Percentuale di bocciati alla patente teoria in Italia

NOIGUI · PATENTE B% BOCCIATI TEORIAGuida chiara e aggiornata al 2026

L'esame di teoria della patente B è diventato un vero scoglio: la percentuale di bocciati in Italia è cresciuta negli anni e oggi sfiora il 40%. Ma quanti candidati vengono davvero respinti, in quali regioni si boccia di più e perché? Ecco i dati aggiornati e cosa insegnano a chi si prepara.

Quasi 4 candidati su 10 bocciati

Nel 2025, secondo i dati del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti diffusi a fine luglio 2026, non è stato superato il 39,7% delle prove di teoria. Quasi 4 aspiranti automobilisti su 10, quindi, si fermano davanti ai quiz. Nei mesi precedenti era circolata un'altra cifra, circa 455.000 bocciature e un tasso poco sotto il 38%, ricavata dal dossier ministeriale sull'attività dell'anno: le due percentuali vengono da elaborazioni diverse e non coincidono al decimale, ma raccontano la stessa cosa. In questo esame la bocciatura è tutt'altro che un'eccezione.

Il trend degli ultimi anni

La difficoltà è aumentata nel tempo. Se nel 2005 veniva respinto in media il 22% dei candidati, negli anni successivi la percentuale è salita, superando il 30% e arrivando ai livelli attuali. Un segnale che l'esame richiede oggi una preparazione più solida e meno improvvisata.

Le differenze regionali

I tassi di bocciatura variano molto sul territorio, e i dati 2025 pubblicati regione per regione lo confermano: Liguria e Toscana stanno sopra il 43%, Piemonte ed Emilia-Romagna poco sotto la media nazionale. Le differenze più forti, però, si vedono tra province della stessa regione.

Bocciati alla teoria nel 2025: i dati per provincia

Il dettaglio territoriale del 2025 non è uscito in un unico documento ma a pezzi, nei comunicati regionali che hanno accompagnato uno studio di AutoScout24 e che riprendono i numeri del Ministero. Questi sono quelli che abbiamo potuto verificare.

RegioneProve di teoria 2025Non superateProvincia con più bocciatiProvincia con meno bocciati
Toscana58.11443,1%Grosseto 50,2%Pisa 35,2%
Liguria18.82843,4%Savona 49,7%Genova 39,8%
Piemonte65.60739,2%Verbania 44,3%Vercelli 36,0%
Emilia-Romagna69.12638,2%Piacenza 44,8%Bologna 36,0%
Italian.d.39,7%––

Il dato che colpisce è la distanza interna. In Toscana tra Grosseto e Pisa ci sono quindici punti: a Grosseto è stata bocciata una prova su due, a Pisa poco più di una su tre. In Liguria Savona supera Genova di dieci punti, in Emilia-Romagna Piacenza stacca Bologna di quasi nove. I numeri non spiegano il perché, e sarebbe sbrigativo dare la colpa a esaminatori più severi: possono contare la quota di candidati al secondo tentativo, quella dei privatisti, l'età media, il modo in cui si studia. Per chi si prepara in una provincia in cima alla lista, la conclusione pratica è semplice: arrivare all'esame con margine, non sul filo dei tre errori.

Ogni tentativo fallito ha un prezzo. Si perdono settimane, perché tra una prova e l'altra deve passare almeno un mese, e dopo due bocciature serve una nuova domanda con i relativi versamenti. Sono voci che pesano sul conto complessivo, analizzato nel confronto su quanto costa la patente in Italia e in Europa.

Il 92% dei guidatori esperti sarebbe bocciato? Come leggere il dato

Nelle stesse settimane ha fatto il giro dei giornali un altro numero: il 92% dei guidatori con esperienza non passerebbe oggi i quiz. Viene da una simulazione pubblicata il 24 luglio 2026 da AutoScout24, portale di annunci auto, con Egaf edizioni e le associazioni delle autoscuole Confarca e Unasca. Oltre 4.000 persone con patente B da più di cinque anni hanno risposto a 20 domande, con un massimo di due errori: in media ne hanno azzeccate circa 15, e solo l'8% è rimasto entro la soglia.

