Il maltempo non cambia le regole della strada: cambia il margine con cui possono essere rispettate. Nella nebbia si perde l'informazione visiva, sotto la pioggia si perde aderenza e si guadagna un velo d'acqua fra gomma e asfalto, sulla neve si perde la possibilità di chiedere al veicolo qualsiasi cosa in modo brusco. In tutti e tre i casi la risposta corretta è la stessa nella sostanza e diversa nei dettagli: ridurre le richieste fatte al veicolo e aumentare il tempo a disposizione.
Il listato ministeriale raccoglie in questo blocco venti affermazioni che alternano tecniche corrette e rimedi popolari, alcuni dei quali sopravvivono da decenni nonostante siano dimostrabilmente controproducenti. Sotto trovi la parte descrittiva e poi i venti quiz vero o falso con le spiegazioni.
Nebbia: quando la strada diventa l'unico riferimento
Nella nebbia fitta la visibilità si riduce a pochi metri e viene meno tutto ciò su cui normalmente si guida: la prospettiva della carreggiata, i punti di riferimento lontani, la possibilità di anticipare una curva. Resta un solo elemento affidabile, ed è la segnaletica orizzontale: la linea di margine destra, in particolare, indica dove finisce la carreggiata e va seguita con lo sguardo. È l'unica guida disponibile e va usata deliberatamente, non per ripiego.
Sul fronte dell'illuminazione, quando la visibilità scende sotto i cinquanta metri va accesa la luce posteriore per nebbia, se il veicolo ne è dotato: è una luce rossa molto più intensa dei normali fanalini di posizione, progettata per essere percepita a distanza utile da chi sopraggiunge. Va poi spenta quando la visibilità migliora, perché a distanza ravvicinata abbaglia chi segue.
- Seguire la segnaletica orizzontale, in particolare la linea di margine
- Accendere il retronebbia sotto i 50 metri di visibilità, se presente
- Ridurre la velocità fino a poter arrestare il veicolo nello spazio visibile
- Aumentare la distanza: chi precede può fermarsi senza preavviso
- Abbassare il volume della radio e aprire un finestrino: l'udito diventa una fonte di informazioni
Tre rimedi che peggiorano la situazione
Il primo è accodarsi il più possibile al veicolo che precede, usando le sue luci come guida. È il comportamento che genera i tamponamenti a catena tipici della nebbia: se quel veicolo frena bruscamente o urta qualcosa, non esiste spazio per reagire. Il secondo è procedere a zig zag per farsi notare: un veicolo che oscilla è imprevedibile, occupa più larghezza di quella che serve e comunica esattamente l'informazione sbagliata a chi cerca di capire dove si trova. Il terzo è suonare il clacson in modo continuativo: il suono non indica una posizione, satura l'attenzione e impedisce di percepire gli altri rumori utili. Anche tenere acceso l'indicatore di direzione sinistro rientra fra le cattive idee: comunica una manovra che non si sta compiendo, e chi la vede si regola di conseguenza.
Pioggia: il velo d'acqua e il vetro appannato
Sotto la pioggia si affrontano due problemi distinti. Il primo è esterno e riguarda l'aderenza: fra pneumatico e asfalto si interpone un velo d'acqua che il battistrada deve drenare attraverso i propri intagli. Se la quantità d'acqua supera la capacità di drenaggio — perché la velocità è alta, il battistrada è consumato o il ristagno è profondo — il pneumatico galleggia e ogni comando diventa inefficace.
Il secondo è interno e riguarda la visibilità: l'aria dell'abitacolo si carica di umidità, che condensa sui vetri appena la loro temperatura scende sotto il punto di rugiada. Il vetro appannato riduce la visibilità in modo silenzioso e progressivo, e va contrastato attivando la ventilazione verso i cristalli e, dove presente, il climatizzatore, che deumidifica l'aria oltre a raffreddarla.
Quattro convinzioni da correggere
Passare velocemente sulle pozzanghere per non impantanarsi è il contrario di ciò che serve: la velocità è proprio il fattore che innesca il galleggiamento, e l'acqua sollevata acceca chi arriva e bagna i freni. Coprire il radiatore con una mascherina è un accorgimento del tutto estraneo alla pioggia, che semmai ostacola il raffreddamento del motore. Usare le quattro frecce durante la marcia è sbagliato — segnalano un veicolo fermo o pericoloso e cancellano l'informazione direzionale — e va riservato ai casi in cui il veicolo costituisce davvero un ostacolo. Procedere con la frizione abbassata, infine, priva del freno motore e trasferisce ogni controllo all'impianto frenante, cioè all'organo che sull'acqua ha meno margine.
