Fra motrice e rimorchio esiste un unico punto di collegamento meccanico, ed è grande quanto un pugno. Attraverso quella sfera d'acciaio passano la forza di trazione, gli strappi di ogni variazione di velocità, la spinta del rimorchio in discesa e il carico verticale del timone. È il componente più sollecitato del complesso e, insieme, il più trascurato: si guarda quando si aggancia e non si guarda più.
Il listato ministeriale dedica un blocco alla sua manutenzione e a quella del rimorchio, compreso il caso — molto comune — del mezzo che resta fermo per mesi in un cortile. Sono domande concrete, che riguardano ciò che si controlla prima di partire e ciò che si fa quando il rimorchio non serve. Sotto trovi la parte descrittiva e poi venti quiz vero o falso con le spiegazioni.
Cosa deve fare — e non fare — un gancio di traino
Gli organi di traino devono soddisfare tre requisiti che il listato verifica uno per uno.
Il primo è l'assenza di giochi, deformazioni o incrinature. Un gioco eccessivo fra sfera e attacco si traduce in uno strappo a ogni variazione di velocità: il rimorchio raggiunge la motrice, la urta e riparte, sollecitando ciclicamente il metallo. Una deformazione o una micro-incrinatura sono il preludio a un cedimento, che avviene sempre nel momento di massimo carico.
Il secondo è la lubrificazione. Le parti meccaniche in movimento vanno mantenute pulite e adeguatamente lubrificate: l'attrito fra superfici asciutte genera usura rapida e proprio quei giochi che si volevano evitare. È l'esatto contrario dell'idea di sgrassare periodicamente il gancio con detergenti o con benzina, che lo lascerebbe privo di protezione.
Il terzo è la libertà di oscillazione verticale. Motrice e rimorchio affrontano dislivelli in momenti diversi: quando l'una è già in discesa l'altro è ancora in piano. Il collegamento deve consentire sufficienti oscillazioni verticali per compensare queste differenze, altrimenti la sollecitazione si scarica interamente sulla struttura.
La saldatura non è una riparazione
Un punto che merita chiarezza: in caso di rottura, gli organi di traino non si riparano per saldatura, nemmeno presso un'officina specializzata. Sono componenti omologati, dimensionati per resistere a sollecitazioni cicliche, e la saldatura altera la struttura del metallo nella zona termicamente alterata, creando un punto di fragilità proprio dove serve la massima resistenza. Il componente danneggiato va sostituito con uno omologato.
L'omologazione non ha eccezioni
Vale la pena ribadirlo perché il listato lo ripropone: gli organi di traino devono essere omologati anche quando si trainano soltanto rimorchi leggeri. Nessuna soglia di massa introduce un'esenzione, e la ragione è che le sollecitazioni dinamiche — strappi, spinte, oscillazioni — non sono proporzionali al peso in modo lineare.
Il carico verticale sul gancio
Oltre a tirare, il rimorchio preme sul gancio con una forza verticale che dipende da come è caricato. Quel valore non è libero: esiste un carico verticale massimo indicato dal costruttore, riportato su un'apposita targhetta applicata sul gancio di traino.
Superarlo produce due effetti indesiderati insieme. Il retrotreno della motrice si abbassa, l'avantreno si alleggerisce e le ruote sterzanti perdono aderenza proprio mentre il complesso è più lungo e pesante. E la struttura del gancio, dimensionata per una certa forza verticale, lavora oltre il proprio limite.
Il valore si controlla facilmente: basta appoggiare il timone del rimorchio carico su una bilancia. È una verifica che quasi nessuno esegue e che il listato considera parte della preparazione del viaggio.
