Quiz Patente B su Angoli Ciechi di Autocarri e SUV e Ciclisti Fragili

NOIGUI · QUIZ PATENTE BLA ZONA CHE NON SI VEDEAUTOCARRI, SUV E UTENTI FRAGILIVero o Falso · 20 quiz ministeriali

Davanti al muso di un autocarro fermo al semaforo esiste una fascia di alcuni metri che il conducente non può vedere. Non è un difetto del veicolo né una disattenzione di chi guida: è geometria. Il parabrezza è alto, il cofano è lungo, e la linea di vista che parte dagli occhi del conducente incontra l'asfalto ben oltre la parte anteriore del mezzo. Un pedone che passa rasente a quel muso, o un ciclista che si affianca in attesa del verde, si trova esattamente in quello spazio invisibile.

Il listato ministeriale dedica un blocco a questa zona d'ombra e la estende ai fuoristrada, che condividono lo stesso problema in scala ridotta. Nella seconda parte si occupa dei ciclisti — quelli molto giovani e quelli anziani — e di ciò che non va fatto davanti a un pedone che attraversa fuori dalle strisce. Sotto trovi la parte descrittiva e poi venti quiz vero o falso con le spiegazioni.

Davanti all'autocarro: la fascia invisibile

La posizione di guida elevata di un mezzo pesante dà una visione eccellente della strada in lontananza e pessima di ciò che sta immediatamente davanti. Sotto una certa distanza dal paraurti, l'asfalto — e chiunque vi si trovi — esce dal campo visivo diretto e non compare in alcuno specchio.

Il momento critico è la ripartenza dopo un arresto. Un pedone che ha attraversato passando davanti al veicolo fermo, o un ciclista che si è portato in testa alla colonna, occupa quella fascia proprio mentre il conducente sta guardando il semaforo e la strada davanti. La convinzione che chi si trova a pochi centimetri dal muso sia sicuramente avvistabile è capovolta: è la posizione in cui la probabilità di essere visti è più bassa in assoluto.

Da qui l'obbligo, per chi guida un autocarro, di prevedere quella presenza prima di rimettersi in moto: non di verificarla — perché spesso non è verificabile — ma di metterla in conto, ripartendo lentamente e osservando gli specchi laterali durante i primi metri.

  • Davanti al muso: fascia invisibile che cresce con l'altezza della cabina
  • Lato destro: l'angolo cieco più esteso, critico nelle svolte
  • Ripartenza dal semaforo: il momento di massimo rischio
  • Colonna ferma: chi attraversa fra i veicoli entra ed esce dall'invisibilità
  • Regola per i pedoni: non passare mai davanti a un mezzo pesante fermo che può ripartire

Il rovescio della medaglia

Lo stesso ragionamento vale per chi cammina o pedala. Attraversare passando a distanza ravvicinata dalla parte frontale di un autocarro fermo in colonna non è affatto sicuro: chi è al volante non ha modo di vedere quella zona, e il mezzo può rimettersi in moto senza alcun preavviso percepibile. La regola pratica è passare dietro, dove si è nel campo degli specchi, oppure attendere.

I fuoristrada in città

Un SUV o un fuoristrada condivide con l'autocarro il problema, in proporzione ridotta ma con una frequenza molto maggiore, perché circola nel traffico urbano quotidiano.

L'altezza del cofano allontana il punto in cui la linea di vista incontra il suolo, e la conseguenza riguarda soprattutto le persone di bassa statura: un bambino che si trova davanti al veicolo può restare completamente fuori dal campo visivo del conducente. È una situazione che si verifica tipicamente nelle aree di parcheggio, davanti alle scuole e nei cortili, cioè proprio dove i bambini sono più numerosi.

A questo si aggiunge la massa. Un veicolo alto e pesante, in caso di urto, trasferisce a un pedone, a un ciclista o a un'automobile di piccole dimensioni un'energia molto superiore a quella di una berlina compatta. Il codice non ne vieta l'uso, ma il listato chiede a chi lo guida di esserne consapevole e di adeguare la propria condotta.

La sensazione di controllo

La posizione di guida rialzata produce una percezione di dominio della scena che non corrisponde alla realtà. Si vede più lontano ma peggio da vicino, si è più protetti ma si è più pericolosi per gli altri, e le manovre di emergenza risultano meno efficaci perché il baricentro alto limita ciò che si può chiedere al veicolo in poco tempo.

