occupato da un altro flusso, e l'onere di non disturbarlo è interamente suo. Non esiste un diritto a essere lasciati entrare.

Le trappole di formulazione su questo argomento

Il rimedio che interrompe il flusso,Fermarsi, accostare, retrocedere, attendere il semaforo, chiedere agli agenti: cinque rimedi diversi, tutti falsi, tutti fondati sull'idea che si possa sospendere la circolazione per correggere un errore personale.

La precedenza come lasciapassare,"Effettuare comunque la svolta, dando però precedenza a tutti": concedere la precedenza non rende prevedibile una manovra fatta dalla corsia sbagliata.

Le quattro frecce fuori contesto,Servono per un veicolo fermo che costituisce pericolo o per un rallentamento improvviso e prolungato, non per segnalare un proprio errore di corsia.

Destra o sinistra prima della svolta,Per svoltare a destra ci si accosta a destra. Le due affermazioni che indicano il margine o la corsia di sinistra sono false, ed entrambe descrivono lo stesso schema di incidente.

Quando fermarsi è giusto,Due sole eccezioni: davanti a un corteo ci si ferma sulla destra; in caso di abbagliamento notturno si rallenta senza cambiare corsia.

Domande frequenti

Cosa fare se si sbaglia corsia prima di un incrocio?

Procedere nel senso imposto dalla segnaletica, dando le dovute precedenze, e correggere il percorso più avanti dove è consentito. Ogni altra soluzione — fermarsi, accostare, retrocedere, aspettare il verde per cambiare corsia — interrompe un flusso che chi segue non si aspetta di veder interrotto.

Perché non si può retrocedere per rimediare?

Perché la retromarcia in prossimità di un'intersezione è imprevedibile per chiunque segua, e li coglie mentre guardano l'incrocio anziché il veicolo davanti. È l'ipotesi più pericolosa fra quelle proposte dal listato, ed è vietata proprio per questo.

Quali controlli servono prima di cambiare corsia?

Che la corsia da occupare sia libera davanti per un tratto sufficiente a proseguire, che sia libera dietro per un tratto sufficiente a non costringere nessuno a rallentare, che la manovra sia segnalata in anticipo con l'indicatore e che non crei intralcio o pericolo a chi già la percorre.

Conviene cambiare corsia per prendere quella più libera?

No. In una colonna densa la velocità media è determinata dalla capacità della strada, non dalla corsia scelta: il tempo guadagnato è trascurabile mentre il numero di manovre a rischio si moltiplica, in una situazione in cui gli spazi sono già minimi.

Cosa fare se si viene abbagliati di notte fuori città?

Rallentare, evitare manovre brusche e cambi di corsia, e usare il margine destro della carreggiata come riferimento visivo fino a quando la vista non si è ripresa. Spostarsi quando non si vede è l'esatto contrario di ciò che serve.