- Prima di partire: giochi, incrinature, lubrificazione, carico verticale
- Ruotino di manovra: sollevato e bloccato durante la marcia
- Collegamento elettrico: sempre, anche per un rimorchio leggero
- Pressioni degli pneumatici: ciascun veicolo ha la propria, non si uniformano
- Carico: fissato in modo che non si sposti, non si rovesci, non cada e non sfreghi
Il ruotino pivottante
Il ruotino serve a sostenere e spostare il timone quando il rimorchio è sganciato. Durante la marcia deve essere sollevato e bloccato: lasciato poggiato al suolo tocca l'asfalto ai dossi e nei cambi di pendenza, si danneggia e può cedere o incastrarsi, con conseguenze sull'assetto del complesso.
Il rimorchio che resta fermo per mesi
È la condizione tipica di caravan e carrelli: usati poche settimane l'anno e fermi per il resto del tempo, spesso all'aperto. Il problema principale riguarda gli pneumatici.
Uno pneumatico che sostiene un carico sempre nello stesso punto si deforma in modo permanente: la porzione a contatto con il suolo si appiattisce e la carcassa perde la propria circolarità. È il fenomeno dell'ovalizzazione, che si manifesta al momento della ripartenza con vibrazioni, rumore e un comportamento irregolare che spesso non scompare più.
Le contromisure sono due, in ordine di efficacia. La migliore consiste nel sollevare gli pneumatici da terra, applicando appositi sostegni sotto il telaio: senza carico non c'è deformazione. Se non è possibile, si aumenta la pressione di gonfiaggio — la carcassa più rigida si appiattisce meno — e si cambia periodicamente la superficie di appoggio, spostando il rimorchio di qualche decina di centimetri ogni tanto in modo che il carico non gravi sempre sullo stesso punto.
Pressioni diverse
Un'ultima precisazione sugli pneumatici: la pressione del veicolo trainante e quella del rimorchio non devono essere uguali. Ciascun veicolo ha i propri valori prescritti, che dipendono da massa, dimensioni degli pneumatici e carico effettivo. Uniformarle significa sgonfiare uno o sovragonfiare l'altro.
Guidare il complesso: quattro effetti da mettere in conto
Un rimorchio agganciato cambia il comportamento del veicolo in quattro modi che vale la pena tenere presenti insieme.
In curva il rimorchio taglia più internamente della motrice, percorrendo una traiettoria di raggio inferiore: il complesso occupa una fascia di ingombro più ampia della larghezza dei singoli veicoli, e l'effetto cresce al diminuire del raggio.
In discesa la massa del rimorchio genera una spinta diretta verso valle che si scarica sul gancio e tende a mandare avanti la motrice: va compensata riducendo la velocità prima e usando il freno motore.
In accelerazione la capacità di ripresa cala sensibilmente, soprattutto con rimorchio carico. È un dato da mettere in conto quando si valuta un sorpasso o un'immissione: lo spazio che serviva senza rimorchio non basta più.
In manovra, infine, il complesso descrive traiettorie ampie e imprevedibili per chi guarda da fuori. Prima di muoversi occorre accertarsi che non vi siano persone o cose nel raggio di manovra dell'insieme, che è molto più esteso di quello della sola motrice.
Il carico va fissato
Chiude il quadro l'obbligo che riguarda la merce trasportata: va sistemata in modo che durante la marcia non si verifichino spostamenti, rovesciamenti, cadute o sfregamenti. I quattro verbi coprono situazioni diverse — un carico che scivola, uno che si ribalta, uno che esce dal piano e uno che consuma se stesso o il veicolo strisciando — e tutte vanno escluse dall'ancoraggio.
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Mettiti alla prova: vero o falso?
Venti affermazioni ministeriali sulla manutenzione degli organi di traino, sul carico verticale del gancio, sul rimorchio inattivo e sul comportamento del complesso.