Va preso per quello che è, una curiosità e non una statistica ufficiale. Il campione è fatto di utenti che hanno scelto di partecipare, il formato è diverso dall'esame vero (30 domande, 3 errori) e nessuno si era preparato. Dice però qualcosa di utile a chi studia adesso: le regole imparate per i quiz sbiadiscono in fretta, e tra i punti deboli dei veterani c'è la segnaletica verticale, la stessa che mette in difficoltà molti candidati.

Perché si viene bocciati

Gli errori si concentrano su pochi argomenti «trappola». Le spie del cruscotto sono le più temute: in alcune simulazioni oltre il 60% dei candidati le sbaglia. Segue la segnaletica, con oltre il 50% di errori. A pesare è spesso lo studio a memoria, che non regge davanti alle domande formulate con parole come «sempre», «mai» o «solo».

Teoria contro pratica

Il vero ostacolo è la teoria. Nel 2025, a livello nazionale, è stato superato l'83,8% degli esami di guida: la bocciatura alla pratica riguarda quindi circa un candidato su sei, contro quasi quattro su dieci ai quiz. Prepararsi bene alla teoria è la parte più delicata dell'intero percorso.

Come rientrare tra i promossi

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Domande frequenti

Qual è la percentuale di bocciati alla teoria?

Nel 2025 non è stato superato il 39,7% delle prove di teoria, secondo i dati del Ministero delle infrastrutture diffusi a luglio 2026. Anno dopo anno il valore oscilla tra il 38% e il 40%.

È più difficile la teoria o la pratica?

La teoria: nel 2025 non è stato superato il 39,7% delle prove di teoria, mentre all'esame di guida è stato promosso l'83,8% dei candidati.

In quale provincia si boccia di più alla teoria?

Tra i dati 2025 pubblicati finora, il valore più alto è quello di Grosseto, dove non è stato superato il 50,2% delle prove. Seguono Savona con il 49,7% e Livorno con il 48,3%. Il dettaglio provinciale non è ancora disponibile per tutte le regioni.

È vero che il 92% degli automobilisti esperti sarebbe bocciato?

Il dato viene da una simulazione commerciale di AutoScout24 su oltre 4.000 volontari con patente da più di cinque anni, con 20 domande e due errori ammessi. È una curiosità, non una statistica ufficiale: il formato è diverso dall'esame vero e il campione non è rappresentativo.

Quanti vengono bocciati alla teoria, e perché

Prima di guardare le percentuali conviene fissare il metro di misura: l'esame prevede 30 domande in 20 minuti e ammette al massimo 3 errori. Tradotto: la soglia di superamento è del 90%. È un livello di precisione che nessun altro esame scolastico richiede, ed è la prima ragione per cui una quota consistente di candidati non passa al primo tentativo.

Cosa dicono i numeri

Le rilevazioni sulle prove di teoria in Italia collocano stabilmente la quota di non superamento al primo tentativo su valori a due cifre, con oscillazioni sensibili per provincia, fascia d'età e tipo di preparazione. Due tendenze sono costanti nel tempo: i candidati più giovani, che si preparano con continuità nelle settimane precedenti, ottengono risultati migliori; e chi si presenta dopo una preparazione compressa negli ultimi giorni fallisce con frequenza nettamente maggiore.

Vale la pena tenere presente il quadro dei tentativi: si hanno due prove di teoria nell'arco di sei mesi dalla domanda, con almeno trenta giorni fra l'una e l'altra. Esaurite entrambe senza successo, occorre ripresentare la domanda.