I ciclisti: chi comincia e chi ha smesso di girarsi

Fra i ciclisti che si incontrano nel traffico, due categorie richiedono un'attenzione particolare e per ragioni opposte.

I giovanissimi stanno imparando: la traiettoria è instabile, la valutazione delle distanze è approssimativa, la reazione a un imprevisto è imprevedibile. Un rumore improvviso o un veicolo che passa vicino possono produrre uno scarto laterale di mezzo metro.

Gli anziani hanno il problema opposto: sanno perfettamente cosa fare ma il corpo li asseconda meno. La torsione del busto necessaria per controllare la strada alle proprie spalle diventa lenta e difficoltosa, e durante quella rotazione la traiettoria della bicicletta tende a deviare. Chi arriva dietro deve mettere in conto entrambe le cose: il controllo che arriva tardi e lo scarto che lo accompagna.

Le deviazioni trasversali

Ne discende una raccomandazione che vale in generale: chi guida un autoveicolo deve evitare deviazioni trasversali del proprio mezzo, anche modeste, in presenza di ciclisti o ciclomotoristi. Uno spostamento di pochi decimetri, insignificante fra due automobili, può indurre chi è in equilibrio su due ruote a una correzione brusca e alla caduta — senza che vi sia stato alcun contatto.

Il pedone fuori dalle strisce, e altre precedenze

Quando un pedone attraversa fuori dagli attraversamenti e non accenna a cedere il passo, il listato esclude tre reazioni.

La prima è procedere con gli abbaglianti accesi per farsi notare, di notte. Produce l'effetto opposto: abbaglia la persona proprio mentre sta valutando se e come completare l'attraversamento, e le toglie la capacità di vedere il veicolo che si avvicina. La seconda è richiamare l'attenzione con qualsiasi mezzo: la formula vaga nasconde comportamenti — lampeggi ripetuti, clacson prolungato, accelerazioni — che disorientano e producono reazioni imprevedibili. La terza è proseguire senza curarsene perché si ha la precedenza: il diritto di passare non produce alcun effetto fisico sul corpo di chi si trova in carreggiata.

La condotta corretta resta quella già vista: rallentare, e se il pericolo è immediato accompagnare il rallentamento con un breve colpo di clacson.

Tre precedenze da fissare

Uscendo da una proprietà privata si dà la precedenza anche ai pedoni che transitano: chi si immette non ha alcun diritto di passaggio, tanto meno su chi cammina sul marciapiede che si sta attraversando. Svoltando a destra con il semaforo verde si cede il passo ai pedoni che stanno attraversando la strada in cui si entra, perché il verde autorizza la direzione ma non cancella la loro precedenza. E chi si immette nel flusso della circolazione deve cedere il passo a tutti i veicoli in transito, biciclette comprese: nessuna categoria è esclusa.

Tre divieti che completano il quadro

Non ci si arresta sulle strisce pedonali in prossimità di un incrocio semaforizzato, nemmeno se il semaforo pedonale è rosso: quello spazio dev'essere libero quando il verde arriverà. Nelle aree pedonali urbane non sono consentite brevi soste: l'area è preclusa alla circolazione dei veicoli non autorizzati, e la durata non introduce alcuna eccezione. Infine, l'obbligo di presegnalare con il triangolo un veicolo fermo con luci insufficienti non è generalizzato ai centri abitati: la norma lo prescrive nei casi che individua, tenendo conto dell'illuminazione pubblica.

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Mettiti alla prova: vero o falso?

Venti affermazioni ministeriali sugli angoli ciechi dei mezzi grandi, sui ciclisti fragili e sulle precedenze dovute ai pedoni.