1. Quando si traina un rimorchio, bisogna considerare che nelle curve la fascia di ingombro è maggiore
2. Trainando un rimorchio nelle forti discese, occorre tener conto della forza di spinta esercitata dal rimorchio sulla motrice
3. Quando si traina un rimorchio, specie se carico, si ha una sensibile riduzione della capacità di accelerazione (ripresa) del veicolo
4. Prima di effettuare qualsiasi manovra con il rimorchio agganciato è bene accertarsi che non vi siano cose e/o persone nel raggio di manovra del complesso
5. Nelle curve il rimorchio tende a "stringere" perché percorre una traiettoria circolare con raggio inferiore alla motrice
6. Durante la marcia, il rimorchio deve avere il ruotino pivottante di manovra abbassato (poggiato al suolo)
7. Le parti meccaniche in movimento degli organi di traino di un autoveicolo e di un rimorchio devono essere mantenute pulite e adeguatamente lubrificate
8. Gli organi di traino di un veicolo non devono presentare giochi, deformazioni o incrinature
9. Gli organi di traino di un veicolo devono consentire sufficienti oscillazioni in senso verticale tra motrice e rimorchio, in modo da poter compensare le diverse inclinazioni dei veicoli dovute ai dislivelli stradali
10. Quando si traina un rimorchio occorre verificare che il carico verticale gravante sul gancio non ecceda il limite indicato dal costruttore
11. Il carico verticale massimo che può gravare sul gancio della motrice è indicato in un'apposita targhetta applicata sul gancio di traino
12. Gli organi di traino di un veicolo non necessitano di lubrificazione, ma devono essere periodicamente sgrassati con appositi detergenti o con benzina
13. Gli organi di traino di un veicolo possono non essere di tipo omologato, se destinati solo al traino di rimorchi leggeri
14. Per poter trainare un rimorchio leggero non occorre effettuare il collegamento elettrico fra motrice e rimorchio
15. In caso di rottura degli organi di traino di un veicolo, gli stessi possono essere riparati tramite saldatura presso officina specializzata
16. Su strade extraurbane principali il limite massimo di velocità è di 70 km/h per autovettura che traina caravan da 900 chilogrammi
17. Il conducente di un veicolo con rimorchio deve sistemare la merce trasportata in modo che, durante la marcia, non si verifichino spostamenti, rovesciamenti, cadute o sfregamenti
18. In caso di prolungata inattività del rimorchio è consigliabile, se non è possibile sollevarlo da terra, aumentare la pressione di gonfiaggio degli pneumatici e cambiare periodicamente la loro superficie di appoggio, in modo da evitare la loro ovalizzazione
19. Nel caso in cui il rimorchio rimanga inattivo per lungo tempo è consigliabile, se possibile, mantenere gli pneumatici sollevati da terra, applicando appositi sostegni sotto al telaio
20. Quando si traina un rimorchio, la pressione di gonfiaggio degli pneumatici del veicolo trainante deve essere la stessa degli pneumatici del rimorchio
Soluzioni commentate, domanda per domanda
Ogni risposta è spiegata a partire dalle sollecitazioni che il collegamento fra motrice e rimorchio deve sopportare.
1. Quando si traina un rimorchio, bisogna considerare che nelle curve la fascia di ingombro è maggiore
Risposta: VERO — Motrice e rimorchio percorrono traiettorie diverse: l'insieme occupa una fascia più ampia della larghezza dei singoli veicoli, e l'effetto cresce al diminuire del raggio della curva.
2. Trainando un rimorchio nelle forti discese, occorre tener conto della forza di spinta esercitata dal rimorchio sulla motrice
Risposta: VERO — La massa del rimorchio genera una componente diretta verso valle che si scarica sul gancio e tende a mandare avanti la motrice. Si compensa riducendo la velocità prima della discesa e usando il freno motore.
3. Quando si traina un rimorchio, specie se carico, si ha una sensibile riduzione della capacità di accelerazione (ripresa) del veicolo
Risposta: VERO — La massa complessiva aumenta a parità di potenza disponibile. È un dato da mettere in conto valutando un sorpasso o un'immissione: lo spazio sufficiente senza rimorchio non lo è più.
4. Prima di effettuare qualsiasi manovra con il rimorchio agganciato è bene accertarsi che non vi siano cose e/o persone nel raggio di manovra del complesso
Risposta: VERO — Il complesso descrive traiettorie ampie e imprevedibili per chi guarda da fuori, e il raggio interessato è molto più esteso di quello della sola motrice.