Neve: tutto in modo dolce
Sulla neve l'aderenza disponibile è una frazione di quella su asfalto asciutto, e la conseguenza pratica è che ogni comando dato bruscamente supera immediatamente il limite. Accelerare al massimo in partenza fa girare le ruote a vuoto senza produrre avanzamento; sterzare bruscamente per evitare un ostacolo fa perdere il controllo direzionale invece di cambiare traiettoria; frenare con decisione blocca le ruote.
La tecnica corretta è opposta e uniforme: accelerazione progressiva, eventualmente partendo con una marcia più alta della prima per ridurre la coppia trasmessa alle ruote; sterzate ampie e anticipate; frenate dolci e iniziate molto prima del punto in cui si vuole fermarsi. È una guida che sembra lenta e che in realtà è semplicemente calibrata su ciò che il fondo può sostenere.
Uscire da un infossamento
Se il veicolo si è impantanato nella neve o nella sabbia e le ruote girano a vuoto, insistere sull'acceleratore peggiora la situazione: lo slittamento lucida il fondo sotto la ruota e scava ulteriormente. Due accorgimenti funzionano davvero. Il primo è interporre sotto la ruota motrice qualcosa che offra attrito — assi di legno, rami, i tappetini del veicolo, cartone, ghiaia. Il secondo è partire con una marcia superiore alla prima: il rapporto più lungo riduce la coppia trasmessa alla ruota e con essa la tendenza a slittare, permettendo alla gomma di fare presa.
Una precisazione sulla vista
Il listato inserisce in questo blocco un'affermazione che riguarda la correzione visiva: usare occhiali o lenti a contatto soltanto in caso di scarsa visibilità. È falsa, e per una ragione che vale la pena distinguere con chiarezza dal resto del capitolo.
La scarsa visibilità è una condizione esterna e temporanea, dovuta a nebbia, pioggia o buio. Il difetto visivo è una condizione della persona, permanente finché non viene corretta. Se la patente prescrive l'uso di un dispositivo di correzione, quell'obbligo accompagna il conducente in ogni momento della guida: con il sole come con la nebbia, di giorno come di notte. Le due cose non si compensano — anzi, il maltempo rende la correzione ancora più necessaria, perché riduce ulteriormente il contrasto e i dettagli disponibili.
Il filo comune del capitolo
Nebbia, pioggia e neve sottraggono ciascuna una risorsa diversa: informazione visiva la prima, aderenza la seconda, capacità di reazione del veicolo la terza. Nessuna di esse si compensa con un gesto energico, e quasi tutte le risposte sbagliate del listato consistono proprio in questo: fare qualcosa con più forza, più velocità o più rumore. La risposta corretta è quasi sempre fare meno, prima e con più margine.
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Mettiti alla prova: vero o falso?
Venti affermazioni ministeriali su guida nella nebbia, sotto la pioggia e sulla neve, comprese le tecniche per uscire da un infossamento.
1. Durante la marcia, in caso di nebbia con visibilità inferiore a 50 metri, bisogna usare la luce posteriore per nebbia, se il veicolo ne è dotato
2. In caso di pioggia occorre tenere in funzione i tergicristalli
3. In caso di pioggia occorre evitare l'appannamento dei vetri
4. In caso di pioggia occorre passare velocemente sulle pozzanghere per evitare di rimanere impantanati
5. In caso di pioggia occorre coprire il radiatore con l'apposita mascherina
6. In caso di pioggia occorre utilizzare, durante la marcia, la segnalazione luminosa di pericolo (quattro frecce lampeggianti simultaneamente)
7. In caso di pioggia occorre procedere, di norma, con il pedale della frizione abbassato
8. Su strade coperte di neve occorre evitare brusche accelerazioni
9. Su strade coperte di neve occorre alla partenza, accelerare al massimo
10. Su strade coperte di neve occorre sterzare bruscamente per evitare di urtare veicoli fermi
11. In caso di nebbia fitta è opportuno lasciarsi guidare dalla segnaletica orizzontale
12. In caso di nebbia fitta è opportuno accendere la luce posteriore per nebbia
13. In caso di nebbia fitta è opportuno guidare con la massima prudenza e concentrazione
14. In caso di nebbia fitta è opportuno mantenere in funzione l'indicatore di direzione sinistro
15. In caso di nebbia fitta è opportuno procedere a zig zag per far meglio notare la propria presenza
16. In caso di nebbia fitta è opportuno accodarsi al veicolo che precede quanto più vicino possibile
17. In caso di nebbia fitta è opportuno suonare continuativamente il clacson
18. In caso di infossamento su neve o sabbia, non riuscendo a spostare il veicolo, è consigliabile inserire sotto la ruota che slitta qualcosa che faccia attrito (pezzi di legno, tappeti del veicolo, ecc.)