1. In un centro abitato, quando un pedone, fuori delle strisce di attraversamento, non accenni a darci la precedenza, è opportuno nelle ore notturne, procedere con gli abbaglianti accesi così che possa accorgersi di noi

2. In un centro abitato, quando un pedone, fuori delle strisce di attraversamento, non accenni a darci la precedenza, è opportuno cercare di richiamare la sua attenzione con qualsiasi mezzo, perché ci dia la precedenza

3. In un centro abitato, quando un pedone, fuori delle strisce di attraversamento, non accenni a darci la precedenza, è necessario proseguire, senza curarci di lui, perché abbiamo la precedenza

4. La svolta a destra si effettua senza mai dare la precedenza ai pedoni, se il semaforo ha la luce verde accesa

5. Uscendo con un veicolo da una proprietà privata, bisogna dare la precedenza agli eventuali pedoni

6. Uscendo con un veicolo da una proprietà privata, si ha la precedenza sui pedoni

7. In vicinanza di un incrocio semaforizzato è consentito arrestarsi sulle strisce pedonali, se il semaforo per i pedoni è disposto al rosso

8. Il conducente che si immette nel flusso della circolazione deve dare la precedenza ai veicoli in transito ad eccezione delle biciclette

9. Brevi soste sono consentite nelle aree pedonali urbane

10. Di notte, quando mancano o sono insufficienti le luci posteriori di posizione, è obbligatorio presegnalare velocipedi, ciclomotori e motocicli fermi con il segnale triangolare mobile di pericolo anche nei centri abitati

11. Il conducente di un'autovettura o di un motociclo deve adattare la propria guida anche ai rischi legati alla presenza di velocipedi nel traffico

12. Il conducente di un'autovettura deve prestare particolare attenzione per la presenza nel traffico di velocipedi utilizzati da conducenti giovanissimi e inesperti o da anziani

13. Il conducente deve esercitare particolare prudenza guidando in presenza di ciclista anziano che, per ispezionare la strada alle proprie spalle, esegue con difficoltà e lentezza la torsione del busto a causa dell'età avanzata

14. Il conducente di autoveicolo deve evitare deviazioni trasversali, anche modeste, del proprio veicolo soprattutto in presenza di ciclomotoristi o ciclisti per evitarne la possibile caduta a terra

15. Il conducente di un fuoristrada (Suv) deve guidare con la massima prudenza, consapevole che l'altezza e la massa del proprio veicolo costituiscono un potenziale pericolo per pedoni, ciclisti e autovetture di modeste dimensioni

16. I pedoni e soprattutto i bambini rischiano di rimanere fuori dal campo visivo del conducente di un veicolo fuoristrada (Suv) a causa delle dimensioni del mezzo

17. Prima di riprendere la marcia, il conducente di un autocarro deve prestare particolare attenzione alla possibile presenza di un pedone o di un ciclista nella zona immediatamente antistante il proprio veicolo fermo

18. Il conducente di un autocarro fermo al semaforo deve prevedere la presenza di pedoni e ciclisti il cui avvistamento è precluso dalla sagoma del proprio veicolo

19. Un pedone può attraversare la strada in tutta sicurezza passando a distanza ravvicinata rispetto alla parte frontale di un autocarro fermo in colonna che sta per ripartire, in quanto sicuramente avvistabile dal conducente

20. Quando stanno per riprendere la marcia dopo un arresto al semaforo, i conducenti di autocarri possono facilmente avvistare pedoni o ciclisti che affiancano e sfiorano la parte anteriore dei propri veicoli

Rispondi alle domande per vedere il tuo punteggio.

Soluzioni commentate, domanda per domanda

Ogni risposta è spiegata a partire da ciò che il conducente può materialmente vedere e da chi ha il diritto di passare.

1. In un centro abitato, quando un pedone, fuori delle strisce di attraversamento, non accenni a darci la precedenza, è opportuno nelle ore notturne, procedere con gli abbaglianti accesi così che possa accorgersi di noi

Risposta: FALSO — Gli abbaglianti abbagliano la persona proprio mentre sta valutando se completare l'attraversamento, togliendole la capacità di vedere il veicolo che si avvicina. L'effetto è opposto a quello dichiarato.

2. In un centro abitato, quando un pedone, fuori delle strisce di attraversamento, non accenni a darci la precedenza, è opportuno cercare di richiamare la sua attenzione con qualsiasi mezzo, perché ci dia la precedenza

Risposta: FALSO — La formula vaga nasconde comportamenti che disorientano: lampeggi ripetuti, clacson prolungato, accelerazioni. La condotta corretta è rallentare e, se il pericolo è immediato, un breve colpo di clacson.