5. Nelle curve il rimorchio tende a "stringere" perché percorre una traiettoria circolare con raggio inferiore alla motrice
Risposta: VERO — È la spiegazione geometrica della fascia di ingombro: la ruota interna del rimorchio passa più vicina al margine, e va verificato che non salga sul marciapiede o intercetti un ostacolo.
6. Durante la marcia, il rimorchio deve avere il ruotino pivottante di manovra abbassato (poggiato al suolo)
Risposta: FALSO — Il ruotino serve a sostenere il timone quando il rimorchio è sganciato. In marcia va sollevato e bloccato: lasciato a terra tocca l'asfalto ai dossi, si danneggia e può cedere o incastrarsi.
7. Le parti meccaniche in movimento degli organi di traino di un autoveicolo e di un rimorchio devono essere mantenute pulite e adeguatamente lubrificate
Risposta: VERO — L'attrito fra superfici asciutte genera usura rapida e crea proprio quei giochi che producono strappi a ogni variazione di velocità.
8. Gli organi di traino di un veicolo non devono presentare giochi, deformazioni o incrinature
Risposta: VERO — Un gioco eccessivo si traduce in strappi ciclici sul metallo; una deformazione o una micro-incrinatura sono il preludio a un cedimento, che avviene sempre nel momento di massimo carico.
9. Gli organi di traino di un veicolo devono consentire sufficienti oscillazioni in senso verticale tra motrice e rimorchio, in modo da poter compensare le diverse inclinazioni dei veicoli dovute ai dislivelli stradali
Risposta: VERO — Motrice e rimorchio affrontano i dislivelli in momenti diversi. Senza libertà di oscillazione la differenza di inclinazione si scaricherebbe interamente sulla struttura del collegamento.
10. Quando si traina un rimorchio occorre verificare che il carico verticale gravante sul gancio non ecceda il limite indicato dal costruttore
Risposta: VERO — Superarlo abbassa il retrotreno e alleggerisce l'avantreno, riducendo l'aderenza delle ruote sterzanti, e fa lavorare il gancio oltre il limite per cui è stato dimensionato.
11. Il carico verticale massimo che può gravare sul gancio della motrice è indicato in un'apposita targhetta applicata sul gancio di traino
Risposta: VERO — È il riferimento da consultare, e la verifica è semplice: basta appoggiare il timone del rimorchio carico su una bilancia.
12. Gli organi di traino di un veicolo non necessitano di lubrificazione, ma devono essere periodicamente sgrassati con appositi detergenti o con benzina
Risposta: FALSO — È l'esatto contrario di ciò che serve: sgrassare lascia le superfici prive di protezione e accelera l'usura. Le parti in movimento vanno pulite e poi lubrificate.
13. Gli organi di traino di un veicolo possono non essere di tipo omologato, se destinati solo al traino di rimorchi leggeri
Risposta: FALSO — Nessuna soglia di massa introduce un'esenzione. Le sollecitazioni dinamiche — strappi, spinte, oscillazioni — non sono proporzionali al peso in modo lineare.
14. Per poter trainare un rimorchio leggero non occorre effettuare il collegamento elettrico fra motrice e rimorchio
Risposta: FALSO — Senza collegamento elettrico luci di posizione, indicatori di direzione e luci di arresto del rimorchio non funzionano: il veicolo trainato diventa invisibile e muto per chi segue.
15. In caso di rottura degli organi di traino di un veicolo, gli stessi possono essere riparati tramite saldatura presso officina specializzata
Risposta: FALSO — La saldatura altera la struttura del metallo nella zona termicamente alterata, creando un punto di fragilità proprio dove serve la massima resistenza. Il componente va sostituito con uno omologato.