19. In caso di infossamento su neve o sabbia, non riuscendo a partire con la prima marcia è opportuno innestare una marcia superiore
20. Durante la guida, si devono usare gli occhiali da vista o le lenti a contatto soltanto in caso di scarsa visibilità
Soluzioni commentate, domanda per domanda
Ogni risposta è spiegata a partire dalla risorsa che quella condizione meteorologica sottrae al conducente.
1. Durante la marcia, in caso di nebbia con visibilità inferiore a 50 metri, bisogna usare la luce posteriore per nebbia, se il veicolo ne è dotato
Risposta: VERO — Il retronebbia è una luce rossa molto più intensa dei normali fanalini di posizione, pensata per essere percepita a distanza utile. Va poi spenta quando la visibilità migliora, perché da vicino abbaglia chi segue.
2. In caso di pioggia occorre tenere in funzione i tergicristalli
Risposta: VERO — Il velo d'acqua sul parabrezza diffonde la luce e deforma le immagini, in particolare di notte e controluce. I tergicristalli mantengono l'unica superficie attraverso cui si raccolgono le informazioni di guida.
3. In caso di pioggia occorre evitare l'appannamento dei vetri
Risposta: VERO — L'umidità dell'abitacolo condensa sui cristalli appena la loro temperatura scende sotto il punto di rugiada. Si contrasta indirizzando la ventilazione sui vetri e usando il climatizzatore, che deumidifica l'aria.
4. In caso di pioggia occorre passare velocemente sulle pozzanghere per evitare di rimanere impantanati
Risposta: FALSO — La velocità è proprio il fattore che innesca il galleggiamento del battistrada. In più l'acqua sollevata acceca chi arriva, bagna i freni e, se la pozzanghera copre un solo lato, tira il volante.
5. In caso di pioggia occorre coprire il radiatore con l'apposita mascherina
Risposta: FALSO — È un accorgimento estraneo alla pioggia, che semmai ostacola il raffreddamento del motore. Nulla nella pioggia richiede di limitare il flusso d'aria al radiatore.
6. In caso di pioggia occorre utilizzare, durante la marcia, la segnalazione luminosa di pericolo (quattro frecce lampeggianti simultaneamente)
Risposta: FALSO — Le quattro frecce segnalano un veicolo fermo o che costituisce un pericolo, e accendendo tutti gli indicatori cancellano l'informazione direzionale. In marcia sotto la pioggia non vanno usate.
7. In caso di pioggia occorre procedere, di norma, con il pedale della frizione abbassato
Risposta: FALSO — Con la frizione premuta si perde il freno motore e ogni controllo della velocità viene trasferito all'impianto frenante, cioè all'organo che sull'acqua ha meno margine. La marcia resta innestata.
8. Su strade coperte di neve occorre evitare brusche accelerazioni
Risposta: VERO — L'aderenza disponibile è una frazione di quella su asfalto asciutto: un'accelerazione decisa supera immediatamente il limite e fa girare le ruote a vuoto, senza produrre avanzamento.
9. Su strade coperte di neve occorre alla partenza, accelerare al massimo
Risposta: FALSO — È il modo più rapido per far slittare le ruote e restare fermi. La partenza corretta è progressiva, eventualmente con una marcia più alta della prima per ridurre la coppia trasmessa alle ruote.
10. Su strade coperte di neve occorre sterzare bruscamente per evitare di urtare veicoli fermi
Risposta: FALSO — Una sterzata brusca su fondo a bassa aderenza fa perdere il controllo direzionale anziché cambiare traiettoria. Servono sterzate ampie e anticipate, precedute da una velocità già ridotta.
11. In caso di nebbia fitta è opportuno lasciarsi guidare dalla segnaletica orizzontale
Risposta: VERO — Venuti meno prospettiva e riferimenti lontani, la linea di margine destra resta l'unico elemento affidabile per sapere dove finisce la carreggiata. Va seguita deliberatamente, non per ripiego.
12. In caso di nebbia fitta è opportuno accendere la luce posteriore per nebbia
Risposta: VERO — È il dispositivo progettato esattamente per questa condizione: la sua intensità la rende percepibile a una distanza sufficiente perché chi arriva possa rallentare in tempo.
13. In caso di nebbia fitta è opportuno guidare con la massima prudenza e concentrazione
Risposta: VERO — La nebbia sottrae informazione e allunga il tempo necessario a interpretare ciò che compare. La concentrazione è ciò che compensa, in parte, l'assenza di anticipazione visiva.