3. In un centro abitato, quando un pedone, fuori delle strisce di attraversamento, non accenni a darci la precedenza, è necessario proseguire, senza curarci di lui, perché abbiamo la precedenza

Risposta: FALSO — Il diritto di passare non produce alcun effetto fisico sul corpo di chi si trova in carreggiata. Avere ragione non evita l'investimento.

4. La svolta a destra si effettua senza mai dare la precedenza ai pedoni, se il semaforo ha la luce verde accesa

Risposta: FALSO — Il verde autorizza la direzione ma non cancella la precedenza dei pedoni che stanno attraversando la strada in cui si entra, i quali hanno a loro volta il proprio verde.

5. Uscendo con un veicolo da una proprietà privata, bisogna dare la precedenza agli eventuali pedoni

Risposta: VERO — Chi si immette non ha alcun diritto di passaggio, tanto meno su chi cammina sul marciapiede che si sta attraversando per raggiungere la carreggiata.

6. Uscendo con un veicolo da una proprietà privata, si ha la precedenza sui pedoni

Risposta: FALSO — È la formulazione capovolta: chi esce da un accesso privato cede il passo a tutti, pedoni compresi, e compare per giunta da un punto che gli altri non sorvegliano.

7. In vicinanza di un incrocio semaforizzato è consentito arrestarsi sulle strisce pedonali, se il semaforo per i pedoni è disposto al rosso

Risposta: FALSO — Quello spazio deve essere libero quando il verde pedonale arriverà, cosa che può accadere da un istante all'altro. Fermarsi sulle strisce costringe i pedoni a scendere lateralmente fra i veicoli.

8. Il conducente che si immette nel flusso della circolazione deve dare la precedenza ai veicoli in transito ad eccezione delle biciclette

Risposta: FALSO — Nessuna categoria è esclusa: le biciclette sono veicoli in transito come gli altri, e sono per giunta i più esposti alle conseguenze di un'immissione azzardata.

9. Brevi soste sono consentite nelle aree pedonali urbane

Risposta: FALSO — L'area pedonale è preclusa alla circolazione dei veicoli non autorizzati, e la durata della fermata non introduce alcuna eccezione.

10. Di notte, quando mancano o sono insufficienti le luci posteriori di posizione, è obbligatorio presegnalare velocipedi, ciclomotori e motocicli fermi con il segnale triangolare mobile di pericolo anche nei centri abitati

Risposta: FALSO — L'obbligo di presegnalazione con il triangolo non è generalizzato ai centri abitati: la norma lo prescrive nei casi che individua, tenendo conto della presenza dell'illuminazione pubblica.

11. Il conducente di un'autovettura o di un motociclo deve adattare la propria guida anche ai rischi legati alla presenza di velocipedi nel traffico

Risposta: VERO — La bicicletta è stretta, silenziosa, in equilibrio instabile e priva di protezione: la sua presenza modifica il margine che chi guida deve tenere, non solo la sua attenzione.

12. Il conducente di un'autovettura deve prestare particolare attenzione per la presenza nel traffico di velocipedi utilizzati da conducenti giovanissimi e inesperti o da anziani

Risposta: VERO — I primi hanno traiettoria instabile e valutazione approssimativa delle distanze; i secondi sanno cosa fare ma il corpo li asseconda meno. In entrambi i casi il margine da lasciare è maggiore.

13. Il conducente deve esercitare particolare prudenza guidando in presenza di ciclista anziano che, per ispezionare la strada alle proprie spalle, esegue con difficoltà e lentezza la torsione del busto a causa dell'età avanzata

Risposta: VERO — Durante quella rotazione lenta la traiettoria della bicicletta tende a deviare: chi arriva dietro deve mettere in conto sia il controllo tardivo sia lo scarto che lo accompagna.

14. Il conducente di autoveicolo deve evitare deviazioni trasversali, anche modeste, del proprio veicolo soprattutto in presenza di ciclomotoristi o ciclisti per evitarne la possibile caduta a terra

Risposta: VERO — Uno spostamento di pochi decimetri, insignificante fra due automobili, può indurre chi è in equilibrio su due ruote a una correzione brusca e alla caduta, senza alcun contatto.

15. Il conducente di un fuoristrada (Suv) deve guidare con la massima prudenza, consapevole che l'altezza e la massa del proprio veicolo costituiscono un potenziale pericolo per pedoni, ciclisti e autovetture di modeste dimensioni

Risposta: VERO — In un urto un veicolo alto e pesante trasferisce un'energia molto superiore, e il punto d'impatto più elevato aggira le zone deformabili degli altri mezzi.