16. Su strade extraurbane principali il limite massimo di velocità è di 70 km/h per autovettura che traina caravan da 900 chilogrammi
Risposta: VERO — I complessi veicolari con rimorchio hanno limiti propri, inferiori a quelli delle autovetture isolate: la massa maggiore e la stabilità ridotta impongono andature più contenute.
17. Il conducente di un veicolo con rimorchio deve sistemare la merce trasportata in modo che, durante la marcia, non si verifichino spostamenti, rovesciamenti, cadute o sfregamenti
Risposta: VERO — I quattro verbi coprono situazioni diverse — un carico che scivola, uno che si ribalta, uno che esce dal piano, uno che consuma se stesso strisciando — e l'ancoraggio deve escluderle tutte.
18. In caso di prolungata inattività del rimorchio è consigliabile, se non è possibile sollevarlo da terra, aumentare la pressione di gonfiaggio degli pneumatici e cambiare periodicamente la loro superficie di appoggio, in modo da evitare la loro ovalizzazione
Risposta: VERO — Uno pneumatico che sostiene il carico sempre nello stesso punto si deforma in modo permanente. La carcassa più rigida si appiattisce meno, e spostare il rimorchio distribuisce l'appoggio.
19. Nel caso in cui il rimorchio rimanga inattivo per lungo tempo è consigliabile, se possibile, mantenere gli pneumatici sollevati da terra, applicando appositi sostegni sotto al telaio
Risposta: VERO — È la soluzione migliore in assoluto: senza carico non c'è deformazione, e gli pneumatici mantengono la propria circolarità per tutto il periodo di inattività.
20. Quando si traina un rimorchio, la pressione di gonfiaggio degli pneumatici del veicolo trainante deve essere la stessa degli pneumatici del rimorchio
Risposta: FALSO — Ciascun veicolo ha i propri valori prescritti, che dipendono da massa, dimensioni degli pneumatici e carico effettivo. Uniformarle significa sgonfiare uno o sovragonfiare l'altro.
Le trappole di formulazione su questo argomento
Gli organi di traino si lubrificano, non si sgrassano: la formulazione che propone benzina o detergenti è capovolta.
Un gancio rotto non si salda: si sostituisce con un componente omologato.
Il ruotino di manovra va sollevato in marcia, mai lasciato a terra.
Le pressioni di motrice e rimorchio non si uniformano: ciascun veicolo ha i propri valori prescritti.
Per il rimorchio fermo a lungo ci sono due rimedi veri: sollevarlo da terra, oppure aumentare la pressione e cambiare il punto di appoggio.
Domande frequenti
Come si controlla il gancio di traino prima di partire?
Verificando che non presenti giochi, deformazioni o incrinature, che le parti in movimento siano pulite e lubrificate, che il ruotino sia sollevato e che il carico verticale sul gancio non superi il valore indicato sulla targhetta.
Un gancio danneggiato si può saldare?
No. La saldatura altera la struttura del metallo nella zona interessata dal calore e crea un punto di fragilità proprio dove serve la massima resistenza. Il componente va sostituito con uno omologato.
Cos'è il carico verticale sul gancio?
È la forza con cui il timone del rimorchio preme verso il basso sulla sfera. Il valore massimo è indicato su una targhetta applicata al gancio e si verifica appoggiando il timone del rimorchio carico su una bilancia.
Cosa fare se il rimorchio resta fermo per mesi?
Meglio sollevare gli pneumatici da terra con appositi sostegni sotto il telaio. Se non è possibile, aumentare la pressione di gonfiaggio e spostare periodicamente il rimorchio per cambiare il punto di appoggio.
Cos'è l'ovalizzazione degli pneumatici?
È la deformazione permanente che si produce quando la gomma sostiene il carico sempre nello stesso punto: la carcassa perde la propria circolarità e alla ripartenza si manifestano vibrazioni e rumore.
Le pressioni degli pneumatici devono essere uguali fra auto e rimorchio?
No. Ciascun veicolo ha i propri valori prescritti, in funzione della massa, delle dimensioni degli pneumatici e del carico effettivo.