Dove si concentrano gli errori

Gli argomenti che producono più risposte sbagliate sono sempre gli stessi, e non sono quelli che i candidati temono:

  1. Definizioni — strada, carreggiata, corsia; fermata, sosta, arresto; tara, portata, massa complessiva. Sembrano banali e valgono decine di domande.
  2. Precedenze in situazioni composte, soprattutto quando entrano in gioco veicoli su rotaia, agenti del traffico o intersezioni non segnalate.
  3. Limiti di velocità per categoria: i numeri sono molti — 50, 90, 110, 130, con le varianti per pioggia, neopatentati e rimorchio — e vengono scambiati fra loro.
  4. Meccanica ed elementi del veicolo, spesso studiati per ultimi e con meno attenzione.
  5. Novità normative recenti, quando ci si esercita su materiale non aggiornato.

La causa che non è la conoscenza

Una parte rilevante degli errori non dipende da ciò che il candidato sa, ma da come legge. Le affermazioni sono costruite con avverbi che ne ribaltano il senso — sempre, mai, solo, anche, tranne — e con doppie negazioni. Un candidato preparato che legge in fretta sbaglia domande di cui conosce perfettamente il contenuto.

Il secondo fattore è il tempo: 20 minuti per 30 domande significano circa 40 secondi ciascuna. Chi si blocca su una domanda difficile perde il margine per rileggere le altre. La strategia corretta è procedere, marcare mentalmente i dubbi e tornarci alla fine, sfruttando la possibilità di rivedere le risposte prima della consegna.

Cosa fa la differenza

  • Studiare per argomento prima di affrontare schede casuali.
  • Lavorare sull'errore: leggere la spiegazione di ogni risposta sbagliata vale più di dieci domande indovinate.
  • Simulare con il timer nella fase finale, per abituarsi al ritmo reale.
  • Rileggere le frasi con gli assoluti: ogni sempre e ogni mai merita due secondi in più.
  • Usare materiale aggiornato: il codice è cambiato di recente su telefono alla guida, monopattini, stupefacenti e ore di guida obbligatorie.

Un'ultima osservazione che vale più di qualsiasi statistica: la percentuale di bocciati descrive una popolazione, non il tuo esame. Chi arriva con una preparazione distribuita nel tempo e l'abitudine a leggere le domande per intero ha un profilo di rischio molto diverso da quello medio.

Verifica: 12 domande vero o falso

  1. L'esame prevede 30 domande in 20 minuti. — VERO.
  2. Sono ammessi al massimo 3 errori. — VERO, cioè una soglia del 90%.
  3. Si hanno due tentativi nell'arco di sei mesi. — VERO.
  4. Fra un tentativo e l'altro devono passare almeno trenta giorni. — VERO.
  5. Mediamente si dispone di circa 40 secondi per domanda. — VERO.
  6. Non è possibile rivedere le risposte prima della consegna. — FALSO.
  7. Le definizioni sono un argomento marginale. — FALSO. Sono fra le maggiori fonti di errore.
  8. Gli errori dipendono sempre da lacune di conoscenza. — FALSO. Molti dipendono dalla lettura.
  9. Le parole "sempre" e "mai" richiedono una rilettura. — VERO.
  10. Conviene bloccarsi su una domanda difficile finché non si risolve. — FALSO. Meglio procedere e tornarci.
  11. Esaurite le due prove senza successo occorre ripresentare la domanda. — VERO.
  12. Esercitarsi su materiale non aggiornato è indifferente. — FALSO. Può insegnare risposte oggi errate.

Le trappole di formulazione su questo argomento

La prima trappola mescola i numeri della prova — 30 domande, 20 minuti, 3 errori, 2 tentativi, 6 mesi, 30 giorni — che è esattamente il tipo di confusione che poi si ripresenta all'esame. La seconda presenta la percentuale di bocciati come una probabilità individuale, quando descrive una popolazione eterogenea. La terza riduce la preparazione alla quantità di quiz svolti, ignorando il lavoro sull'errore che è ciò che effettivamente sposta il risultato.

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