14. In caso di nebbia fitta è opportuno mantenere in funzione l'indicatore di direzione sinistro
Risposta: FALSO — L'indicatore comunica una manovra: tenerlo acceso senza compierla induce gli altri a regolarsi su un'informazione falsa. Per farsi vedere esistono le luci previste, non i segnali di direzione.
15. In caso di nebbia fitta è opportuno procedere a zig zag per far meglio notare la propria presenza
Risposta: FALSO — Un veicolo che oscilla occupa più larghezza del necessario ed è imprevedibile proprio per chi sta cercando di capire dove si trova. È l'opposto dell'informazione che serve.
16. In caso di nebbia fitta è opportuno accodarsi al veicolo che precede quanto più vicino possibile
Risposta: FALSO — È il comportamento che genera i tamponamenti a catena tipici della nebbia: se chi precede frena bruscamente o urta qualcosa, non esiste alcuno spazio per reagire.
17. In caso di nebbia fitta è opportuno suonare continuativamente il clacson
Risposta: FALSO — Il suono non indica una posizione, satura l'attenzione e impedisce di percepire gli altri rumori utili. Nella nebbia l'udito è una risorsa preziosa e va preservata, non coperta.
18. In caso di infossamento su neve o sabbia, non riuscendo a spostare il veicolo, è consigliabile inserire sotto la ruota che slitta qualcosa che faccia attrito (pezzi di legno, tappeti del veicolo, ecc.)
Risposta: VERO — Lo slittamento lucida il fondo sotto la ruota e scava ulteriormente: interporre un materiale che offra presa restituisce alla gomma qualcosa su cui fare forza.
19. In caso di infossamento su neve o sabbia, non riuscendo a partire con la prima marcia è opportuno innestare una marcia superiore
Risposta: VERO — Un rapporto più lungo riduce la coppia trasmessa alla ruota e con essa la tendenza a slittare. La gomma riesce così a fare presa dove con la prima girava a vuoto.
20. Durante la guida, si devono usare gli occhiali da vista o le lenti a contatto soltanto in caso di scarsa visibilità
Risposta: FALSO — La scarsa visibilità è una condizione esterna e temporanea; il difetto visivo è una condizione della persona. Se la patente prescrive la correzione, l'obbligo vale sempre — e con il maltempo la correzione serve ancora di più.
Le trappole di formulazione su questo argomento
Nel maltempo, ogni rimedio che consiste nel fare qualcosa con più forza, più velocità o più rumore è falso. La risposta corretta è quasi sempre fare meno, prima e con più margine.
Le quattro frecce non si usano in marcia, né sotto la pioggia né nella nebbia: segnalano un veicolo fermo o pericoloso e cancellano l'informazione direzionale.
L'indicatore di direzione non è un dispositivo di presenza: tenerlo acceso nella nebbia comunica una manovra inesistente.
Accodarsi a chi precede nella nebbia è la causa tipica dei tamponamenti a catena, non una tecnica di orientamento.
Per uscire da un infossamento valgono due rimedi veri — materiale che faccia attrito e marcia più alta — contro l'istinto di insistere sull'acceleratore.
Domande frequenti
Quando si accende il retronebbia posteriore?
Quando la visibilità scende sotto i cinquanta metri, se il veicolo ne è dotato. Va spento appena la visibilità migliora, perché a distanza ravvicinata la sua intensità abbaglia chi segue.
Cosa devo guardare nella nebbia fitta?
La segnaletica orizzontale, in particolare la linea di margine destra, che indica dove finisce la carreggiata. È l'unico riferimento affidabile quando prospettiva e punti lontani spariscono.
Come si evita l'appannamento dei vetri sotto la pioggia?
Indirizzando la ventilazione sui cristalli e attivando il climatizzatore, che deumidifica l'aria oltre a raffreddarla. L'appannamento nasce dalla condensa dell'umidità dell'abitacolo sui vetri freddi.
Come si parte sulla neve senza slittare?
Con accelerazione progressiva e, se la ruota gira a vuoto, innestando una marcia più alta della prima: il rapporto più lungo riduce la coppia trasmessa alla ruota e le permette di fare presa.
Cosa fare se l'auto si è impantanata nella neve?
Smettere di insistere sull'acceleratore, che lucida il fondo sotto la ruota, e interporre materiale che faccia attrito — assi, rami, tappetini, cartone. Poi ripartire dolcemente con una marcia alta.
Si possono usare le quattro frecce quando piove forte?
No, non durante la marcia. Segnalano un veicolo fermo o che costituisce un pericolo, e accendendo tutti gli indicatori insieme impediscono di comunicare qualsiasi cambio di direzione.