16. I pedoni e soprattutto i bambini rischiano di rimanere fuori dal campo visivo del conducente di un veicolo fuoristrada (Suv) a causa delle dimensioni del mezzo

Risposta: VERO — L'altezza del cofano allontana il punto in cui la linea di vista incontra il suolo: una persona di bassa statura davanti al veicolo può restare completamente invisibile.

17. Prima di riprendere la marcia, il conducente di un autocarro deve prestare particolare attenzione alla possibile presenza di un pedone o di un ciclista nella zona immediatamente antistante il proprio veicolo fermo

Risposta: VERO — Quella fascia esce dal campo visivo diretto e non compare in alcuno specchio. La presenza non va verificata — spesso non è verificabile — ma messa in conto ripartendo lentamente.

18. Il conducente di un autocarro fermo al semaforo deve prevedere la presenza di pedoni e ciclisti il cui avvistamento è precluso dalla sagoma del proprio veicolo

Risposta: VERO — È il momento di massimo rischio: chi ha attraversato davanti al mezzo o si è portato in testa alla colonna occupa la zona invisibile proprio mentre il conducente guarda il semaforo.

19. Un pedone può attraversare la strada in tutta sicurezza passando a distanza ravvicinata rispetto alla parte frontale di un autocarro fermo in colonna che sta per ripartire, in quanto sicuramente avvistabile dal conducente

Risposta: FALSO — È la posizione in cui la probabilità di essere visti è più bassa in assoluto. Conviene passare dietro, dove si rientra nel campo degli specchi, oppure attendere.

20. Quando stanno per riprendere la marcia dopo un arresto al semaforo, i conducenti di autocarri possono facilmente avvistare pedoni o ciclisti che affiancano e sfiorano la parte anteriore dei propri veicoli

Risposta: FALSO — La geometria della cabina lo impedisce: sotto una certa distanza dal paraurti l'asfalto e chiunque vi si trovi escono dal campo visivo, e nessuno specchio copre quella zona.

Le trappole di formulazione su questo argomento

Ogni affermazione che dichiari facilmente avvistabile qualcuno davanti a un mezzo pesante è falsa: quella fascia è invisibile per geometria, non per disattenzione.

Davanti a un pedone fuori dalle strisce sono sbagliate tutte e tre le reazioni proposte: abbaglianti, richiamare l'attenzione con qualsiasi mezzo, proseguire perché si ha la precedenza.

Il verde autorizza la direzione ma non cancella la precedenza dei pedoni che attraversano la strada in cui si entra.

Chi si immette cede il passo a tutti i veicoli in transito, biciclette comprese: nessuna categoria è esclusa.

Nelle aree pedonali la durata non crea eccezioni: non esistono soste brevi consentite.

Domande frequenti

Perché un camionista non vede chi gli passa davanti?

Perché la posizione di guida elevata allontana il punto in cui la linea di vista incontra l'asfalto: sotto una certa distanza dal paraurti si apre una fascia che non compare né alla vista diretta né negli specchi.

Come si attraversa in sicurezza vicino a una colonna ferma?

Passando dietro ai veicoli, dove si rientra nel campo degli specchi, oppure attendendo. Passare davanti a un mezzo pesante fermo che può ripartire è la posizione peggiore possibile.

I SUV hanno gli stessi problemi di visibilità?

In scala ridotta ma con frequenza molto maggiore, perché circolano nel traffico urbano quotidiano. L'altezza del cofano può nascondere completamente un bambino che si trovi davanti al veicolo.

Perché evitare piccoli spostamenti laterali vicino a un ciclista?

Perché uno spostamento di pochi decimetri, insignificante fra due automobili, può indurre chi è in equilibrio su due ruote a una correzione brusca e alla caduta, anche senza alcun contatto.

Svoltando a destra con il verde devo fermarmi per i pedoni?

Sì, se stanno attraversando la strada in cui entri: hanno a loro volta il verde e la loro precedenza non viene cancellata dal tuo.

Posso fermarmi un attimo in un'area pedonale?

No. L'area è preclusa alla circolazione dei veicoli non autorizzati e la durata della fermata non introduce alcuna eccezione.